Attualità

26 giu 2026
Caccia

DDL Caccia, sì dal Senato tra le proteste. Tra i voti favorevoli, quello del cremasco Renato Ancorotti. Come voterà alla Camera la deputata leghista Comaroli?

Si scrive DDL 1552, si legge "DDL caccia selvaggia", "DDL sparatutto", "Medioevo venatorio", a seconda delle preferenze.

E' un dato di fatto che il disegno di legge che dopo 34 anni rivede le norme sulla caccia, in particolare le disposizioni della legge 157 del 1992 per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio, sta facendo discutere l'Italia da settimane.

Come ha riportato Sky TG 24 il 24 giugno, "Il primo via libera alla riforma della legge sulla caccia, tra le proteste dell’opposizione, arriva dall’Aula del Senato con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astenuti. Il disegno di legge 1552 a prima firma del capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato Lucio Malan, voluto fortemente dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ora dovrà passare all’esame della Camera".

Tra gli 80 senatori che hanno votato a fovore del provvedimento che estende i calendari venatori anche alle fasi di migrazione e nidificazione, estende le finestre temporali in cui è permesso sparare, aumenta le specie cacciabili e molto altro ancora, c'è il cremasco Renato Ancorotti, senatore per Fratelli d'Italia.

A diffondere l'elenco dei senatori che hanno votato sì è stato il WWF attraverso quella che l'associazione ha definito "operazione verità". 

"In una operazione verità - si legge sul sito ufficiale dell'associazione - il WWF Italia ha pubblicato sul suo sito l’elenco degli 80 senatoriappartenenti ai gruppi di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati-UDC – che stanno spingendo l’Italia verso il medioevo venatorio". 

Scorrendo l'elenco compare, al terzo posto, il nome dell'imprenditore cremasco Renato Ancorotti, il tycoon della cosmesi italiana.

Oltre ad Ancorotti, il Cremonese ha espresso, tra i senatori, l'ex ministro Daniela Santanchè (come "paracadutata" nei listini bloccati, poiché non originaria di Cremona), che tuttavia non compare nell'elenco pubblicato dal WWF, probabilmente perché assente al momento del voto.

Il provvedimento passa ora alla Camera per l'approvazione definitiva. Una data per la votazione ancora non è stata diffusa, ma restando sul fronte cremonese sarà interessante sapere come voterà l'altra parlamentare espressa dal nostro territorio, ossia Silvana Comaroli, deputata della Lega.

Le previsioni sono piuttosto semplici, dal momento che la Lega è tra i partiti che hanno proposto il DDL, ma per sapere con certezza se tutti e due i parlamentari cremonesi avranno votato sì al DDL sulla caccia sarà necessario attendere.

Un provvedimento molto contestato

Il provvedimento, come detto, è molto discusso ed è stato fortemente avversato dalle associazioni animaliste e ambientaliste che hanno denunciato “un grave arretramento nella tutela della fauna selvatica e del rapporto tra natura e comunità umane” chiedendo “di rispettare i principi costituzionali, le norme europee e le evidenze scientifiche sulla biodiversità”.

Non a caso, durante il voto al Senato, davanti a Palazzo Madama si è tenuto un sit-in promosso da Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf. Alla protesta hanno partecipato anche esponenti del PD, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra. 

Cosa cambia con la riforma sulla caccia

Lo spiega bene Sky TG 24: "Tutto è destinato a cambiare. In primo luogo, i cacciatori diventano bioregolatori. Cambia il ruolo dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale): il suo parere non sarà più vincolante ma consultivo e le Regioni potranno discostarsi dalle indicazioni dell’Istituto nella definizione del calendario venatorio, motivando la decisione. I calendari venatori potranno anche essere estesi alle fasi di migrazione e nidificazione consentendo l’attività anche oltre il tramonto. Il testo estende le finestre temporali e le aree in cui è permesso sparare. La pratica viene consentita anche in aree demaniali come le spiagge, i parchi pubblici e le aree protette. Per la caccia di selezione al cinghiale si autorizza l’uso di strumenti ottici e optoelettronici, compresi telemetri, red dot e visori notturni. Aumentano le specie cacciabili come, ad esempio, l’oca selvatica e il piccione di città. Mentre il lupo viene escluso dall’elenco delle specie particolarmente protette".

Durissimo giudizio del WWF

Molto duro il giudizio del WWF: "Si tratta di una pessima riforma che di fatto liberalizza l’attività venatoria, aumenta il rischio per tutti noi di essere colpiti dai cacciatori durante una passeggiata o un’escursione in natura e pone l’Italia a rischio di nuove procedure d’infrazione per il mancato rispetto delle direttive europee". 

Annota l'associazione: "Più che ad una riforma della vigente legge sulla tutela della fauna (legge 157/1992) siamo di fronte ad un suo stravolgimento come emerge chiaramente dalla volontà di considerare la caccia un’attività che aiuta gli ecosistemi e i cacciatori dei regolatori della biodiversità! Aree protette intese come un problema e non una risorsa, caccia nelle aree demaniali, aumento delle specie cacciabili, prolungamento dei calendari venatori, eliminazione dell’indirizzo tecnico-scientifico di ISPRA, deregolamentazione dei richiami vivi, natura mercificata e offerta a cacciatori stranieri che potranno venire in Italia senza alcun limite, sanzioni a chi prova a protestare contro gli abbattimenti". 

Federico Centenari

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