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16 gen 2026
Sogis

Crisi Sogis di Sospiro, le preoccupazioni del Comune sul fronte ambientale e della sicurezza: l'azienda è chiusa ma è presidiata? Contiene materiale pericoloso?

Il tema occupazionale, anzitutto. Ma sulla vicenda della So.G.I.S. di Sospiro pende anche una questione di sicurezza e di impatto ambientale.

Un passo indietro per inquadrare la vicenda. La storica azienda, una bioraffineria oleochimica, è in crisi da tempo. Da mesi gli impianti sono fermi, i conti correnti sono stati pignorati e gli stipendi di circa 51 dipendenti risultano non pagati. Il “caso” sta avendo, naturalmente, ampio risalto sulle cronache locali, ma questa mattina il consigliere regionale Marcello Ventura (FdI), ha fatto sapere che la vicenda sarà trattata in Regione, nell'ambito di una riunione della  IV Commissione Attività Produttive, Istruzione, Formazione e Occupazione, giovedì 22 gennaio (qui l'articolo).

In primo piano c'è chiaramente l'aspetto occupazionale, ma nel comunicato stampa diramato stamattina, Ventura accenna anche alla necessità di tenere alta “l'attenzione sulle possibili implicazioni ambientali, che richiedono massima attenzione e trasparenza”.

A cosa si riferisce Ventura? Lo spiega il sindaco di Sospiro, Fausto Ghisolfi, che sta ovviamente seguendo la partita in prima persona.

La So.G.I.S. è un'industria chimica – osserva Ghisolfi – e sappiamo che è ferma da aprile. Come Comune ci chiediamo se la struttura sia presidiata, perché non sappiamo se all'interno dell'azienda siano stoccati materiali chimici”.

C'è quindi, da parte del Comune di Sospiro, attenzione e apprensione sotto il profilo occupazionale, ma c'è anche attenzione riguardo al tema della “gestione e del controllo dell'impianto che si trova in stato di chiusura”.

In questa fase – spiega Ghisolfi – si pone anche un tema di sicurezza e di gestione della struttura, perché come Comune non siamo tenuti a sapere quali materiali siano presenti all'interno dell'azienda. E' per questo che ho posto il tema all'attenzione della Regione. Trattandosi di industria chimica, è naturale che l'azienda utilizzi materiale che potrebbe essere pericoloso, ma non sappiamo se allo stato attuale i magazzini siano vuoti o meno e nemmeno sappiamo se la struttura sia presidiata”.

Il punto, evidenzia il sindaco di Sospiro, è che “sappiamo bene che ci sono persone irresponsabili in giro. Se qualcuno entra nell'azienda e se nell'azienda si trova materiale chimico si potrebbe configurare un problema di sicurezza. Ed è questo che è stato fatto presente alla Commissione regionale, oltre naturalmente alla questione occupazionale. Mi chiedo poi, nello sciagurato caso di chiusura definitiva dell'azienda, cosa che ovviamente non auspichiamo, cosa si fa?”.

In altre parole, se nella So.G.I.S. sono ancora stoccati materiali pericolosi, e se l'azienda dovesse chiudere definitivamente, come si procederà per mettere tutto in sicurezza?

Il tema, senza creare allarmismi, è stato dunque toccato e richiede risposte precise. In effetti, non trattandosi di un vivaio bensì di un'azienda chimica, le preoccupazioni del sindaco di Sospiro sono concrete.

E anche di questo dovrà occuparsi la commissione regionale, fornendo al Comune risposte precise. Questo dunque il senso di quell'accenno alle “possibili implicazioni ambientali” che Ventura ha voluto inserire nella nota stampa di questa mattina.

Federico Centenari

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