Attualità
20 lug 2026
Mai visto prima: anche la maggioranza, così come il sindaco, "diserta" la Vigilanza convocata per discutere sulla rimozione del manifesto pro-vita
Non solo il sindaco (qui l'articolo): tutta la maggioranza ha deciso, con una mossa clamorosa che a memoria non si ricorda essere mai avvenuta a Cremona in tempi recenti, di "disertare" la seduta della Commissione Vigilanza convocata per oggi sul caso della rimozione del manifesto pro-vita.
Ecco come hanno argomentato la decisione i consiglieri Roberto Poli (PD), Paolo La Sala (Fare Nuova La Città - Cremona Attiva), Andrea Segalini (Cremona sei tu), Rosita Viola (Sinistra per Cremona).
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Non parteciperemo alla Commissione di Vigilanza convocata per lunedì 20 luglio sulla rimozione del manifesto "SOS Vita".
La decisione nasce da una ragione precisa: la Commissione è stata convocata per esaminare atti amministrativi del sindaco che nella realtà non esistono.
Non vi sono state ordinanze, revoche o provvedimenti coercitivi, ma soltanto una sua PEC indirizzata al gestore degli spazi pubblicitari, con la richiesta di rimozione puntuale di un manifesto contenente un messaggio ritenuto non adeguato in un contesto delicato come l'ingresso dell'Ospedale di Cremona.
In assenza di atti amministrativi sui quali esercitare una reale funzione di controllo, la Commissione assume esclusivamente i caratteri di una contestazione politica di parte.
Le modalità con cui è stata promossa e convocata, ipotizzando addirittura violazioni di numerosi articoli costituzionali e leggi dello Stato, delegittima la Commissione trasformandola in una sorta di anomalo strumento giurisdizionale.
Gli organismi di garanzia meritano equilibrio e rigore, necessari per preservarne la loro funzione cruciale.
Ovviamente non intendiamo sottrarci al confronto politico. Se le opposizioni ritengono necessario discutere ulteriormente della vicenda, lo faremo nella sede propria: il Consiglio comunale. Apertamente e nel rispetto delle funzioni istituzionali.
Alla Commissione spetta il compito di vigilare sugli atti. Non quello di tribunale politico.
redaz.
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