Il commento

07 gen 2026
A2A

Il caso Aprica scalda la politica: ecco, spiegati al cittadino, cosa chiede la mozione di Portesani e quali scenari si potrebbero aprire per il Comune

L'anno si è aperto con uno scossone politico tutt'altro che trascurabile. Un evento che può forse interessare poco, in prima battuta quantomeno, il comune cittadino, ma che dal punto di vista istituzionale ha aperto scenari non propriamente rassicuranti.

Punto di partenza, la sentenza del TAR Lombardia pubblicata il 30 dicembre 2025 relativa al caso Aprica S.p.A. Contro il Comune di Lodi (qui l'articolo). Ebbene, come noto, la sentenza ha confermato che la prosecuzione dell’affidamento diretto per la gestione dei rifiuti in capo ad Aprica in assenza del requisito del controllo pubblico è illegittima, e che la cessazione dell’affidamento decorre dal 31 dicembre 2018.

A Cremona, di fatto, abbiamo una situazione fotocopia, sempre con Aprica come protagonista e il Comune come attore di primo piano. La domanda, pertanto, è: cosa farà l'amministrazione comunale? Prenderà atto della sentenza e correrà ai ripari o riterrà la procedura a suo tempo adottata corretta e manterrà l'affidamento della gestione dei rifiuti in capo ad Aprica?

Sul tema, la consigliera Chiara Capelletti ha deciso di convocare la commissione Vigilanza, proprio per fare luce sulla vicenda e sviscerarla. La data della commissione non è ancora stata fissata ma è probabile che l'incontro si terrà prima della prossima seduta del Consiglio Comunale, in agenda per il 26 gennaio.

E il 26 gennaio il Consiglio potrebbe essere chiamato ad adottare una decisione pesante, ossia ad esporsi apertamente sulla questione votando la mozione che nel frattempo – alla luce della sentenza del TAR – il capogruppo di Novità a Cremona, Alesandro Portesani, ha depositato.

Piccolo inciso: non è ancora dato sapere se la mozione verrà trattata nella seduta del 26. Si sa però che Portesani ha chiesto al presidente del Consiglio Comunale, Luciano Pizzetti, l'inversione dell'ordine del giorno della seduta proprio per ragioni di urgenza, così da far “passare avanti” la mozione. La decisione spetta al presidente Pizzetti, ma nel frattempo è utile sapere cosa chiede esattamente Portesani con la sua mozione.

Ed ecco dunque il dispositivo dell'atto depositato dal capogruppo di Novità a Cremona (dispositivo che fa seguito alle necessarie premesse per inquadrare la vicenda): “Il Consiglio Comunale impegna Il Sindaco e la Giunta a dare formale e immediata presa d’atto della cessazione dell’affidamento del servizio di igiene urbana ad APRICA S.p.A., intervenuta ipso iure alla data del 31 dicembre 2018 (...), e a disporre l’interruzione del rapporto in corso, privo di legittimità giuridica”.

Stop dunque all'affidamento del servizio di gestione dei rifiuti come prima richiesta.

Ma Portesani non si ferma qui e nella mozione chiede anche di “attivare un affidamento temporaneo e motivato in via d’urgenza, esclusivamente per il tempo strettamente necessario a garantire la continuità del servizio nelle more dell’espletamento della nuova gara”.

In sostanza, alla luce della bocciatura del TAR nel caso fotocopia di Lodi, Portesani propone di affidare il servizio rifiuti temporaneamente ad un altro soggetto (che potrebbe anche essere la stessa Aprica) in attesa di una gara pubblica per la gestione dei rifiuti.

Infine, non a caso, Portesani chiede di “predisporre, nel più breve tempo possibile, una procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di igiene urbana, nel rispetto delle normative comunitarie e nazionali vigenti in materia di concorrenza, trasparenza ed economicità”.

Questo il fronte istituzionale, con una mozione che potrebbe essere approvata così come respinta dalla maggioranza.

E cosa accadrebbe in caso di bocciatura della mozione? Si andrebbe avanti senza modifiche e la gestione dei rifiuti resterebbe in capo ad Aprica. 

La domanda, a questo punto è inevitabile: ma se a Lodi il TAR ha bocciato un caso identico, come potrebbe Cremona proseguire come se nulla fosse?

In linea teorica, la Corte dei Conti, visto il precedente, potrebbe intervenire autonomamente e questo anche perché quello di Lodi non è certo l'unico caso che vede coinvolta la cessione di asset (come la gestione dei rifiuti) da parte di enti pubblici ad A2A. I precedenti, specie nel Nord Italia, dove opera principalmente A2A, sono moltissimi. 

Il più recente? Il Comune di Barlassina (Monza Brianza), che, notizia di oggi, è in causa con A2A davanti al TAR per aver revocato la concessione del servizio di illuminazione pubblica.

Insomma, la “matrice” cremonese e quella lodigiana è la stessa e lo schema si ripete in molti altri comuni e quasi sempre si finisce davanti al TAR. E l'ente pubblico va sotto, come si suol dire.

Il rischio, per l'amministrazione comunale di Cremona, è concreto.

E potrebbe esserlo ancor di più in caso di bocciatura della mozione di Portesani, perché a quel punto, se la Corte dei Conti non dovesse intervenire autonomamente, sarebbe sufficiente un esposto da parte di un consgliere o di un qualsiasi cittadino per portare le carte sul tavolo del TAR e dell'ANAC (l'autorità nazionale anticorruzione). 

E attenzione: in caso di esposto e in caso di soccombenza da parte del Comune si configurerebbe il danno erariale. Come dire: il carico pesante che va a sommarsi alla tegola in capo all'amministrazione. 

Insomma, le premesse per un terremoto istituzionale ci sono tutte e l'inizio d'anno si conferma in salita per la giunta Virgilio. Resta ora da appurare come si muoverà il Comune in commissione Vigilanza, ma soprattutto in sede di voto in Consiglio Comunale.

Il 26 gennaio o più avanti se la mozione di Portesani non dovesse passare avanti come richiesto dal consigliere.

Federico Centenari

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