L'intervento
15 feb 2026
"Piangiamo per il centro che muore, protestiamo per i centri commerciali, ma compriamo su Amazon. E per inciso: il salario minimo non è la soluzione, anzi!"
Caro direttore,
ho letto con interesse l'articolo di Marco Degli Angeli sui rider (qui l'articolo; ndr) e devo dire che sono d'accordo con quanto scrive tranne sul tema del salario minimo come potenziale soluzione, non perché sia contraria a priori, ma perché è un argomento veramente complicato e le controindicazioni sono molto pesanti.
Sarebbe necessario discuterne in profondità prima di applicarlo, vagliare seriamente i pro e i contro e muoversi con prudenza. Come dovrebbe fare la politica. Ma non è più di moda e l'eventuale istituzione del salario minimo mediante le solite modalità - veloce e magari a colpi di decreti - risulterebbe un pastrocchio.
Qui in Spagna l'hanno attuato e le sinistre nazionali ed estere esultano, ma è un disastro, ha aumentato il lavoro nero a cifre inverosimili soprattutto - come no - nei settori più fragili che pretendeva difendere. Ma anche in molti che fino ad allora erano garantiti e ora non lo sono più.
Totale: aumento e non diminuzione dello sfruttamento. Perché è chiaro che o cambiamo il modello, o la toppa è peggio del buco.
Il liberalismo senza limiti che ci piace tanto quando ci favorisce, è lo stesso che impedisce di intervenire sul mercato quando non ci piace. È evidente che esperti seri e un po' di calma avrebbero potuto evitare o almeno limitare le conseguenze più gravi, ma l'analisi e l'approfondimento non rientrano nelle agende politiche dove è necessario e sufficiente marcare il punto.
Ci saranno conseguenze? Chissenefrega, se la smazzeranno "loro". Cioè le vittime. Come scrive Degli Angeli, non il cliente. Ma non importa.
A parte questo, come sempre l'analisi dovrebbe essere più ampia di quanto un articolo non consenta. Perché ancora prima dello sfruttamento di persone socialmente fragili c'è l'idiozia ipocrita di gente che "con un click", come scrivi, aziona il servo. Non è un refuso e non volevo dire "il servizio", ma proprio il servo.
Perché crediamo davvero che i clickatori seriali per una pizza grama o un hamburger con patatine da spararsi durante una "maratona tv" per non interrompere la serie su Prime siano ignari di tutto?
Crediamo davvero che a costoro interessi qualcosa del servo che fa la consegna? Basta un articolo su Fanpage con l'intervista al rider che - giura - consegnando pizze ha trovato felicità e ricchezza per lavare la coscienza. E un po' di moneta di mancia e due parole indignate durante l'aperitivo del sabato in piazza Duomo chiudono la faccenda.
Ti ricordi, direttore, che pochi anni fa, giusto prima della pandemenza, l'indignazione da tastiera stava salendo ai massimi nei confronti di Jeff Bezos e dello sfruttamento dei dipendenti in Amazon, dove si diceva che i poveri cristi non potessero nemmeno andare al bagno durante il turno per qualcosa come 5 euro all'ora?
E ricordi per caso che l'indignazione avesse inciso minimamente sulle abitudini di acquisto degli indignati seriali? Sì, ha inciso: al contrario! Salvo poi lamentarsi perché "il centro città muore", "chiudono i negozi", "c'è il deserto" ecc.
Che fine hanno fatto quelle proteste? Finite nel nulla per interesse - indignarsi per qualcosa di cui si è diretti responsabili non è carino, via - e perché decine di migliaia di quei dipendenti Amazon non esistono più, soppiantati da più efficienti robot.
Accadrà anche con i rider a breve. Lo scandalo dei 2,7 euro si placherà al pensiero che pagarli di più sarebbe controproducente per le proprie tasche e la propria comodità, e si potrà tirare un sospiro di sollievo quando, aprendo la porta, la voce suadente di un robottino da città dirà "Ecco la sua pizza, signore. Buon appetito!". Che bello! Niente sfruttamento! E non aspetta neppure la mancia!
Caro direttore, fai benissimo a tenere alta l'attenzione su questi argomenti sui quali l'ipocrisia regna sovrana, ma è una battaglia persa perché la velocità con cui queste figure di schiavi moderni vengono superate e divorate dalla tecnologia le rende obsolete in tempi brevi. In fondo è proprio su questo che contano partiti (di "destra" e di "sinistra") e sindacati: memoria corta e comodità.
Consumiamo "scandali" e indignazione come un caffè di Starbucks, rapidamente e senza conseguenze.
Vorrei essere anch'io tanto ottimista da pensare che il salario minimo ridurrebbe queste indegne "storture" del sistema (in realtà ne sono la base), ma fra cavilli giuridici, eccezioni, furbizie e scorciatoie la realtà sarebbe ancora peggiore.
Ti basti un semplice dato: da quando è stato introdotto il salario minimo, che sta per essere portato a 1.200 euro, l'utilizzo del contante in Spagna è balzato al 50%. Il dato in sé può far piacere, a me per prima, ma i risvolti sociali dovrebbero far riflettere.
Laura Carlino
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