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18 feb 2026
sicurezza lavoro

Sicurezza sul lavoro, approvata la relazione della commissione regionale d'inchiesta: Lombardia tra le peggiori, Cremona sopra la media per vittime

Negli ultimi 35 anni il numero delle morti e degli incidenti sul lavoro è rimasto stabile, soprattutto nei settori costruzioni, agricoltura e metalmeccanica e colpisce in modo significativo i lavoratori stranieri. La sicurezza sul lavoro è a tutt’oggi un’emergenza che va affrontata con maggiore impegno e con soluzioni all’avanguardia”.

Lo dichiara Matteo Piloni, consigliere regionale del Pd, nel giorno della presentazione in Consiglio regionale della relazione finale della Commissione regionale d’inchiesta sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
 
La richiesta di istituzione della Commissione d’inchiesta era stato il primo atto delle opposizioni di centrosinistra all’inizio della legislatura, nel marzo 2023. Istituita il 17 aprile di quell’anno ha concluso i lavori nel dicembre 2025, dopo 41 sedute e 40 audizioni.
 
La Lombardia è tra le regioni con il maggior numero di morti sul lavoro e la provincia di Cremona, in particolare, per numero vittime e malattie professionali, rimane tra le province lombarde con un'incidenza infortunistica elevata da ‘bollino rosso’, superando la media nazionale.

Qui la situazione continua ad essere preoccupante, soprattutto se si guarda al rapporto tra infortuni denunciati e numero di lavoratori; il dato più duro riguarda le morti sul lavoro: in un anno, il 2025, si è passati da 7 a 13 decessi, con un’incidenza più che doppia rispetto alla media nazionale. E ieri l'altro la notizia dell'ennesimo infortunio mortale” sottolinea Piloni, ricordando la tragedia avvenuta proprio ieri nel centro di Cremona, dove un operaio di 55 anni è precipitato da un’impalcatura.
 
La Commissione ha evidenziato, inoltre, che la formazione deve essere mirata al rischio specifico del lavoratore: “Troppo spesso oggi i corsi sono generici e poco attinenti alle reali mansioni. È necessario che i percorsi formativi tengano conto dei rischi concreti del singolo lavoratore. Colpisce che tra le vittime un terzo sia di origine straniera, questo impone che formazione e prescrizioni siano resi comprensibili a tutti”.
 
Un’attenzione particolare va diretta alle micro e piccole imprese – prosegue Piloni – che per ragioni strutturali incontrano maggiori difficoltà nell’implementazione delle misure di protezione e nei percorsi di formazione. Ed è necessario risolvere anche il problema della carenza di personale addetto alle ispezioni che deve oggi potersi dotare anche di tecnologie avanzate, come droni, software predittivi e intelligenza artificiale”.
 
Abbiamo approvato all’unanimità un ordine del giorno con 30 proposte, rivolte sia alla Giunta regionale sia al Governo nazionale, per rafforzare il coinvolgimento dei datori di lavoro, migliorare la formazione e, soprattutto, diffondere una cultura della sicurezza che ancora non è abbastanza presente nel nostro Paese e nella nostra Regione – fa sapere il consigliere - ma è stato bocciato invece un nostro ordine del giorno che chiedeva di rafforzare in modo strutturale i servizi di prevenzione e il personale dedicato, trasformando le analisi della Commissione in interventi concreti”.
 
Conclude il consigliere regionale: “Con il nostro ordine del giorno chiedevamo assunzioni stabili, una riorganizzazione in grado di rimettere al centro la prevenzione e maggiori investimenti nell’educazione alla sicurezza. Se diciamo che la prevenzione è una priorità, dobbiamo dimostrarlo con scelte coerenti”.

redaz.

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