In data odierna gli Avvocati Cristina Mandelli e Giovanni Siniscalchi, in proprio e nell'interesse dei sigg. Maria Grazia Bonfante, Ferruccio Rizzi ed Enrico Duranti, tutti cittadini attivi nella difesa del territorio, hanno inviato al Comune di Pozzaglio ed Uniti una articolata Diffida Stragiudiziale nell'ambito del procedimento promosso dalla società Green 1 (Italy) S.r.l. per la realizzazione del maxi Data Center.
L'atto è stato trasmesso, per quanto di competenza, anche al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), alla Commissione Tecnica VIA-VAS, alla Regione Lombardia, alla Provincia di Cremona, alla Prefettura, al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, all'Istituto Superiore di Sanità, alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, ai Consorzi di bonifica e agli otto Comuni convocati dalla Provincia per il tavolo istituzionale del prossimo 28 luglio.
La diffida contesta radicalmente il procedimento avviato dal Comune, ritenendo che la variante urbanistica richiesta dal proponente presenti gravissimi profili di illegittimità.
Il progetto non è conforme al vigente Piano di Governo del Territorio e proprio per questo viene chiesto al Comune di modificare, una dopo l'altra, le norme che oggi ne impediscono la realizzazione.
Non è il progetto che viene adeguato al PGT. È il PGT che viene modificato per adeguarlo al progetto.
Ed è proprio questo, secondo la diffida, il punto centrale della vicenda.
Le principali contestazioni sono:
UN PGT NON PUÒ ESSERE MODIFICATO "SU MISURA" PER UN SINGOLO INTERESSE PRIVATO
Dalla documentazione depositata dalla stessa Green 1 emerge che il proponente chiede di modificare le norme del Piano di Governo del Territorio che disciplinano:
• le attività soggette a VIA;
• il reticolo idrico;
• la rete ecologica;
• le aree boscate;
• la centuriazione romana;
• le altezze massime;
• gli standard urbanistici.
Nella diffida è stato evidenziato che non si tratta di una revisione generale della pianificazione comunale nell'interesse della collettività, ma di una variante costruita esclusivamente per consentire la realizzazione di un singolo progetto privato.
La potestà pianificatoria non può essere utilizzata per creare artificialmente la conformità urbanistica di un'opera che oggi il Piano non consente.
La pianificazione urbanistica è esercitata nell'interesse pubblico, non nell'interesse del singolo investitore.
Anche qualora il Comune decidesse di modificare il proprio Piano di Governo del Territorio, non potrebbe comunque derogare alla normativa ambientale, paesaggistica, idraulica e di sicurezza posta da leggi statali ed Europee.
Le tutele previste dal Codice dell'Ambiente, dal Codice dei Beni Culturali, dalla normativa Seveso, dalla Direttiva Acque, dalla normativa di polizia idraulica e dalla Costituzione stessa non possono essere eliminate mediante una variante urbanistica comunale.
Il Comune non può utilizzare il PGT per rimuovere vincoli che discendono direttamente dalla legge.
COMPETENZA DELLO STATO
La stessa Green 1 dichiara nel Rapporto di Scoping che il Data Center sarà alimentato da gruppi elettrogeni con una potenza termica complessiva di circa 1.000 MWt.
Secondo i legali, ciò comporta l'applicazione del procedimento unico previsto dall'art. 8 del D.L. n. 21/2026 e del Testo Unico Ambientale; pertanto la competenza autorizzatoria e di valutazione ambientale appartiene esclusivamente allo Stato.
Per tale ragione il Comune non può anticipare, attraverso una variante urbanistica, valutazioni che la legge attribuisce allo Stato.
RISCHIO SEVESO E VARIANTE AL PGT
La stessa documentazione urbanistica prospetta l’applicazione della disciplina Seveso III trattandosi di impianto a Rischio Incidente Rilevante.
Nonostante ciò, il Comune sta procedendo con una variante urbanistica senza il preventivo Elaborato Tecnico Rischio Incidenti Rilevanti (ERIR).
Secondo la diffida, non è possibile modificare il Piano di Governo del Territorio senza avere prima verificato la compatibilità urbanistica di un possibile stabilimento a rischio di incidente rilevante con il centro abitato, il polo scolastico e le altre funzioni presenti sul territorio.
BOSCHI, CANALI E PAESAGGIO
La documentazione del proponente prevede l'abbattimento di circa 20.000 metri quadrati di bosco sottoposto a vincolo paesaggistico, la modifica del reticolo idrico e la richiesta di rendere inapplicabili le norme comunali poste a tutela della centuriazione romana.
Tuttavia tali tutele non sono derogabili: non è il territorio che deve essere adattato al progetto, ma è il progetto che deve rispettare il territorio e le tutele che lo proteggono.
SICUREZZA RINVIATA A STUDI FUTURI
Gli stessi progettisti dichiarano che saranno necessarie ulteriori indagini geologiche, geotecniche, sismiche e un monitoraggio idraulico della durata di dodici mesi.
Secondo la diffida, non è giuridicamente ammissibile approvare oggi una variante urbanistica rinviando a studi futuri la verifica della sicurezza del territorio.
Pertanto: Qui non è in discussione lo sviluppo tecnologico. È in discussione il rispetto della legge.
La documentazione depositata dal proponente dimostra che il progetto non è conforme al vigente Piano di Governo del Territorio.
Per questo motivo viene chiesto al Comune di modificare proprio quelle norme che oggi ne impediscono la realizzazione.
Secondo l’impianto della diffida siamo di fronte ad una variante urbanistica che appare costruita su misura per un unico investitore privato.
Questo non è il ruolo della pianificazione urbanistica. Il PGT non può essere piegato agli interessi del singolo operatore economico, ma deve perseguire esclusivamente l'interesse pubblico.
Ancora più grave è il tentativo di utilizzare la variante per incidere su tutele ambientali, paesaggistiche e di sicurezza che il Comune non ha il potere di eliminare, perché derivano direttamente dalla normativa statale e regionale.
Un Comune può modificare il proprio Piano, ma non può derogare alla legge.
Per queste ragioni abbiamo investito della questione tutte le Autorità competenti. Riteniamo che il procedimento presenti gravissimi profili di illegittimità e che debba essere immediatamente arrestato prima che vengano assunte decisioni irreversibili per il territorio cremonese, per l'ambiente e per la salute dei cittadini.
Avvocato Cristina Mandelli
Avvocato Giovanni Siniscalchi
Maria Grazia Bonfante anche come Cooordinatrice Salviamo il paesaggio cremonese, cremasco e casalasco
Ferruccio Rizzi anche come membro Attac Italia
Enrico Duranti