Attualità

22 giu 2026
Caldo ozono temperature

Qui non ci facciamo mancare niente in fatto di ambiente: Ozono, l'inquinante dimenticato. Da 4 giorni oltre i livelli di tutela della salute in tutta la provincia

Quando si parla di inquinamento atmosferico, l'attenzione si concentra quasi esclusivamente sul PM10. Ogni inverno si discutono blocchi del traffico, stufe a legna e polveri sottili. Poi arriva l'estate e il tema sembra scomparire dal dibattito pubblico.

Eppure l'inquinamento non va in vacanza.

Negli ultimi quattro giorni le principali centraline della provincia di Cremona hanno registrato concentrazioni di ozono costantemente superiori ai livelli considerati compatibili con la tutela della salute.

I dati ARPA mostrano una situazione diffusa sull'intero territorio provinciale.

A Cremona il valore massimo della media mobile su otto ore è passato da 148 a 164 microgrammi per metro cubo tra il 17 e il 20 giugno.

A Crema i valori sono oscillati tra 140 e 165 microgrammi per metro cubo.

A Soresina si è registrato addirittura il dato più elevato della provincia, con un picco di 169 microgrammi per metro cubo il 19 giugno.

Non si tratta quindi di un episodio isolato o di una singola giornata critica. Per quattro giorni consecutivi tutte e tre le centraline hanno registrato valori superiori al livello obiettivo previsto dalla normativa europea per la protezione della salute umana, fissato a 120 microgrammi per metro cubo.

Ma c'è un dato che colpisce ancora di più. Le più recenti linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità indicano come valore di riferimento per la massima media mobile su otto ore appena 100 microgrammi per metro cubo.

Tradotto: nei giorni scorsi Cremona, Crema e Soresina hanno registrato concentrazioni comprese tra il 40% e il 70% superiori al valore raccomandato dall'OMS.

Eppure quasi nessuno ne parla.

L'ozono è probabilmente l'inquinante più sottovalutato della Pianura Padana. A differenza del PM10 non viene emesso direttamente dalle automobili o dalle industrie. Si forma nell'atmosfera quando gli ossidi di azoto e i composti organici volatili reagiscono in presenza di forte irraggiamento solare e temperature elevate.

Per questo motivo il problema si manifesta soprattutto nei mesi estivi, proprio quando molti cittadini ritengono che la qualità dell'aria sia migliore rispetto all'inverno.

Secondo ARPA Lombardia, l'ozono può provocare irritazione agli occhi e alle vie respiratorie, tosse, riduzione della funzionalità polmonare e aggravamento delle patologie respiratorie. Bambini, anziani, sportivi e persone affette da asma o altre malattie dell'apparato respiratorio sono le categorie maggiormente esposte.

La normativa italiana prevede una soglia di informazione alla popolazione di 180 microgrammi per metro cubo e una soglia di allarme di 240 microgrammi.

Qualcuno potrebbe quindi sostenere che non esista alcuna emergenza. Ma sarebbe una lettura superficiale.

Le soglie di informazione e di allarme servono a gestire le situazioni più acute. Gli obiettivi di tutela della salute servono invece a valutare se l'aria che respiriamo è compatibile con la protezione della popolazione nel medio e lungo periodo.

Ed è proprio su questo fronte che i dati della provincia di Cremona meritano attenzione.

Per diversi giorni consecutivi, in tutte le principali centraline del territorio, i livelli di ozono sono rimasti ben al di sopra sia del valore obiettivo europeo sia del più severo valore raccomandato dall'OMS.

C'è poi un ulteriore aspetto spesso dimenticato. L'ozono non danneggia soltanto la salute umana. Può compromettere anche la vegetazione e le colture agricole, riducendo la crescita delle piante e provocando perdite produttive. Un tema che riguarda direttamente una provincia a forte vocazione agricola come quella cremonese.

La provincia di Cremona compare regolarmente nelle classifiche sulla peggiore qualità dell'aria d'Europa. Eppure il dibattito continua a concentrarsi quasi esclusivamente su altri inquinanti e sull'inquinamento invernale.

I dati di questi giorni raccontano una realtà diversa: il problema non scompare con l'arrivo della bella stagione.

Cambia semplicemente nome.

Marco Degli Angeli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni l’informazione indipendente

Abbiamo rinunciato alla convenienza.
Non alla verità.
SOSTIENICI

Iban SCRIPTORIA S.R.L. IT77I0200854731000107336374

Tutti gli articoli