Attualità
29 giu 2026
Rischio incendi, inquinamento, tutela della fauna e degli animali d'affezione: la LAV chiede al sindaco di evitare i fuochi di San Pietro. Nessuna risposta
"Chiediamo di valutare con la massima attenzione l'opportunità di non autorizzare lo svolgimento dello spettacolo pirotecnico previsto per il prossimo 29 giugno (oggi; ndr) ovvero di sostituirlo con iniziative alternative".
Questa la richiesta trasmessa nei giorni scorsi dalla LAV di Cremona al sindaco di Cremona, Andrea Virgilio, e al sindaco di Pizzighettone, Luca Moggi, in vista dei consueti fuochi d'artificio previsti per questa sera.
La lettera, provenendo dalla LAV, è naturalmente volta a tutelare tutti gli animali di affezione, così come gli uccelli e la fauna selvatica: tutte creature molto sensibili, come noto, ai botti provocati dall'esplosione in cielo dei fuochi d'artificio. Non solo, nel documento l'associazione pone l'accento anche sui "rilevanti profili di criticità che tale iniziativa presenta sotto il profilo della tutela dell'ambiente e della salute pubblica".
E questo anche in considerazione del caldo estremo di queste giornate, che combinato ai botti può causare ulteriori problemi ben evidenziati dalla LAV.
Ieri sera, inviando in redazione la lettera trasmessa in precedenza ai sindaci, la LAV ha precisato di non aver avuto risposta da nessuno dei due primi cittadini.
Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera inviata dall'associazione animalista al sindaco di Cremona.
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Spettabile Sindaco,
Le scriviamo poiché siamo venuti a conoscenza del fatto che la Vostra Amministrazione promuove, nella serata del 29 giugno 2026, lo svolgimento dello spettacolo pirotecnico previsto quale evento conclusivo della tradizionale Fiera di San Pietro, in programma lungo il fiume Po.
La nostra associazione opera per la tutela della fauna e degli animali ed è pertanto nostro dovere richiamare la Sua attenzione sui rilevanti profili di criticità che tale iniziativa presenta sotto il profilo della tutela dell'ambiente, della fauna selvatica e della salute pubblica.
L'area interessata dallo spettacolo coincide infatti con uno degli ambienti naturalistici più delicati del territorio comunale. Il fiume Po, con le sue golene, la vegetazione ripariale e gli habitat fluviali, ospita numerose specie di avifauna stanziale e migratoria che utilizzano tali aree per la nidificazione, l'alimentazione e la sosta.
La letteratura scientifica documenta ormai da tempo gli effetti particolarmente dannosi dei fuochi d'artificio sulla fauna selvatica e, in particolare, sugli uccelli, che, spaventati dalle esplosioni, si alzano improvvisamente in volo nel buio andando frequentemente a collidere contro edifici, linee elettriche e altri ostacoli oppure abbandonando temporaneamente i propri siti di riposo e nidificazione, con conseguenze rilevanti sul loro equilibrio fisiologico.
Analoga preoccupazione riguarda i mammiferi presenti nell'area fluviale, nonché gli animali d'affezione e le colonie feline presenti nel territorio comunale, che di fronte a rumori improvvisi e di elevatissima intensità reagiscono frequentemente con fughe incontrollate, smarrimenti, traumi o lesioni.
A tali profili si aggiunge un ulteriore elemento di particolare rilevanza. L'intera Pianura Padana è attualmente interessata da un'eccezionale ondata di calore, con temperature che nell'area cremonese stanno raggiungendo valori prossimi ai 38-39 °C e con condizioni climatiche caratterizzate da persistente afa anche nelle ore notturne.
Il Ministero della Salute ha diramato, in questi giorni, ripetuti bollettini di allerta per le ondate di calore, evidenziando gli effetti delle elevate temperature sulla salute e sull'ambiente.
Le elevate temperature, unite alla scarsità di precipitazioni delle ultime settimane, determinano condizioni di marcato stress idrico della vegetazione e contribuiscono alla riduzione delle portate del fiume Po, rendendo particolarmente vulnerabile l'intero ecosistema fluviale.
In tale contesto, l'impiego di materiale pirotecnico in prossimità delle aree golenali e della vegetazione ripariale costituisce un fattore di rischio che merita particolare prudenza, soprattutto in considerazione della possibilità che residui incandescenti possano raggiungere la vegetazione secca o i depositi di materiale vegetale presenti lungo le sponde.
A ciò si aggiunge il significativo impatto ambientale derivante dalle emissioni prodotte dagli spettacoli pirotecnici. È ormai ampiamente documentato che la combustione delle miscele pirotecniche impiegate per ottenere i diversi effetti luminosi e cromatici libera nell'atmosfera elevate quantità di particolato fine (PM10 e PM2,5), oltre a metalli quali bario, stronzio, rame, alluminio e altri composti utilizzati nella composizione dei fuochi d'artificio.
