Attualità
28 lug 2026
Il Movimento per la Vita non ci sta: dure accuse al sindaco "assoggettato al profilo blasfemo di Nostra Signora degli Aborti". Chiesta la riaffissione del manifesto
Con una lettera inviata via Pec alla società di pubblicità e affissioni IPAS e per conoscenza ad Arriva SpA e al Sindaco di Cremona, il Movimento per la Vita di Cremona chiede la riaffissione del manifesto pro-vita che il sindaco Andrea Virgilio ha fatto rimuovere nei mesi scorsi.
A renderlo noto è lo stesso Paolo Emiliani, presidente del Movimento per la Vita di Cremona, che ha diffuso il testo inviato via Pec e che riportiamo di seguito:
Spett. IPAS,
Vi siamo grati per aver mantenuto libero lo spazio pubblicitario da noi regolarmente occupato da 6 anni.
La confusa ricostruzione sulla responsabilità della rimozione dell'ormai noto manifesto, ci obbliga a chiedere la immediata riaffissione dello stesso manifesto nella stessa sede.
Perché e chi ne ha chiesto e motivato la rimozione?
Il sindaco che ha rifiutato l'incontro in commissione vigilanza, nell'informare della sua assenza scrive che "la PEC da me inviata non revoca alcuna autorizzazione, non risolve alcun contratto, non commina sanzioni e non esercita nei confronti dei soggetti interessati un potere amministrativo autoritativo".
Bene, chiaro!
Arriva, destinataria della PEC, comunicando anch'essa la propria indisponibilità a partecipare alla commissione vigilanza, scrive di avere agito mantenendo una posizione di sostanziale "terzietà" sulla vicenda, svolgendo esclusivamente un ruolo di interlocuzione limitato al trasferimento della richiesta dell'Ente (il sindaco è diventato Ente?) al gestore dello spazio pubblicitario.
Bene, chiaro!
IPAS, gestore dello spazio pubblicitario, nell'unica lettera (5 maggio 2026) indirizzata al Movimento per la Vita, intestatario del contratto di affissione, "informa che a seguito della comunicazione di Arriva Italia, titolare del TPL urbano, sta provvedendo alla rimozione del messaggio pubblicitario posto alla fermata bus".
Per nulla chiaro come da un provvedimento non autoritativo, attraverso un soggetto terzo, si sia arrivati a censurare un messaggio di apertura alla vita, di incoraggiamento alla maternità e di disponibilità all'aiuto concreto laddove richiesto.
Troppo vago e soggettivo il riferimento all'art. 6 delle norme contrattuali: quale violazione o turbativa di "norme imperative, regolamenti locali, ordine pubblico o buon costume?".
Abbiamo fiducia che chiedendo il ripristino del manifesto venga fatta ammenda dell'inqualificabile soggezione dimostrata dal sindaco nei confronti di persona che sottotitola il profilo Istagram in modo blasfemo "Nostra Signora degli aborti".
Le scuse non sono dovute tanto al mondo pro-life cremonese, che saprà fare valere le proprie ragioni nelle sedi opportune, ma a tutti i cittadini cremonesi che credono nella libertà di pensiero e di espressione e osano sperare in un sindaco all'altezza del suo ruolo istituzionale.
Certo che la presente richiesta non verrà disattesa, porgo distinti saluti.
Paolo Emiliani, Presidente Movimento per la Vita di Cremona
f.c.
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