L'intervento
28 mag 2026
I consiglieri della Lega di Crema: "Liquidazione Reindustria Innovazione? Il fallimento di una gestione politica non ricada ora sui lavoratori"
A seguito della delibera sulla messa in liquidazione della società in house REI – Reindustria Innovazione S.c.r.l., come gruppo consiliare intendiamo ribadire con chiarezza la nostra posizione: la crisi di REI non può essere scaricata sui lavoratori, né può essere derubricata a semplice passaggio tecnico-amministrativo.
Siamo di fronte all'esito di una gestione politica che, negli anni, non ha saputo garantire una prospettiva solida alla società, non ha costruito per tempo alternative credibili e arriva oggi alla liquidazione senza aver chiarito quale sarà il futuro delle funzioni strategiche svolte da REI per il territorio.
Il nostro voto di astensione in Consiglio Comunale non è stato un atto di disimpegno. Al contrario, è stata una scelta politica precisa: da un lato, la presa d'atto di una situazione economico-finanziaria ormai compromessa; dall'altro, la contestazione di un percorso gestito senza sufficiente trasparenza, senza un vero confronto preventivo e senza garanzie concrete per il personale coinvolto.
I lavoratori non paghino il prezzo delle scelte politiche
La priorità deve essere la tutela dei lavoratori e delle professionalità maturate in questi anni. A dicembre 2025 era stato assunto un impegno formale per il riassorbimento del personale. Oggi, però, non risulta ancora definito un percorso chiaro, vincolante e verificabile.
È necessario evitare ricostruzioni parziali o rassicurazioni generiche. Il fatto che alcuni dipendenti abbiano trovato autonomamente una nuova occupazione non può essere presentato come una soluzione costruita dai Soci pubblici. Si tratta, piuttosto, della conseguenza di una situazione di incertezza protratta troppo a lungo.
I Soci pubblici, a partire dal Comune di Crema e Cremona, e dagli altri enti coinvolti — hanno il dovere politico e istituzionale di assumersi fino in fondo la responsabilità delle decisioni prese. Non basta liquidare una società: occorre governare gli effetti sociali, occupazionali e territoriali di quella scelta.
Una liquidazione che certifica l'assenza di visione
La liquidazione di REI non arriva all'improvviso. Da tempo venivano sollevati dubbi sulla sostenibilità del modello, sul ruolo effettivo della società e sulla mancanza di una strategia chiara in materia di sviluppo economico, innovazione e politiche industriali.
Per anni la maggioranza ha difeso un impianto che oggi viene superato con un cambio di rotta radicale, senza che il Consiglio Comunale sia stato coinvolto in modo adeguato nella costruzione delle alternative. Ancora una volta, l'aula consiliare viene chiamata a intervenire quando le decisioni sostanziali sembrano già maturate altrove.
Questo è il vero nodo politico: non solo la chiusura di REI, ma il vuoto che questa chiusura lascia. Quale sarà ora la strategia del Comune per lo sviluppo del territorio? Dove verranno collocate le competenze costruite negli anni?
Quale modello sostituirà quello che oggi viene abbandonato?
Liquidare una società è un atto amministrativo. Costruire una visione per il futuro del territorio è, invece, una responsabilità politica. Ed è proprio su questo terreno che la maggioranza deve dare risposte.
Servono impegni concreti, non dichiarazioni di principio
La natura di società in house di REI rende ancora più evidente la responsabilità dei Soci pubblici.
Non si tratta di soggetti esterni o semplici osservatori: gli enti soci hanno esercitato un ruolo diretto di indirizzo e controllo e oggi devono farsi carico delle conseguenze della crisi.
In questa fase, occorre garantire la massima attenzione anche alla tutela del patrimonio della società, alla continuità delle attività ancora rilevanti e alla corretta gestione degli eventuali finanziamenti e obblighi pendenti, evitando che ulteriori criticità ricadano sulla collettività.
Per queste ragioni chiediamo con urgenza:
- La convocazione immediata di un tavolo istituzionale con tutti i Soci pubblici e le rappresentanze dei lavoratori, per definire un piano chiaro di gestione della crisi occupazionale.
- L'attivazione di percorsi concreti di ricollocamento, attraverso una mappatura delle professionalità presenti in REI e la verifica di tutte le possibilità di riassorbimento presso enti soci, società partecipate o altri soggetti pubblici collegati.
- La presentazione in Consiglio Comunale di una strategia alternativa, che chiarisca come il Comune intenda presidiare in futuro le politiche di sviluppo economico, innovazione e attrazione di investimenti.
La dignità dei lavoratori non può essere subordinata agli equilibri politici o alle difficoltà amministrative. Continueremo a vigilare affinché i Soci pubblici passino dalle parole ai fatti e affinché questa vicenda non diventi l'ennesimo caso in cui il costo delle scelte politiche viene scaricato su chi ha lavorato per anni al servizio del territorio.
Andrea Bergamaschini
Silvia Guatterini
Consiglieri comunali della Lega Lombarda Salvini Crema
Lega Crema
© RIPRODUZIONE RISERVATA