Attualità

28 lug 2026
Datacenter Pozzaglio

Primo "no" istituzionale al datacenter di Pozzaglio. Il Consiglio comunale di Corte de' Frati approva la mozione contraria: "Troppo vicino al plesso scolastico"

No al maxi data center nel territorio del Comune di Pozzaglio ed Uniti. Il primo vero voto contrario da un'assise istituzionale è arrivato nella serata di martedì, al termine della riunione del Consiglio Comunale di Corte de' Frati, comune il cui territorio sarebbe ineressato dal data center.

E il no del Consiglio comunale di Corte de' Frati arriva a poche ore di distanza dalla riunione degli otto sindaci interessati dal progetto, convocati dalla Provincia di Cremona (qui l'articolo).

Nei fatti, il Consiglio comunale di Corte de' Frati ha approvato "la mozione che esprime contrarietà all’insediamento del Data Center nell’area di circa 270.000 metri quadrati prevista dal progetto presentato nel territorio del Comune di Pozzaglio ed Uniti".

A renderlo noto è il sindaco Rosolino Azzali, che osserva: "La nostra non è una posizione ideologica né una contrarietà pregiudiziale ai Data Center. Siamo consapevoli che queste infrastrutture rappresentino una componente importante dello sviluppo tecnologico e della transizione digitale. Proprio per questo riteniamo che debbano essere collocate nei luoghi più idonei".

Per questo motivo, aggiunge Azzali, "abbiamo evidenziato come un eventuale insediamento nell’area di circa 86.000 metri quadrati delle ex Vivi Bikes - ex Silago, già urbanizzata e destinata ad attività produttive, rappresenterebbe una soluzione profondamente diversa rispetto all’attuale progetto, che prevede l’occupazione di 270.000 metri quadrati, con un importante consumo di suolo agricolo".

Tra gli aspetti che hanno maggiormente orientato la valutazione del Comune di Corte de' Frati, incalza il sindaco, "vi è la vicinanza del plesso scolastico di Brazzuoli, frequentato quotidianamente da circa 270 persone tra alunni, insegnanti e personale non docente".

La presenza di una scuola nelle immediate vicinanze, sottolinea Azzali, "impone un livello di attenzione ancora più elevato e rende indispensabile applicare il principio della massima precauzione, affinché ogni possibile impatto sulla salute, sull’ambiente e sulla qualità della vita sia approfondito con il massimo rigore scientifico".

Osserva infine il primo citadino di Corte de' Frati: "Concludo con un proverbio che considero un principio guida per chi amministra una comunità: “Non abbiamo ereditato la Terra dai nostri padri, l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli.” E un prestito, per sua natura, va restituito. Il nostro compito è quello di riconsegnare alle generazioni future un territorio che sappia coniugare sviluppo, innovazione e lavoro con la tutela dell’ambiente, della salute e della qualità della vita. È con questo spirito che il Consiglio Comunale di Corte de’ Frati ha assunto la decisione di questa sera".

Federico Centenari

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