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27 gen 2026
Consiglio Comunale

"Caso Aprica" in Consiglio: la maggioranza fa quadrato, respinta la mozione di Portesani. La vicenda potrebbe ora essere segnalata alla Corte dei Conti

Niente da fare: sulla vicenda che interessa la società Aprica, cui è stata affidata la gestione dei rifiuti, la maggioranza in Consiglio comunale non sente ragioni: il percorso compiuto negli scorsi anni dal Comune è corretto e non è necessario interrompere il servizio.

E questo pur a fronte dell'ormai celebre sentenza del TAR sulla vicenda analoga che ha riguardato il Comune di Lodi (qui l'articolo).

Il tema è stato trattato ieri in Consiglio Comunale, dove è andata in discussione la mozione del 2 gennaio dei consiglieri comunali del Gruppo consiliare Novità a Cremona (primo firmatario Alessandro Portesani) "sull’affidamento del servizio di igiene urbana alla società Aprica S.p.A. – Attivazione di misure di ripristino della legalità contrattuale".

In buona sostanza, la mozione richiamava il precedente di Lodi, evidenziando che la sentenza del TAR, "pur formalmente rivolta ad altro ente locale, è perfettamente applicabile anche al Comune di Cremona, per l’assoluta analogia dei presupposti giuridici e societari (affidamento pregresso, perdita del controllo, prosecuzione del servizio da parte di società del gruppo A2A)".

Non solo, la mozione ricordava che "l’affidamento diretto originario si fondava sulla sussistenza di un controllo pubblico da parte del Comune di Cremona sulla società affidataria; tale presupposto è venuto meno nel tempo a seguito di operazioni societarie che hanno condotto l’intera catena di controllo sotto l’influenza dominante di soggetti quotati (A2A S.p.A.)".

"Il Comune di Cremona - ha evidenziato Portesani - non ha mai adottato un nuovo provvedimento di affidamento né ha avviato una procedura ad evidenza pubblica; non risulta avviata alcuna istruttoria o ricognizione giuridica da parte dell’Amministrazione sulla legittimità della prosecuzione del servizio dopo la perdita del requisito del controllo analogo".

Di qui le richieste rivolte al Consiglio Comunale per impegnare il Sindaco e la Giunta "a dare formale e immediata presa d’atto della cessazione dell’affidamento del servizio di igiene urbana ad Aprica S.p.A., intervenuta ipso iure alla data del 31 dicembre 2018 ai sensi dell’art. 34, comma 22 del D.L. 179/2012, e a disporre l’interruzione del rapporto in corso, privo di legittimità giuridica; ad attivare un affidamento temporaneo e motivato in via d’urgenza, esclusivamente per il tempo strettamente necessario a garantire la continuità del servizio nelle more dell’espletamento della nuova gara; a predisporre, nel più breve tempo possibile, una procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di igiene urbana, nel rispetto delle normative comunitarie e nazionali vigenti in materia di concorrenza, trasparenza ed economicità".

Dopo l’illustrazione della mozione da parte del consigliere Portesani, si è aperto il dibattito con gli interventi dei consiglieri Roberto Poli (Partito Democratico), Matteo Carotti (Fratelli d’Italia) e Alessandro Portesani (Novità a Cremona).

A nome della Giunta ha preso la parola l’assessora Simona Pasquali che ha ribadito quanto già emerso durante le due sedute della Commissione consiliare di Vigilanza sulla legittimità degli atti assunti del Comune, aggiungendo che è iniziato il percorso per l’affidamento del servizio, un percorso complesso in quanto complessa è la normativa al riguardo, così come stabilito da uno specifico indirizzo del Consiglio, inoltre il servizio funziona bene e quanto deciso dal Comune non è stato impugnato. 

Messa ai voti, la mozione è stata respinta: 11 i voti a favore e 20 i contrari.

Indiscrezioni raccolte tra le fila dell'opposizione parlano ora di un ricorso alla Corte dei Conti e all'ANAC, l'autorià anticorruzione.

f.c.

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