L'inchiesta

07 mag 2026
Greenpeace e Ministro Lollobrigida

"Padania avvelenata", allevamenti e ammoniaca: Cremona e Brescia le peggiori. I dati di Greenpeace smentiscono il ministro Lollobrigida. Chi dice la verità?

Quali sono state le parole esatte? Ah sì, ecco: "I nostri allevamenti sono tra i più sostenibili al mondo, grazie a una filiera che coniuga innovazione, benessere animale e qualità delle produzioni. I dati ISPRA dimostrano che in meno di vent'anni (dal 2005 al 2023) le emissioni di ammoniaca sono diminuite del 18%”. 

Lo ha dichiarato, pochissimi giorni fa (il 29 aprile), il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida durante il convegno organizzato in Regione Lombardia sul tema "Zootecnia, ammoniaca e qualità dell'aria. Soluzioni e prospettive" (qui il nostro articolo).

Una realtà, quella narrata dal ministro, che cozza in modo netto con quanto rilevato da Greenpeace in un recentissimo dossier approfondito, condensato in un rapporto di una quindicina di pagine titolato "Padania avvelenata - L’allevamento intensivo di suini, bovini e pollame riempie di ammoniaca e gas serra l’aria di tutta l’eco regione".

Il rapporto di Greenpeace non risale a vent'anni fa, tanto per restare al periodo considerato dal ministro, ma è stato pubblicato in questi giorni (maggio 2026) e fa riferimento ad anni recenti, dal momento che, come annota l'associazione, "Greenpeace diffonde con questo report i dati e la mappa delle emissioni generate dagli allevamenti di bovini, suini e avicoli stimati per tutti i comuni dell’eco regione padana. Quello che è emerge è un quadro scoraggiante, in cui non si sono registrati miglioramenti sostanziali dal 2017 al 2023".

DUE VERSIONI DIVERSE MA LA FONTE E' LA STESSA

Raffrontando le due dichiarazioni, è chiaro che qualcosa non torna. 

  • Secondo il ministro dell'Agricoltura, "dal 2005 al 2023 le emissioni di ammoniaca sono diminuite del 18%".
  • Secondo Greenpeace, "non si sono registrati miglioramenti sostanziali dal 2017 al 2023".

Dove sta la verità? E perché le due posizioni sono così distanti quantomeno negli anni che vanno dal 2017 al 2023? 

Differenza tra le fonti consultate, si potrebbe pensare. In parte può essere, ma se il ministro nel suo intervento ha citato come fonte l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), anche Greenpeace, nel lungo elenco delle fonti consultate per redigere il suo report cita la stessa ISPRA. Ecco i riferimenti così come riportati in calce al dossier, alla voce Bibliografia:

ISPRA, 2019. Italian Emission Inventory 1990-2017. Informative Inventory Report 2019. ISBN 978-88-448-0952-2.
ISPRA, 2025c. Italian Emission Inventory 1990-2023. Informative Inventory Report 2025. ISBN 978-88-448-1251-5.
ISPRA, 2025a. Serie storiche delle emissioni di gas serra 1990-2017.
ISPRA, 2025b. Serie storiche delle emissioni di gas serra 1990-2023.

In altre parole, stessa fonte, conclusioni opposte.

PERCHE' I DATI VANNO FINO AL 2023?

Intanto una risposta a una domanda semplice: perché proprio questo lasso di tempo (2017-2023)?

Ce lo spiega Greenpeace tra le pagine del dossier: "Il 2017 è stato scelto come primo anno di entrata in vigore della direttiva NEC (National Emission Ceilings - 2016/2284), mentre il 2023 è l’ultimo anno per completezza di dati di attività e con fattori emissivi anno-specifici".

E questa seconda precisazione spiega perché sia il ministro che Greenpeace collocano come termine ultimo nelle rispettive dichiarazioni e osservazioni proprio il 2023. Successivamente i dati non sono più disponibili o sono comunque completi.

NETTO SCOLLAMENTO

Resta però lo scollamento netto: secondo il responsabile di governo, la qualità dell'aria in Pianura Pandana (almeno in fatto di emissioni di ammoniaca) sarebbe migliorata. Secondo Greenpeace no: nessun miglioramento sostanziale negli ultimi anni.

Annota in merito l'associazione: "In Italia, la Pianura Padana è il territorio che meglio racconta il rapporto tra allevamento intensivo, emissioni e qualità dell’aria. In quest’area si trova infatti la gran parte della produzione zootecnica italiana, con i suoi impressionanti impatti ambientali su scala locale e regionale. Per approfondire questo fenomeno, Greenpeace diffonde con questo report i dati e la mappa delle emissioni generate dagli allevamenti di bovini, suini e avicoli stimati per tutti i comuni dell’eco regione padana". 

Ebbene, il dato emergente - tra i tanti del dossier - è che le emissioni di ammoniaca stanno avvelenando pesantemente la Pianura Padana. Altro che quadro in netto miglioramento, a dar retta a Greenpeace, che a differenza del ministro, così come di qualsiasi esponente politico, non ha lobby alle quali rispondere.

CREMONA LA PIU' INQUINANTE DOPO BRESCIA

E in tutto questo disastro, il territorio della provincia di Cremona è in assoluto tra i peggiori. Secondo il report di Greenpeace Cremona si colloca infatti al secondo posto in assoluto per emissioni di ammoniaca (pari all'11,9% sul totale) provocate dai suoi allevamenti intensivi (al primo posto si trova Brescia con emissioni pari al 14,9% sul totale).

E non finisce qui, perché Cremona si piazza al secondo posto anche per quanto riguarda le emissioni di gas serra generate sempre dagli allevamenti intensivi. Al primo posto si trova ancora Brescia, con emissioni di gas serra pari al 15,3% sul totale; al secondo posto, per l'appunto, Cremona, con emissioni pari al 13% sul totale.

Per questi dati, si vedano le tabelle che pubblichiamo nella gallery a fine articolo.

Nel merito, Greenpeace riporta a pagina 8 del dossier: "È interessante approfondire anche la diversa distribuzione di queste emissioni del territorio padano. Partiamo dalle province: le prime dieci posizioni, per quanto riguarda ammoniaca e gas serra, sono molto simili. Ai primi posti, per entrambe le categorie di inquinanti, troviamo Brescia, Cremona e Mantova, con percentuali a doppia cifra".

La seconda parte dell'inchiesta, con ulteriori dati, verrà pubblicata domani.

Galleria fotografica

Guarda le immagini a scorrimento (clicca sulla foto per ingrandire)

Federico Centenari e Marco Degli Angeli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni l’informazione indipendente

Abbiamo rinunciato alla convenienza.
Non alla verità.
SOSTIENICI

Iban SCRIPTORIA S.R.L. IT77I0200854731000107336374

Tutti gli articoli