Attualità
03 gen 2026
Il caso A2A-Aprica scuote la politica, Anche Forza Italia e Lega insorgono: "Il Comune si assuma le sue responsabilità per un'operazione sbagliata"
C'è poco da fare: la sentenza del TAR che boccia l'affidamento dei rifiuti ad Aprica nel comune di Lodi è il tema dell'inizio di quest'anno. Dopo la presa di posizione di poco fa da parte della civica Novità a Cremona (qui l'articolo), ecco ora quella a firma Andrea Carassai, Consigliere comunale di Forza Italia, e Jane Alquati, Consigliere comunale – Lega Salvini Premier.
Di seguito la dichiarazione congiunta.
In qualità di capigruppo dei gruppi consiliari di Forza Italia e Lega in Consiglio comunale a Cremona, esprimiamo il pieno appoggio e sostegno alla mozione presentata da Alessandro Portesani, capogruppo di Novità a Cremona, relativa all’affidamento del servizio di igiene urbana nel Comune di Cremona.
La mozione affronta in modo chiaro e puntuale un tema di primaria importanza per la città: la legittimità giuridica della prosecuzione dell’affidamento del servizio ad Aprica S.p.A., società interamente controllata da A2A, soggetto quotato in borsa.
Come correttamente richiamato nel testo, la normativa nazionale (art. 34, comma 22, del D.L. 179/2012) prevede la cessazione automatica degli affidamenti diretti in assenza del requisito del controllo pubblico, con decorrenza dal 31 dicembre 2018, senza necessità di ulteriori atti formali.
La recente sentenza n. 4292/2025 del TAR Lombardia, sebbene riferita al Comune di Lodi, chiarisce in modo inequivocabile come la prosecuzione del servizio in assenza del controllo pubblico sulla società affidataria sia illegittima. Una pronuncia che, per l’identità dei presupposti giuridici e societari, non può e non deve essere ignorata anche dal Comune di Cremona.
Il Comune di Lodi, amministrato da una maggioranza di centrosinistra, ha avuto il coraggio di uscire da un’ambiguità nella quale, invece, Cremona ha scelto di rimanere fino ad oggi, mantenendo fede a un accordo politico che ha portato alla cessione senza gara del 51% di LGH, società storicamente partecipata dal Comune di Cremona.
La sentenza del TAR ha inoltre il merito di chiarire senza alcuna ombra di dubbio che la sbandierata “partnership industriale”, invocata al momento della svendita di LGH, non è mai realmente esistita. Oggi il patrimonio economico e di competenze costruito in oltre un secolo di storia di AEM risulta completamente disperso.
Il Comune di Cremona detiene in A2A una partecipazione pari allo 0,84% del capitale, e solo grazie ai dividendi derivanti da tale quota il bilancio di AEM non registra perdite significative.
Da sempre i gruppi consiliari che rappresentiamo, già a partire dal precedente mandato amministrativo, hanno denunciato le gravi anomalie di un’operazione sciagurata sul piano politico e profondamente errata sul piano tecnico, portata avanti per finalità esclusivamente di parte. Un’operazione che ha lasciato Cremona priva di una reale capacità di incidere sulle proprie politiche energetiche e ambientali.
Lo dimostra, tra l’altro, la recente archiviazione da parte di A2A del progetto “Cremona 20-30”, mai accompagnato da una reale contropartita in termini di investimenti energetici e ambientali a favore del territorio.
Le numerose iniziative promosse presso ANAC, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e la Corte dei conti hanno nel tempo cercato di far emergere criticità che, in altri territori – non solo a Lodi, ma anche a Seregno – sono oggi oggetto di procedimenti in corso per l’accertamento di un possibile danno erariale.
Secondo l’Assessore Pasquali, sarebbero necessari due anni per predisporre una gara di appalto. Attendere due anni significherebbe ignorare consapevolmente la portata della sentenza del TAR Lombardia e assumersi responsabilità amministrative e giuridiche evidenti, paventando anche la possibilità di ricorrere a una società di consulenza.
Respingiamo inoltre con forza l’idea che il Comune non disponga degli strumenti necessari per agire. Il Comune di Cremona dispone al proprio interno di competenze tecniche e amministrative adeguate per predisporre il bando e avviare in tempi ragionevoli una procedura di gara. L’assessore e la Giunta non creino pretestuosi ostacoli o incomprensibili ritardi per ristabilire la piena legalità.
Ricordiamo infine che la questione era già stata sollevata tramite interrogazione consiliare e affrontata in Commissione di vigilanza, senza che l’Amministrazione fornisse risposte convincenti.
Oggi non esistono più alibi: in Consiglio comunale ciascun consigliere sarà chiamato ad assumersi una responsabilità istituzionale chiara, trasparente e coerente con il principio di legalità, nell’esclusivo interesse della città.
redaz.
© RIPRODUZIONE RISERVATA