L'intervento

21 mag 2026
Ospedale

Nuovo ospedale, dopo la nostra intervista, il Movimento per la riqualificazione fa appello a Luciano Pizzetti e ai cittadini: "Riapriamo il confronto tecnico"

Al Presidente del Consiglio Comunale di Cremona Luciano Pizzetti e alla cittadinanza.
 
Abbiamo letto con attenzione la recente intervista da Lei rilasciata il 18 maggio al quotidiano on line Cremona Libera (reperibile a questo link; ndr) sul tema del nuovo ospedale di Cremona. 
 
Riteniamo utile intervenire pubblicamente perché alcune affermazioni contenute nell’intervista toccano direttamente il lavoro che il nostro Movimento sta svolgendo dal 2023 e pongono questioni molto importanti non soltanto per il futuro della sanità cremonese, ma anche per il rapporto tra cittadini, istituzioni e grandi opere pubbliche. 
 
Vogliamo anzitutto riconoscere al Presidente Pizzetti il merito di avere espresso un concetto che condividiamo profondamente quando afferma che “stare col fiato sul collo del decisore è importante”
 
È esattamente ciò che un movimento civico dovrebbe fare quando si discute di un’opera sanitaria pubblica destinata a incidere per decenni: sulla qualità delle cure, sull’organizzazione sanitaria, sull’ambiente, sull’assetto urbanistico, sulla mobilità, e sull’utilizzo di enormi risorse pubbliche. 
 
Tuttavia proprio l’intervista evidenzia un nodo che riteniamo estremamente problematico. Il Presidente del Consiglio Comunale spiega infatti che il confronto con il nostro Movimento sarebbe possibile soltanto qualora venisse accettata preventivamente la scelta ormai definitiva della costruzione del nuovo ospedale, spostando eventualmente il confronto soltanto sul “come realizzarlo”. 
 
Ed è proprio questo il punto che continuiamo a ritenere irrisolto. Noi non siamo contrari per principio a un ospedale moderno, tecnologicamente avanzato e sicuro. Non chiediamo di lasciare immutata la situazione sanitaria esistente. 
 
Chiediamo però una cosa molto precisa: che venga finalmente resa pubblica e verificabile una reale comparazione tecnico-economica indipendente tra: 
 
- costruzione del nuovo ospedale; 

- riqualificazione progressiva dell’attuale presidio.
 
Una comparazione che, nonostante l’enorme rilevanza economica e strategica dell’opera, non risulta mai essere stata resa disponibile ai cittadini in modo completo e trasparente. 

 
Lei stesso ha spiegato nell’intervista di avere inizialmente espresso dubbi sulla costruzione del nuovo ospedale e di essersi successivamente convinto dopo approfondimenti svolti con l’allora Direttore Generale Rossi e “sulla base di questa valutazione e degli argomenti che lui mi ha posto anch'io ho convenuto che questa fosse un'idea da perseguire. I cambi di opinione avvengono sulla base delle informazioni che raccogli e che è tuo dovere raccogliere”. 
 
Questo passaggio è molto importante. Perché dimostra che anche figure istituzionali autorevoli possono modificare le proprie convinzioni sulla base di dati, valutazioni tecniche e approfondimenti
 
Ma proprio per questo nasce una domanda inevitabile: 
 
- quali erano quei dati?

- quali confronti vennero effettuati?

- quali simulazioni economiche e sanitarie furono considerate? 
- e soprattutto: quei dati sono ancora validi oggi? 
 
Perché nel frattempo il quadro progettuale è profondamente cambiato. 
 
Nel corso degli ultimi mesi sono emerse “criticità strutturali ed economiche” importanti (ad ora il Movimento non ha ancora pubblicato le numerose “criticità sanitarie funzionali” riscontrate nei documenti disponibili): 
 
- la vicenda dell’eliporto temporaneamente collocato a 7,5 km dal Pronto Soccorso; 

- la successiva previsione di un eliporto definitivo comunque distante centinaia di metri dal 
PS; 

- le problematiche legate alla geotermia per il riscaldamento/raffrescamento e al procedimento 
PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale); 

- l’archiviazione della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) relativa ai parcheggi; 

- le interferenze logistiche del lunghissimo cantiere;; 

- i costi crescenti ( 250 – 438 - 606 milioni...) 

- le opere preliminari ancora da progettare; 

- le demolizioni future dell’attuale presidio. Ecc... 

 
Siamo perfettamente consapevoli che molte di queste problematiche possano teoricamente essere affrontate attraverso soluzioni tecniche, opere aggiuntive, compensazioni, varianti, investimenti ulteriori. Ma è esattamente qui che nasce la domanda fondamentale che continuiamo a porre pubblicamente: quale sarà il costo reale complessivo necessario per superare tutte queste criticità? 
 
E soprattutto: esisteva o esiste una soluzione alternativa capace di ottenere risultati analoghi con minori costi economici, ambientali e sociali? Riteniamo che questa domanda non possa essere considerata un fastidioso rallentamento burocratico. 

 
Al contrario. Individuare criticità prima della realizzazione di un’opera pubblica rappresenta un principio fondamentale di buona amministrazione, prevenzione e responsabilità nell’utilizzo del denaro pubblico. 

 
La vicenda dell’eliporto è, a nostro avviso, un esempio concreto
 
Se quella problematica non fosse stata pubblicamente evidenziata dal controllo civico esercitato dal nostro Movimento, probabilmente sarebbe stato portato a termine il trasferimento all’aeroporto del Migliaro e gran parte della cittadinanza non ne sarebbe mai venuta a conoscenza fino a fatti compiuti. 
 
E allora la domanda diventa inevitabile: il problema è chi segnala le criticità?
Oppure il problema è che criticità così rilevanti emergano soltanto grazie alla pressione esercitata da cittadini che leggono e analizzano gli atti pubblici? 
 
Noi non pensiamo che la sicurezza sanitaria, la sostenibilità economica e la funzionalità futura di un ospedale possano essere subordinate esclusivamente all’esigenza di accelerare i tempi procedurali. 
 
Le criticità non rallentano inutilmente un progetto.
Le criticità ignorate rischiano piuttosto di produrre problemi molto più gravi e costosi negli anni futuri. 
 
Non Le chiediamo, Presidente Pizzetti, di condividere automaticamente le nostre conclusioni. Le chiediamo però di non escludere a priori la possibilità che, alla luce delle numerose criticità emerse successivamente rispetto alle valutazioni iniziali, possa essere oggi necessario riaprire una riflessione tecnica comparativa tra nuova costruzione e riqualificazione dell’esistente
 
Riteniamo dunque legittimo chiederLe che anche oggi, davanti a un quadro profondamente mutato, venga quantomeno verificato se quelle valutazioni iniziali debbano essere aggiornate. 
 
Senza una reale analisi comparativa indipendente, nessun cittadino potrà mai sapere con certezza se la scelta del nuovo ospedale rappresenti davvero la soluzione migliore, più sostenibile e più razionale per il futuro della sanità cremonese. 
 
Grazie per l’attenzione.

Movimento Riqualificazione Ospedale

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