Numerosi studi scientifici hanno evidenziato come, nelle ore immediatamente successive agli spettacoli pirotecnici, le concentrazioni di particolato possano aumentare anche di diverse volte rispetto ai livelli ordinariamente registrati, con un peggioramento della qualità dell'aria che può protrarsi per molte ore, soprattutto in condizioni di scarsa ventilazione.
Nel caso specifico del tratto urbano del Po, una parte significativa dei residui della combustione non permane esclusivamente in atmosfera, ma ricade inevitabilmente sulle acque del fiume, sulle sponde e sulle aree golenali.
Oltre ai residui cartacei e plastici derivanti dagli involucri dei fuochi, vengono così immessi nell'ecosistema fluviale polveri e composti metallici destinati a depositarsi sui sedimenti o a essere trasportati dalla corrente. Sebbene riconducibili a un singolo evento, tali apporti si sommano ad un contesto ambientale già fortemente sollecitato dalle elevate temperature e dallo stress idrico, aggravando la pressione su un ecosistema che costituisce uno dei principali patrimoni naturalistici della città.
Si evidenzia inoltre che la normativa vigente attribuisce al Sindaco specifiche responsabilità in materia di tutela degli animali e di salvaguardia della salute pubblica.
L'art. 3 del D.P.R. 31 marzo 1979 demanda infatti ai Comuni funzioni amministrative concernenti la protezione degli animali e la prevenzione del randagismo, mentre la legge 14 agosto 1991, n. 281 riconosce espressamente il ruolo degli enti locali nella gestione e tutela delle colonie feline, disponendo che i gatti che vivono in libertà siano protetti e non possano essere allontanati dal proprio habitat. La giurisprudenza amministrativa ha più volte affermato che le colonie feline costituiscono una realtà meritevole di particolare protezione e che gli enti pubblici sono tenuti ad adottare misure idonee a garantirne la conservazione e l'incolumità.
Parimenti, il Sindaco, nell'esercizio delle funzioni attribuitegli dall'art. 50 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e quale autorità sanitaria locale, è chiamato a perseguire la tutela della salute pubblica e la prevenzione delle situazioni suscettibili di arrecare pregiudizio alla collettività.
In tale prospettiva, la valutazione dell'impatto derivante da uno spettacolo pirotecnico non può limitarsi ai soli profili organizzativi dell'evento, ma deve necessariamente estendersi ai rischi per l'ambiente, per la fauna e per la qualità dell'aria, tenendo conto sia dell'inquinamento acustico sia delle emissioni atmosferiche e dei residui che inevitabilmente ricadono nell'ambiente circostante.
Va inoltre ricordato che il principio di precauzione, ormai stabilmente recepito nell'ordinamento europeo e nazionale, impone alle autorità pubbliche di privilegiare la prevenzione del rischio rispetto alla sua successiva gestione, adottando le misure ritenute necessarie e proporzionate ogniqualvolta sussistano elementi scientifici attendibili che facciano ragionevolmente temere possibili danni all'ambiente, alla fauna o alla salute umana, anche in presenza di incertezze circa la loro effettiva portata.
Nel caso di specie, la concomitante presenza di un ecosistema fluviale di elevato valore naturalistico, di numerose specie animali, di condizioni meteorologiche eccezionalmente gravose e di un contesto ambientale già sottoposto a forte stress impone, a nostro avviso, una valutazione particolarmente rigorosa e improntata alla massima prudenza.
Siamo pienamente consapevoli del profondo valore storico e identitario che la ricorrenza di San Pietro riveste per la città di Cremona. Proprio per tale ragione riteniamo che l'eventuale sostituzione dello spettacolo pirotecnico con forme di intrattenimento maggiormente compatibili con la tutela dell'ambiente rappresenterebbe non già una rinuncia alla tradizione, bensì una sua naturale evoluzione, coerente con la crescente sensibilità verso la sostenibilità ambientale, il benessere animale e la protezione del patrimonio naturale cittadino.
Una simile scelta costituirebbe un segnale di particolare attenzione verso il Grande Fiume e i suoi ecosistemi, valorizzando l'immagine di una città capace di coniugare il rispetto delle proprie tradizioni con una moderna cultura della prevenzione, della sostenibilità e della responsabilità istituzionale.
Alla luce di quanto sopra esposto, considerati i rilevanti profili di criticità dell'evento sotto il profilo della tutela ambientale, della conservazione della fauna, della sicurezza e della salute pubblica, Le chiediamo di voler valutare con la massima attenzione l'opportunità di non autorizzare lo svolgimento dello spettacolo pirotecnico previsto per il prossimo 29 giugno ovvero di sostituirlo con iniziative alternative prive dei medesimi profili di rischio, nell'esercizio delle competenze attribuiteLe dalla legge e nell'interesse della comunità amministrata.
Confidando nella Sua sensibilità istituzionale verso i temi della tutela ambientale, del benessere animale e della salute pubblica, porgiamo distinti saluti.
Maria Pia Superti
Responsabile LAV Cremona
f.c.
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