Attualità
25 apr 2026
Stop al "reddito di giornalanza": anche a Cremona l'associazione Schierarsi si muove per il referendum contro il finanziamento pubblico all’editoria
Milioni e milioni di euro dei cittadini italiani - ossia soldi che provengono dalle tasse - utilizzati per finanziare giornali e organi di informazione. Media che senza quei soldi non riuscirebbero a restare più di un anno nel libero mercato.
Media che contribuiscono alla spaventosa disinformazione - o nella migliore delle ipotesi a un'informazione fortemente pilotata - che caratterizza il panorama italiano.
Eppure, da decenni si continuano a usare somme ingenti prelevate direttamente dalle tasche dei cittadini, senza chiedere il loro consenso, per finanziare iniziative editoriali che con ogni probabilità la stragrande maggioranza dei cittadini stessi non finanzierebbe nemmeno se costretta.
Qualche esempio concreto: 518 milioni di euro erogati tra il 2018 e il 2024. Oltre 2 miliardi di euro dal 2003 al 2024. E parliamo solo di contributi diretti.
E' per dire "basta" a qusto utilizzo dei soldi pubbòici che lunedì 20 aprile l’Associazione "Schierarsi" ha ufficialmente depositato presso la Corte di Cassazione il quesito referendario per l’abolizione dei finanziamenti pubblici ordinari diretti all’editoria.
Ricordiamo, come abbiamo riportato su queste colonne tempo fa, che anche alcuni giornali cremonesi, come La Provincia, beneficiano del "reddito di giornalanza".
A questo articolo, ecco la nostra inchiesta.
Tra i promotori e firmatari dell’iniziativa è presente anche il cremasco Marco Degli Angeli, già consigliere regionale e oggi socio attivo dell’associazione, presente a Roma insieme ad Alessandro Di Battista, vicepresidente nazionale di Schierarsi e prezioso collaboratore di Cremona Libera.
Nei prossimi giorni prenderà il via la raccolta firme su tutto il territorio nazionale: saranno necessarie 500.000 firme in tre mesi per poter dare seguito all’iniziativa referendaria.
Nel frattempo, per chi volesse saperne di più, a questo link è possibile trovare ulteriori informazioni.
Federico Centenari
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