L'intervento
09 mag 2026
"Basta ideologia green contro gli allevatori. L'ammoniaca nell'aria c'è, ma le soluzioni esistono". Il consigliere Ventura interviene dopo la nostra inchiesta
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento di Marcello Ventura, consigliere regionale di Fratelli d'Italia e presidente della Commissione Attività produttive, a fronte della nostra inchiesta in due parti (qui la prima) basata sul dossier "Padania avvelenata" di Greenpeace.
Cremona Libera è ben contenta che su temi di grande rilevanza come questo si apra il confronto, nel reciproco rispetto. Anche per questo ringraziamo il consigliere Ventura, precisando che non riteniamo che l'allevamento intensivo sia l'unica causa di inquinamento della Pianura Padana, bensì una concausa insieme a molti altri fattori come emissioni industriali, traffico, conformazione orografica e altro ancora.
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Ho letto il documento di Greenpeace sulla cosiddetta ‘Padania avvelenata’ e, ancora una volta, assistiamo a un attacco ideologico se non terroristico contro allevatori e agricoltori, dipinti come i soli responsabili dell’inquinamento della Pianura Padana. Una narrazione semplicistica e fuorviante che non aiuta a risolvere il problema.
Nessuno nega l’esistenza di ammoniaca nell’aria dovuta agli allevamenti bovini e suini. Ma dire che il problema dipenda solo dagli allevamenti è falso. L’ammoniaca contribuisce alla formazione del PM2.5 insieme ad altri fattori legati a industria, traffico e riscaldamento civile.
Eppure Greenpeace continua a colpire sempre e soltanto il settore agricolo, senza alcun interesse reale nel trovare soluzioni concrete.
Ricordo il recente convegno organizzato in Regione Lombardia sul tema delle emissioni in agricoltura, con la partecipazione delle principali sigle agricole e di docenti dell’Università Statale di Milano. Dal confronto, moderato dal direttore di Ruminantia, una delle riviste più autorevoli del settore agricolo, è emerso chiaramente che esistono già soluzioni scientificamente validate in grado di abbattere praticamente a zero le emissioni di ammoniaca lungo tutto il ciclo produttivo: dal liquame in stalla alle vasche, fino allo spandimento nei campi con interramento.
Il paradosso è che l’Europa continua a prendere in considerazione quasi esclusivamente la copertura delle vasche, imponendo costi enormi agli allevatori senza risolvere davvero il problema. Il liquame si forma prima e viene gestito anche dopo le vasche.
Oggi esistono aziende che producono additivi innovativi capaci di intervenire direttamente alla fonte, partendo dall’alimentazione animale e proseguendo nella gestione delle stalle, delle vasche e dei campi.
Ho visitato personalmente diverse aziende zootecniche, di varie dimensioni, nel cremonese e nel bresciano. E continuo a visitarle. Con strumenti di rilevazione abbiamo verificato valori di ammoniaca pari allo zero. Nessun odore, nessun ambiente saturo: persino i vestiti non si impregnavano.
Questo dimostra che le soluzioni esistono già e che molti allevatori virtuosi stanno investendo seriamente in innovazione.
Per questo motivo mi batterò affinché Regione Lombardia continui a sostenere queste pratiche e affinché il ministero dell’Agricoltura, nel cui operato ho piena e totale fiducia, faccia valere in Europa il lavoro delle nostre aziende.
Chi investe per ridurre realmente le emissioni deve essere aiutato, non penalizzato con obblighi inutili e costosi. Le coperture delle vasche non possono diventare l’unica risposta imposta da Bruxelles.
Vede Direttore, il problema dell’ideologia green portata avanti da certe associazioni come Greenpeace è proprio questo: accusare senza mai contribuire a risolvere i problemi. È lo stesso approccio ideologico che abbiamo visto con il Green Deal europeo e con i danni provocati al settore automotive.
Chiudere gli allevamenti per sostituire tutto con carne sintetica prodotta in laboratorio non è il modello che vogliamo. Lasciamo certe follie all’Olanda. Noi continueremo invece a difendere le nostre aziende agricole, i nostri allevatori e quel Made in Italy agroalimentare ed enogastronomico che tutto il mondo ci invidia e tenta di imitare attraverso l’italian sounding.
Viva le nostre aziende, viva i nostri agricoltori e allevatori, viva i nostri prodotti e viva il Made in Italy.
Consigliere Regionale Fratelli d'Italia
Presidente Commissione Attività produttive
Marcello Ventura
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