L'intervento

23 giu 2026
Pro vita manifesto no aborto

"Manifesto pro-vita? Deboli, infondate e pretestuose le motivazioni del sindaco riguardo a una inesistente pressione psicologica sulle donne"

Intervengo a riguardo del manifesto SOS Vita rimosso, ritenendo che a chiarimento completo della vicenda giovi conoscere la storia di questa surreale commedia dall'inizio.

Rappresento, quale referente per Cremona, l'Associazione ORA ET LABORA IN DIFESA DELLA VITA, associazione che ha per precipua missione la Preghiera davanti agli ospedali (come ci ha esortato il Prete dei poveri Don Oreste Benzi).

L'associazione figura anche essere tra le associazioni promotrici del manifesto che è stato, a nostro avviso, arbitrariamente rimosso.

La preghiera per la Vita davanti all'Ospedale, promossa da "Ora et labora in difesa della Vita", è iniziata il 1 settembre 2018 e da allora si è ripetuta immancabilmente ogni mese, con regolare comunicazione alla Questura e preventiva comunicazione ai media e sul sito della Diocesi di Cremona. Mai nessuna pubblica rimostranza.

Nel giugno 2010 è stata inaugurata la Culla per la Vita, facente parte della struttura dell'Ospedale, situata sul fronte ingresso a destra, promossa dal Movimento per la Vita di Cremona unitamente al Centro Aiuto alla Vita di Cremona. Tale struttura consente di lasciare un bambino nato, in totale anonimato, con la certezza che verrà curato ed affidato a cure amorevoli. Mai nessuna pubblica rimostranza.

Da diversi anni è presente all'interno dell'Ospedale, con apposita convenzione, un locale affidato al Centro Aiuto alla Vita, gestito da volontarie del CAV. Diverse donne hanno usufruito negli anni di questo servizio e si può affermare con certezza che talune situazioni di difficoltà e d'incertezza sono state felicemente risolte e salvati bimbi in pericolo di aborto. Mai nessuna pubblica rimostranza.

Nel 2019 sono stati installati i primi due manifesti, uno sul tabellone nei pressi della farmacia e l'altro sul tabellone del parcheggio piccolo, come da foto allegate.

Nel luglio 2020 è stato installato il manifesto alla pensilina bus e sono stati dismessi i manifesti precedenti. Questa affissione ha visto tre edizioni del poster, come da foto allegate, e si è rinnovata di anno in anno fino ad oggi.

Nel novembre 2021 è stato installato un manifesto all'interno dell'Ospedale, al piano terra nell'atrio ascensori a destra, in sostituzione di una precedente affissione disposta dal Centro Aiuto alla Vita nel locale attesa prelievi. Tale affissione non è stata prorogata per motivazioni economiche.

In questi sette anni mai nessuna pubblica rimostranza; neppure a seguito dei primi poster, nonostante che, pur rispettosi della verità, mostrassero espressioni fermamente assertive (ad esempio: "no aborto").

Il messaggio attuale invece è un inno alla gioia della maternità, con una foto dolce e frasi incoraggianti a caratteri grandi e un "non abortire", in caratteri piccoli, come una supplica sussurrata, concludendo con una visibilissima offerta di aiuto di SOS Vita, un numero verde disponibile in tutta Italia.

Cinque le associazioni promotrici del poster rimosso, di cui due locali: Movimento per la Vita di Cremona – Centro Aiuto alla Vita di Cremona, e tre di carattere nazionale: Ora et labora in difesa della Vita – Pro Vita & Famiglia – Family day/difendiamo i nostri figli.

Il manifesto, ha affermato qualcuno, è una provocazione, ed è vero, ma non nel senso malizioso inteso da chi non sopporta che esista un'idea differente dalla sua; ma semplicemente, come ogni messaggio pubblicitario, si pone il compito di suscitare una attenzione.

E' un po' come un cartello stradale che indica delle direzioni: si tratta dell'ultima indicazione, prima di un bivio, per dire alla donna che penserebbe di imboccare la via dell'aborto, che esiste anche un'altra via, la via di un futuro luminoso per lei ed il suo bimbo, che la via dell'aborto non è l'unica via, che l'aborto non è un obbligo, e che deve sentirsi quale è: una donna matura, indipendente e libera. Libera  anche di non abortire!

In tutto questo dove sta il giudizio? Dove sta il colpevolizzare? Dove sta la pretesa di imporre qualcosa?

Il manifesto non conosce la storia di una donna, è vero, ma il numero SOS Vita, pubblicizzato dal manifesto conosce le vere storie di tante donne che ad esso si sono spontaneamente rivolte, ricevendone sostegno ed aiuto concreto e soprattutto le vere storie di tanti bambini che sono nati e grati alle loro mamme e ad SOS Vita.

Riteniamo assai deboli ed assolutamente infondate nonché pretestuose le motivazioni del sindaco Virgilio a riguardo di una presunta colpevolizzazione delle donne e di una inesistente pressione psicologica; motivazioni che non trovano riscontro nella realtà che abbiamo evidenziato, ma che sono funzionali a mascherare una pervicace volontà di censurare le opinioni pro-vita, proprio davanti a quell'ospedale che ha per precipuo compito quello di far nascere e di salvare vite.

Giorgio Telò

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Ora et Labora in Difesa della Vita

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