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08 gen 2026
Luciano Pizzetti

L'analisi di Pizzetti: "Le dimissioni di Bellini? La spia di un problema che tocca tutta la politica, ormai luogo delle mediazioni e non della rappresentanza”

Il tema “esce” dal Pd, ma il contesto è ben più ampio e tocca tutta la politica, tutti i partiti. Le recenti dimissioni di Michele Bellini dal vertice provinciale del Pd (qui l'articolo), hanno acceso un faro sulla politica. Non solo sulla politica locale, su tutta la politica e su tutti i partiti.

Ne è convinto Luciano Pizzetti, presidente del Consiglio Comunale e politico di lungo corso del centrosinistra cremonese.

Le ragioni di Michele sono vere – commenta Pizzetti –. Voglio dire, i temi che pone nel merito sono temi che meritano un discorso approfondito e sono argomenti sui quali il partito deve discutere”.

Il punto, per Pizzetti, è che Bellini, con le sue dimissioni, non ha “aperto” una questione interna al Pd: “La questione è aperta da tempo. Semmai sarebbe il caso di chiuderla. Affrontarla e chiuderla, non aprirla”.

Sì, perché l'ormai ex segretario provinciale, spiegando le ragioni della sua decisione ha toccato un nervo sensibile. La prima ragione alla base della scelta di dimettersi, ha osservato Bellini in un passaggio denso di significato, «è di carattere strutturale e non riguarda soltanto il nostro territorio, anche se nei contesti più piccoli appare con maggiore evidenza. A livello locale siamo già diventati, di fatto, un “partito degli eletti”. Fare politica al di fuori delle istituzioni è oggi una missione quasi impossibile: non solo per ragioni materiali – legate al tempo, alle energie e alle risorse richieste – ma soprattutto perché è venuta meno la funzione di intermediazione tra società e istituzioni, che ormai interagiscono senza più bisogno dei partiti. Ne consegue che a fare politica sono sostanzialmente solo gli eletti, mentre chi ricopre ruoli di partito senza essere eletto è strutturalmente tagliato fuori e risulta utile quasi esclusivamente nelle campagne elettorali».

Il primo, vero nodo sta qui. E Pizzetti, con la consueta schiettezza, lo evidenzia apertamente.

Quello degli eletti è un tema vero e riguarda tutti i partiti, non solo il Pd. E' sotto gli occhi di tutti: le comunità politiche si sono sfaldate, il rapporto con la società è venuto meno. Tutto è diventato apicale”.

Un esempio concreto? Pizzetti non ha dubbi: “Da quanto tempo un partito, un qualsiasi partito, non convoca i suoi organismi? Oggi la priorità della politica è il tempo delle decisioni e tutto è centralizzato, è tutta verticalità ormai”.

E questo sta alla base dello scollamento tra la politica e la società. Un fenomeno in atto da tempo e che a nessuno fugge.

I partiti hanno le loro colpe, intendiamoci – incalza l'ex parlamentare – perché anziché rinnovarli si è preferito dar loro un calcio nel sedere. Ad esempio, si è tagliato il finanziamento pubblico. Certo c'è il rapporto diretto con i militanti, ma se la struttura viene meno... Siamo di fronte a una responsabilità della politica, che fa fatica a rappresentare gli interessi di fondo, la politica è diventata il luogo delle mediazioni e non della rappresentanza”.

E questo, osserva ancora Pizzetti, va inserito in un quadro sociale più ampio.

Pensiamo anche ai social, che hanno contribuito ad allontanare la gente dalla politica vera. Ecco, la politica cosa ha fatto? E' rimasta a guardare, non ha reagito e il modello è diventato quello del comitato elettorale, ossia quello di un partito che si attiva solo in vista delle elezioni. Poi? Poi niente”.

Ecco perché, “il tema che pone Michele (Bellini; ndr) è rilevante e va visto in termini generali. Va affrontato non solo qui a Cremona, ma a livello generale. Quando Michele parla degli eletti ha ragione. Chi non è nelle istituzioni fa fatica, ma anche chi è nelle istituzioni fa altrettanta fatica a rapportarsi con la gente”.

Basti un recente dato per inquadrare il tema: “L'ottanta percento delle leggi nazionali sono state approvate dal governo. Il Parlamento è stato esautorato”, ricorda Pizzetti, che in Parlamento c'è stato e pure con incarichi di rilievo.

Pensiamo alla legge di Bilancio – osserva –. Non c'è più una doppia lettura, si pone la fiducia e basta. Ecco, l'impoverimento della politica è questo, e questa è la lezione da trarre dalle parole di Michele Bellini. Stiamo assistendo ad un'involuzione della democrazia nel nostro Paese, la partecipazione non c'è più perché gli strumenti partecipativi sono stati divelti. E ripeto: oggi la questione, a Cremona, esce dal Pd, ma il ragionamento tocca tutta la politica, tutti i partiti a tutti i livelli”.

Non usa, come sempre, giri di parole, Pizzetti: “Siamo a un livello di degrado tale che per piccoli nuclei di potere può anche andare bene, ma la conferma di questa involuzione è palese: la gente non va più a votare e i circoli si svuotano. Questa è la realtà e questo è un processo che parte da lontano e che Michele ha toccato con mano”.

In definitiva, lo scollamento tra la politica e la società, commenta ancora Pizzetti, “ha raggiunto un livello tale che per farvi fronte serve un cambio di paradigma generale, non solo a Cremona, in tutto il Paese”.

Ecco perché, conclude Pizzetti, “Michele, con le sue dimissioni, pone un tema di carattere generale: la dissoluzione della forza politica così come era prevista dalla nostra Costituzione. E tutto questo si inserisce in un quadro di crisi valoriale generale che ci riporterebbe alla società liquida teorizzata da Baumann. Una deriva che si è anzi accentuata ulteriormente in questi anni”.

Le dimissioni di Michele Bellini, dunque, non sarebbero un fulmine a ciel sereno, bensì la coda di una parabola discendente che deve accendere una spia non solo all'interno del Pd – che la questione non deve aprirla, bensì affrontarla per chiuderla, come evidenzia Pizzetti – ma in tutti i partiti. In tutta la politica.

Perché anche il cittadino più distratto e meno interessato alla politica non può non aver notato l'allargamento di questo scollamento che da anni allontana sempre più i partiti, chi fa politica, e gli elettori, i cittadini. Gli italiani.

Federico Centenari

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