L'intervento
30 lug 2026
Poli, capogruppo PD, attacca Ceraso: "Le sue dimissioni dalla Vigilanza? La prova della spettacolarizzazione della vicenda del manifesto anti-aborto"
Se c'era bisogno di una ulteriore prova dell'evidente spettacolarizzazione operata sulla vicenda dei manifesti anti-aborto, questa è arrivata con la lettera di dimissioni/non-dimissioni della consigliera Ceraso.
Non dimissioni in quanto, al di là della roboante lettera di dimissioni, la consigliera rimane, legittimamente, ben salda in Consiglio Comunale e in tutte le atre sei Commissioni e in Ufficio di Presidenza.
Del resto la teatralizzazione della questione era evidente da subito. Dal testo della convocazione stessa della Commissione che conteneva una serie quasi grottesca di presunte imputazioni al Sindaco.
Riprese ora dalla consigliera nella lunga lettera di dimissioni, ricca di solenni richiami alla Costituzione e a trattati internazionali per la semplice rimozione di un manifesto antiabortista davanti all'Ospedale che urta la sensibilità di tantissime cittadine e cittadini.
Si è davvero persa la misura.
La questione politica è ora solare. La consigliera si autocompiace di essersi trasformata in paladina e avvocato difensore delle tesi del Movimento per la Vita.
E' legittimo, per carità. Ma non accettabile che il suo teorema finisca per trasformare la Vigilanza da un organismo di garanzia a organismo di difesa di una parte e di tribunale politico inquisitorio verso il Sindaco.
Sono proprio queste le ragioni che snaturano completamente le funzioni della Commissione ad aver motivato la nostra scelta di non partecipazione ai lavori.
Mancare il numero legale non è stato un "atto di prepotenza", ma un atto di rispetto per le Istituzioni, che non sono e non saranno mai da parte nostra luogo di propaganda. Per la quale, notoriamente, ci sono tanti altri strumenti.
Capogruppo PD
Roberto Poli
© RIPRODUZIONE RISERVATA