Attualità

28 lug 2026
Presidio contro il data center di Pozzaglio

Data center da 270 mila metri quadrati a Pozzaglio: stamattina conferenza dei servizi e presidio di protesta degli ambientalisti davanti alla sede della Provincia

Sull'onda dello slogan "Data Center, i territori non si vendono", si è tenuto questa mattina in corso Vittorio Emanuele il presidio di protesta contro il progetto per il maxi data center (270 mila metri quadri) che verrà realizzato a Pozzaglio, salvo diniego da parte delle istituzioni o degli enti competenti.

Il presidio si è tenuto non a caso in concomitanza con la conferenza dei servizi che, proprio nella sede della Provincia in corso Vittorio Emanuele, questa mattina ha iniziato a esaminare la carte sul tavolo, interloquendo con i vari soggetti "toccati" dal progetto.

Contro l'insediamento nei giorni scorsi alcuni cittadini hanno contattato un legale, che a sua volta ha diffidato il Comune di Pozzaglio (qui l'articolo).

La protesta, motivata dal consumo di suolo, di energia e dal'impatto ambientale che la struttura avrebbe, si è quindi allargata alle associazioni ambientaliste cremonesi Stati generali Clima Ambiente Salute e Legambiente circolo VedoVerde, che hanno promosso il presidio di questa mattina.

Ha spiegato in proposito Marco Pezzoni, leader dei comitati ambintalisti di Cremona: "Sappiamo che alcuni sindaci confinanti sono contrari: Corte de' Frati, Olmeneta, Persico Dosimo, Castelverde. Robecco d'Oglio non si sa. Purtroppo il Sindaco di Pozzaglio si è spinto molto avanti parlando di modifiche tecniche da apportare al PGT malgrado l'impianto ricada sotto la normativa Seveso. Queste modifiche, ben più che semplici modifiche tecniche, non sono state ancora approvate dal suo Consiglio comunale ma la Conferenza dei Servizi asincrona potrebbe essere utilizzata dal proponente per misurare gli ostacoli e aprirsi la strada con qualche piccola concessione. In cambio del via libera al Data Center il Comune di Pozzaglio riceverebbe una quantità gigantesca di euro senza considerare l'enorme impatto del mega impianto sul territorio". 

Al presidio hanno aderito subito la segreteria cremonese di Rifondazione Comunista ("un ulteriore consumo di suolo che sarebbe opportuno evitare, privilegiando invece il recupero di  aree industriali dismesse") e il Movimento 5 Stelle attraverso la consigliera Paola Tacchini.

"Benzina alle stelle, gas sempre più caro, antenne 5G che spuntano come funghi - ha commentato Tacchini -, la provincia con il maggior numero di impianti biometano (e anche il maggior numero di pazienti tumorali), ed ecco la nuova proposta, riempire la Lombardia di datacenter, possibilmente mastodontici, tra i più grandi d'Europa... Dopo la prima grande manifestazione in provincia di Pavia contro uno di questi progetti fatti solo con lo scopo di dare profitto a pochi, danneggiando molti, tocca alla provincia di Cremona. A Pozzaglio vogliamo dire NO ad un mega data center che prevede ettari di cementificazione e disboscamento".

"Non siamo quelli del No a prescindere - ha aggiunto l'esponente dei 5 Stelle -, perché diciamo Sì alle energie rinnovabili, purché: siano opere che non prevedano un ulteriore consumo di suolo ma che utilizzino aree dismesse già cementificate o pavimentate; che vengano fatti tutti gli studi di fattibilità con approvazione di ATS, ARPA e che non abbiano effetti sulla salute delle persone e dell'ambiente".

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f.c.

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