L'intervento
06 mar 2026
"Padania Acque? Bagarre costruita ad hoc con l'obiettivo di rimuovere due amministratori sgraditi a forze politiche solo apparentemente lontane"
All’ordine del giorno di un precedente consiglio comunale già approvavamo una modifica allo statuto di Padania acque spa, in sostanza una modifica volta alle modalità di elezione degli organi. Insieme al comune di Gerre tutti i comuni della provincia approvavano analoga modifica, con voti quasi sempre unanimi.
Nel corso dell’assemblea di Padania acque, lo scorso dicembre, in apertura di lavori, a seguito per quanto ci è dato sapere, da approfondimenti fatti dal comune di Cremona, è stata comunicata la volontà di procedere ad una ulteriore modifica del testo che introducesse il limite di tre mandati per gli amministratori.
Ciò non sarebbe stato un problema se non ci fossero a monte 113 delibere di rispettivi consigli che già avevano discusso e analizzato un testo ben definito.
Non sarebbe stato altresì un problema se il tutto non fosse nato, per la verità, da attriti politici irrisolti che si tenta di accomodare con testi e regolamenti più o meno favorevoli alla maggioranza di turno.
In quella sede l’assessore del comune di cremona proponeva quindi di non attenersi al voto favorevole dei consigli comunali ma di astenersi onde evitare il raggiungimento del numero legale necessario e quindi procedere ad una nuova convocazione con il testo rivisto. A seguire il presidente della provincia avallava la proposta.
Ne è scaturito un ovvio ed acceso dibattito che nulla ha a che vedere con la buona gestione che Padania acque porta avanti da anni sul territorio provinciale. Una mera spartizione di incarichi, un regolamento di conti tra vecchi e nuovi nemici degna della peggiore politica che si possa incontrare.
Non è mia abitudine guardare la tessera di partito o la X sulla scheda elettorale per giudicare il buon operato di un amministratore. Lo dimostra per esempio la composizione più che eterogenea di questo consiglio comunale.
Lo dimostra anche il fatto che gli ultimi due presidenti di Padania acque hanno appartenenze politiche lontane dalla mia idea ma le ritengo persone di grande spessore amministrativo e umano.
La bagarre costruita ad hoc aveva e ha il solo obiettivo di rimuovere due amministratori poco graditi a forze politiche apparentemente lontane ma che, con il favore delle tenebre, da tempo si accordano garantendosi i reciproci interessi.
Questo, per me, per come intendo l’incarico che ho ricevuto, per come interpreto la politica locale, non è accettabile.
Per questo, durante l’assemblea sopra citata, dopo una breve dichiarazione ho deciso di non partecipare al voto. Un po’ per una forma di rigetto nei confronti della piega che la discussione aveva preso, un po’ per non essere parte di un esito che già si sapeva sarebbe andato ampiamente nella direzione richiesta dal Comune di Cremona.
Mi scuso se, in parte, non ho assolto all’indirizzo dato da questo consiglio, anche se di certo non l’ho disatteso.
Significativa è, per esempio, la notizia recente della segnalazione al Prefetto da parte del gruppo consiliare di minoranza del Comune di Crema, dell’indirizzo non rispettato dal Sindaco. Una azione certo forte, forse anche un tanto forzosa, ma che certifica la sovranità dell’organo consigliare e il rispetto che un Sindaco deve a tale assise.
Nella delibera del 24 febbraio viene proposto quindi il nuovo testo che prevede appunto il limite di mandato. Non posso dire di essere contrario a questo testo e pertanto proporrò il voto favorevole a tutti voi. Ma con una precisazione, forse ovvia, con un tono di preveggenza: la norma entra in vigore oggi e pertanto chi si vuole oggi “far fuori” avrà ancora tre mandati davanti. E qui non c’è politica che tenga.
Per questo il risultato di tutto questo sarà un dibattito politico ancora irrisolto perché, se fossi io al posto di questi amministratori, continuerei a testa bassa, certo del proprio buon operato e buona fede.
Sindaco di Gerre de' Caprioli
Michel Marchi
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