L'intervento
29 mag 2026
"La politica dovrebbe tornare strumento per migliorare il territorio, non continuo regolamento di conti tra fazioni": le reazioni dei lettori al nostro commento
Dopo la pubblicazione, mercoledì, del nostro commento sulla vicenda Padania Acque e sulla politica cremonese (qui il link per chi volesse leggerlo), abbiamo ricevuto un'interessante analisi da un nostro lettore.
Con la consueta lucidità, Luigi Mastrofilippo parte dal nostro commento per elaborare una serie di considerazioni sulla politica - in particolare quella locale - a nostro avviso molto interssanti.
Molto volentieri proponiamo ai lettori questo contributo, che dimostra quanto possa essere importante stimolare l'opinione, specie in una città dove opinione, commento, analisi, raramente trovano spazio sui media locali.
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Leggendo tutta questa vicenda la sensazione è che, ancora una volta, nella politica locale si stia discutendo più delle alleanze e degli equilibri che del vero interesse dei cittadini. E forse è proprio questo il problema principale.
Perché il dialogo tra parti diverse non dovrebbe scandalizzare nessuno. La politica, da sempre, vive di confronti, mediazioni e accordi. Però serve coerenza. Non si può definire “responsabilità” quando conviene e “inciucio” quando invece gli equilibri cambiano o qualcuno resta escluso dal tavolo.
Negli anni abbiamo visto più volte situazioni simili, con tentativi di convergenza trasversale considerati normali o addirittura auspicabili. Oggi invece sembra che improvvisamente tutto sia diventato il male assoluto. Ed è qui che nasce la confusione nei cittadini, che assistono a polemiche continue senza capire dove finisca davvero il bene del territorio e dove inizino invece le dinamiche di potere.
Ma diciamolo sinceramente: forse oggi certi scarti e certe divisioni non esisterebbero nemmeno se il centrodestra locale smettesse di consumarsi continuamente in guerre interne fatte più di poltrone e posizionamenti che di politica vera.
Perché il punto ormai è evidente. Da una parte c’è chi prova a parlare di rinnovamento, di nuove idee e di costruire qualcosa di diverso. Dall’altra continuano invece a vedersi dinamiche vecchie di decenni, con persone che sembrano vivere la politica più come una professione da difendere che come un servizio temporaneo verso il territorio.
E allora nascono veti, diktat, personalismi e battaglie che poco hanno a che fare con i problemi reali della gente. E il paradosso è che spesso a combattere queste guerre non sono certo quelli che chiedono il cambiamento, ma chi dopo vent’anni di politica sembra non riuscire ad accettare l’idea che il mondo possa andare avanti anche senza determinate figure o determinati equilibri.
Questo non significa che il confronto interno sia sbagliato. Il confronto è sano. Ma quando diventa un continuo regolamento di conti personale, il rischio è che si perda completamente di vista l’obiettivo principale: amministrare bene e rappresentare davvero il territorio.
Padania Acque viene spesso indicata come una realtà importante e ben gestita per il nostro territorio. Proprio per questo sarebbe utile affrontare il dibattito con maggiore serietà e meno slogan. Perché quando il confronto politico si trasforma solo in una guerra di accuse reciproche, alla fine a perdere è soprattutto la credibilità della politica stessa.
Chi osserva da fuori non chiede perfezione. Chiede chiarezza, coerenza e rispetto dell’intelligenza delle persone. Perché la memoria conta, e i cittadini ricordano bene che certe aperture e certi dialoghi, fino a poco tempo fa, non venivano raccontati con gli stessi toni utilizzati oggi.
Forse servirebbe abbassare i toni e riportare la discussione sui contenuti reali. Meno teatrini, meno guerre personali e più trasparenza.
Perché la politica locale dovrebbe tornare ad essere uno strumento per amministrare e migliorare il territorio, non soltanto un continuo regolamento di conti tra fazioni.
Luigi Mastrofilippo
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