Attualità

26 giu 2026
Agrivoltaico

Comunità Energetiche Rinnovabili, Consorzio.it e gli interrogativi aperti, la consigliera Cristina Mandelli: "I cittadini hanno il diritto di sapere"

Ieri abbiamo pubblicato un articolo che poneva alcune domande sul ruolo assunto da Consorzio.it (la più importante municipalizzata dei cinquanta couni del territorio Cremasco) nel dibattito territoriale su agrivoltaico, Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e transizione energetica nel Cremasco (qui l'articolo).

Partendo dalla lettera inviata ai Comuni per raccogliere dati sugli impianti fotovoltaici e agrivoltaici di grandi dimensioni presenti sul territorio, ci interrogavamo sull'evoluzione del mandato affidato alla partecipata pubblica e sul confine tra attività di supporto agli enti locali e sviluppo di nuove opportunità operative nel settore energetico.

A seguito di quell'articolo, la consigliera comunale di minoranza di Trescore Cremasco, l'avvocato Cristina Mandelli, ha contattato la nostra redazione per richiamare l'attenzione su una serie di questioni che aveva già sollevato pubblicamente nel dicembre 2024 durante il dibattito consiliare relativo alla costituzione della Comunità Energetica Rinnovabile Alto Cremasco.

Un intervento che, alla luce degli sviluppi successivi, appare oggi ancora più attuale.

Mandelli ricorda infatti che nel frattempo le CER del territorio sono state formalmente costituite davanti al notaio, sono stati attivati i portali per le adesioni e sono partite le procedure per accedere alle opportunità previste dal PNRR. Anche Trescore Cremasco, pur non essendo socio di Consorzio.it, risulta coinvolto nell'operazione.

Secondo la consigliera, alcuni dubbi che nel 2024 riguardavano un progetto ancora in fase di costruzione oggi riguardano una realtà già pienamente operativa.

Nel suo intervento in Consiglio Comunale del 13 dicembre 2024, Mandelli aveva premesso di essere favorevole alle Comunità Energetiche così come concepite dal legislatore: strumenti finalizzati a generare benefici ambientali, economici e sociali per i territori, favorendo l'autoconsumo di energia rinnovabile e contrastando la povertà energetica. Tuttavia, a suo giudizio, la struttura proposta per la CER Alto Cremasco rischiava di allontanarsi da questi obiettivi originari.

Uno dei punti centrali riguardava il destino degli incentivi riconosciuti dal Gestore dei Servizi Energetici.

Nel suo intervento, la consigliera evidenziava come lo statuto rinviasse a un regolamento interno incaricato di disciplinare la ripartizione degli incentivi e dei ricavi della comunità energetica. Regolamento che, secondo quanto sostenuto allora, non risultava allegato alla documentazione sottoposta all'approvazione dei Consigli comunali.

In assenza di quel documento, osservava Mandelli, non era possibile comprendere con chiarezza quale quota dei benefici economici sarebbe rimasta ai cittadini aderenti e quale sarebbe stata destinata alla struttura di gestione della CER.

La consigliera torna oggi sul tema sostenendo che proprio la destinazione degli incentivi rappresenti uno degli aspetti che meriterebbero maggiore trasparenza, soprattutto rispetto agli obiettivi sociali che dovrebbero caratterizzare una Comunità Energetica.

Un secondo elemento riguardava la governance dell'associazione.

Nel dicembre 2024 Mandelli contestava una disposizione statutaria che consentiva ai Comuni di nominare la maggioranza dei componenti del Consiglio Direttivo anche tra soggetti non appartenenti alla comunità energetica.

A suo giudizio tale previsione rischiava di entrare in tensione con i principi di autonomia, democraticità e controllo effettivo da parte dei membri previsti dalla normativa sulle CER.

La consigliera segnala inoltre che successivamente alla costituzione delle comunità energetiche si sono rese necessarie assemblee straordinarie per modificare alcune disposizioni statutarie. Un elemento che, a suo avviso, confermerebbe come gli assetti inizialmente approvati abbiano richiesto successivi adeguamenti.

Altro tema affrontato nel suo intervento riguardava il rapporto tra i Comuni e Consorzio.it.

Nel caso specifico di Trescore Cremasco, che non è socio della partecipata, Mandelli sosteneva che l'affidamento della gestione tecnica e amministrativa della CER a Consorzio.it non potesse essere assimilato a un affidamento in house e che pertanto avrebbe richiesto ulteriori approfondimenti sotto il profilo del Codice dei Contratti Pubblici.

La consigliera evidenziava inoltre la particolarità di un'operazione nella quale le spese iniziali di costituzione della CER sarebbero state sostenute direttamente da Consorzio.it, circostanza che già allora la portava a interrogarsi sul reale equilibrio economico dell'iniziativa e sul soggetto destinatario dei benefici economici generati nei successivi vent'anni.

Infine, Mandelli richiamava la necessità di acquisire il parere della Corte dei Conti sulla convenienza economica e sulla sostenibilità dell'operazione, ritenendo opportuno un approfondimento preventivo sugli effetti economici e organizzativi derivanti dalla partecipazione dei Comuni alle Comunità Energetiche.

Si tratta di questioni che, indipendentemente dalle valutazioni politiche, tornano oggi al centro del dibattito.

Se infatti la discussione sull'agrivoltaico riguarda soprattutto il consumo di suolo e la trasformazione del territorio, quella sulle CER riguarda invece un tema altrettanto delicato: chi governa la transizione energetica, come vengono distribuiti i benefici economici generati dagli incentivi pubblici e quale sia il ruolo che una società partecipata come Consorzio.it è chiamata a svolgere all'interno di questo processo.

Per questo motivo Cristina Mandelli ha deciso di lanciare un appello pubblico rivolto a Consorzio.it e ai sindaci dei Comuni aderenti alle Comunità Energetiche del Cremasco:

«A questo punto, dato che le CER sono nate e i portali sono attivi, i nodi giuridici ed economici non possono più essere secretati o rinviati.

Rivolgo un appello pubblico formale a Consorzio e a tutti i Sindaci dei Comuni aderenti del Cremasco: se l'operazione è davvero trasparente e a esclusivo beneficio del territorio, si pubblichino immediatamente e integralmente sui siti istituzionali due documenti chiave:

Il Regolamento interno per la ripartizione degli incentivi ventennali del GSE, per verificare la percentuale esatta che andrà in bolletta alle famiglie vulnerabili e quella che rimarrà nelle casse del Consorzio.

I Contratti di gestione e i verbali delle Assemblee straordinarie di modifica statutaria, per chiarire una volta per tutte su quali basi normative sia stato fatto l'affidamento senza gara (specie per i non soci come Trescore) e quali correzioni siano state apportate in fretta e furia ai testi approvati dai Consigli.

I cittadini hanno il diritto di sapere se questa è una vera operazione di solidarietà energetica o una centralizzazione di profitti pubblici per mantenere apparati politici.

Confido che Consorzio.it e i comuni aderenti risponderanno pubblicando i documenti e non con il silenzio

Marco Degli Angeli

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