L’analisi del Bilancio Consuntivo 2025 di ASST Cremona approvato con Decreto n. 366 del 28 aprile 2026 apre interrogativi politici e finanziari che non possono più essere ignorati.
Per la prima volta, infatti, i documenti ufficiali dell’ASST consentono di confrontare le diverse cifre che negli anni sono state comunicate ai cittadini sul costo del nuovo ospedale di Cremona.
Ed è proprio da questi documenti che emerge un quadro sempre più confuso.
Negli ultimi anni il costo dell’opera è stato indicato con importi completamente diversi:
• 330 milioni di euro nel Protocollo d’Intesa approvato con DGR XI/5077 del 2021;
• 280,7 milioni di euro nella DGR XI/5835/2021 relativa agli Accordi di Programma ex art. 20;
• 438,2 milioni di euro nella DGR XII/4939 del 4 agosto 2025;
• fino ad arrivare ai 606,7 milioni di euro riportati nell’Allegato 1 della stessa DGR
XII/4939/2025.
Quest’ultimo dato non è un’opinione politica ma una cifra scritta nero su bianco nei documenti ufficiali della Regione Lombardia.
La tabella regionale infatti prevede:
• 438,2 milioni per il nuovo monoblocco ospedaliero;
• 68,5 milioni per trasferimenti, demolizioni e opere esterne;
• 100 milioni per funzioni sanitarie complementari e accessorie.
Totale: 606,7 milioni di euro.
Di fronte a questo continuo balletto di cifre, i cittadini hanno diritto a sapere quale sarà il vero costo
finale dell’intera operazione.
Perché non è accettabile che il progetto più costoso della storia sanitaria cremonese venga raccontato ogni volta con numeri diversi a seconda delle convenienze politiche o comunicative del momento.
Regione Lombardia deve chiarire immediatamente:
• quale sia oggi il costo reale complessivo dell’opera;
• quali fondi siano realmente disponibili;
• quali siano soltanto programmati;
• e quale parte delle risorse sia ancora priva di copertura certa.
Anche ASST Cremona deve spiegare come si possa parlare pubblicamente di un’opera da centinaia di milioni di euro quando il Bilancio 2025 registra crediti formalmente iscritti per appena 12,5
milioni di euro e spese effettivamente sostenute nel 2025 pari a circa 1,25 milioni.
Tutto questo mentre:
- le procedure ambientali relative ai parcheggi interrati hanno già subito un’archiviazione;
- restano aperte le questioni autorizzative relative al sistema geotermico;
- il progetto continua ad accumulare ritardi, verifiche tecniche e crescente complessità
procedurale.
Di fronte a questo quadro appare sempre più incomprensibile il rifiuto di avviare finalmente un confronto pubblico, tecnico ed economico tra il progetto di nuova costruzione e l’alternativa della riqualificazione radicale dell’attuale ospedale.
Ma le responsabilità politiche non riguardano soltanto Regione e ASST. Anche il Comune di Cremona non può continuare a rimanere in silenzio.
Il Sindaco, quale massima autorità sanitaria cittadina, ha il dovere istituzionale e politico di pretendere piena trasparenza su:
• costi reali dell’opera;
• coperture economiche;
• sostenibilità finanziaria;
• cronoprogramma;
• e impatto futuro sulle risorse pubbliche del territorio.
Invece, fino a oggi, i cittadini hanno ricevuto soprattutto slogan, rassicurazioni e rendering, mentre gli atti ufficiali raccontano una situazione molto più complessa e ancora piena di incognite.
La domanda che poniamo è semplice e non può più essere evitata: il nuovo ospedale costerà 280 milioni, 438 milioni oppure oltre 606 milioni di euro?
E soprattutto:
chi pagherà la differenza? Perché quando si parla di centinaia di milioni di euro pubblici, di procedure ancora aperte, di costi che continuano a cambiare e di opere sempre più complesse, i cittadini hanno diritto non soltanto alla trasparenza, ma anche a sapere se esistano alternative più sostenibili, meno rischiose e realmente praticabili.
Ed è proprio per questo che continuiamo a chiedere un confronto pubblico, indipendente e documentato con l’ipotesi della riqualificazione dell’attuale ospedale di Cremona.