Attualità

08 giu 2026
Degrado Parco Asia

Perché far la fatica di differenziare i rifiuti e pagare la Tarip quando c'è il Parco Asia, ormai discarica in mezzo al verde? Ecco le foto della vergogna

Manca solo qualche materasso e qualche elemento d'arredo, come mobili e seggiole. Per il resto c'è tutto. Anonimi sacchi neri, trasparenti o gialli, pieni zeppi di rifiuti d'ogni genere. Dalla plastica alla carta, dall'alluminio al vetro di bottiglie e bottigliette, fino a capi d'abbigliamento ormai logori.

Domenica mattina, quasi le undici. Il sole già picchia forte sopra il verde brillante dei prati, delle siepi (trascurate) e dei boschetti del Parco Asia, piccolo ma grazioso polmone verde di Cremona a lato di via Persico.

Quello, per intenderci, dove si possono ammirare i resti della famigerata Fonte Persico, della quale Cremona Libera si è occupata più volte e che nonostante le promesse di Padania Acque rimane transennata e in disfacimento (qui uno dei nostri articoli).

Ma torniamo al Parco Asia. La piccola oasi di verde è silenziosa, sembra quasi di essere lontani dalla città, persi nel verde e nella calma. Non c'è caos e ci si può rilassare. Chi ha un cane, può usufruire delle aree di sgambamento collocate in fondo, sulla sinistra.

Tutto bellissimo, non fosse per quella discarica a cielo aperto che quest'area è ormai diventata a causa dell'inciviltà di alcuni cittadini. Cittadini che hanno evidentemente scoperto il "giochetto" e se ne fottono altamente del rispetto del verde, del rispetto del prossimo, del lavoro dell'amministrazione e del senso civico (termine che probabilmente costoro associano a qualcosa di astratto, oltre la loro portata).

Ad ogni modo, il truco è semplice: si aspetta il tramonto o, meglio, il buio della sera, e ci si dirige verso il parco, che non è certamente presidiato, non essendo area potenzialmente a rischio criminalità, almeno stando alle cronache locali.

Una volta giunti sul posto, è sufficiente scaricare dall'auto i sacchi con i rifiuti accumulati in una o due settimane (a giudicare dal volume dei sacchi stessi) e collocarli accanto ai cestini dei rifiuti.

Chissà poi perché questa "accortezza": tanto varrebbe buttare i sacchi dove capita, dal momento che non di rifiuti normali si tratta, bensì di spazzatura proveniente dalle abitazioni e pertanto destinata alla raccolta differenziata.

Ma differenziare i rifiuti, per taluni, è impegnativo. E' un lavoraccio, insomma. E poi costa, perché quel che non differenzio finisce nel sacco azzurro con il Tag e quello lo pago con la Tarip. 

E allora, che ci vuole? Si ficca tutto - plastica, carta, alluminio, vetro - in capienti sacchi di plastica, li si chiude per bene e li si va a piazzare con gesto amorevole accanto ai cestini dei rifiuti dislocati in parechi punti del parco.

A quel punto, saranno affari di chi si occupa della raccolta dei rifiuti, no? Decideranno loro, insomma, se portar via anche i sacconi aggiuntivi o no.

E il bello è che la pratica deve essere ben diffusa: su almeno otto cestini per i rifiuti accanto ai quali siamo passati, ben sei erano circondati da sacchi gonfi di spazzatura domestica, come si vede dalle foto scattate sul posto.

Che dire, il senso civico, questo sconosciuto. 

Qui sotto, le foto scattate al parco Asia nella mattinata di domenica 7 giugno.

Galleria fotografica

Guarda le immagini a scorrimento (clicca sulla foto per ingrandire)

Federico Centenari

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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