Editoriale
29 gen 2026
Sicurezza: Questura e Prefettura insistono con la "percezione" ma le cronache locali dicono ben altro. Vogliamo guardare in faccia la realtà?
E siamo ancora al punto di partenza. Non c'è verso di uscire dalla spirale della “percezione”. Cremona città sicura, Cremona con indici di criminalità bassi; Cremona meglio di altre città. E vorremmo ben vedere, sarà mica il caso di far paragoni con Tijuana.
Il punto è che le le istituzioni – Prefettura e Questura – snocciolano dati e statistiche, ma le cronache locali fotografano una realtà ben diversa.
Dunque, come stanno realmente le cose?
Pochi giorni fa, intervistato da CremonaOggi, il Questore di Cremona, Carlo Ambra, ha dichiarato, tra le altre cose, quanto segue: “Io capisco questa percezione di pericolo che sentono le famiglie, le persone, ma è molto distante dalla realtà del dato, perché la provincia di Cremona ha un indice di criminalità basso”.
“Bisogna lavorare sulla percezione – ha aggiunto – e ovviamente su questo un ruolo l’abbiamo tutti quanti, anche voi giornalisti perché l’informazione è molto importante. E’ molto importante sia evidenziare i fatti, circostanziarli nel miglior modo possibile, ma anche rendere noti i risultati che vengono fatti da parte delle forze dell’ordine e sforzarsi di diminuire quella percezione di insicurezza che io trovo lontana dalla realtà del territorio”.
Va bene, tutto condivisibile, a parte una cosa: in che modo, di grazia, occorre "lavorare sulla percezione"? Modificando la testa dei cremonesi forse?
Piccolo inciso, giusto per capirci meglio. Tratto dalla Treccani online: "Percezione. In psicologia, in senso stretto, sensazione accompagnata da forme variamente avvertite di coscienza; più in generale, tutta la sequenza di eventi che va dal presentarsi di uno stimolo, attraverso il realizzarsi e l’oggettivarsi della sensazione, fino al suo essere avvertita, base quindi della conoscenza e dell’interazione con la realtà interna ed esterna all’organismo".
Sensazione, dunque. Non "accadimento", "fatto". Sensazione. Siamo un po' lontani dalla realtà. O no?
Detto questo, la domanda, come si suol dire, sorge spontanea: quanto valgono davvero le statistiche? Che peso hanno i freddi numeri sulla vita delle persone?
Cremona non è Caracas, lo sappiamo. Epperò. Epperò un fatto è certo: le cronache locali riportano quotidianamente il resoconto – peraltro spesso fornito dalle stesse forze dell'ordine – di gravi episodi di violenza, aggressioni, furti.
Giusto l'altro giorno, la gang al CremonaPo, che s'è accanita su un cittadino straniero “reo” d'aver ripreso col telefono qualcosa che alla gang non è piaciuto (qui l'articolo).
Ma questo non è che l'ultimo degli episodi. Quanto sono aumentati i furti nelle abitazioni negli ultimi tempi? Nelle ultime settimane?
E' sufficiente scorrere le cronache di questi ultimi mesi per rendersene conto.
Il Boschetto pare essere diventato zona prediletta dagli incursori nelle case. Colpi a segno in villette adiacenti via della Castella, poi, in via Palazzina, un tentativo di effrazione sventato solo grazie alla presenza dei residenti nell'abitazione.
E non è che la punta dell'iceberg, come non ha mancato di evidenziare il presidente del Comitato di Quartiere, Luigi Armillotta, che ha lamentato la scarsa efficacia delle misure di controllo nella zona.
Non a caso il Comune ha deciso di potenziare la videosorveglianza.
«I furti nel nostro quartiere – ha dichiarato Armillotta – non si fermano. Accogliamo positivamente l’aumento dei controlli, ma è evidente che non basta. Essere una zona periferica non può e non deve significare ricevere meno tutele rispetto ad una piazza del centro città. La sicurezza deve essere un diritto uguale per tutti».
Pochi giorni dopo, altri titoli, altre emergenze: raffica di furti al quartiere Villetta di Cremona nella notte tra sabato e domenica.
“Quasi una cinquantina i colpi messi a segno in cantine e garage tra via Giuseppina, via Ippocastani e strade limitrofe” riporta ancora CremonaOggi.
Sicché la domanda torna spontanea: ha ancora senso parlare di “percezione”? Certo, la posizione della Questura va capita: il Questore, così come il Prefetto, non possono gettare benzina sul fuoco. Ma continuare a ricondurre tutto a un fenomeno di percezione dei cremonesi, francamente, pare ridicolo.
Cremona ha a che fare con un problema di sicurezza. Non è la prima né l'ultima città in Italia, e su questo non si discute. Ma nemmeno è possibile giocare sempre la carta della “percezione”.
Perché vai a spiegarlo alle vittime di aggressione, alla vittime di furti nelle abitazioni che sì, in fondo a livello statistico ci sta, siamo nei ranghi. In fondo è una questione di sicurezza percepita.
No, signori, c'è poco da confondere le statistiche con le cronache. Le statistiche si spalmano su periodi ampi, si costruiscono su freddi dati. Le cronache sono “calde”, riportano i fatti.
E a Cremona i fatti parlano chiaro. Da troppo tempo questa città si sta arrendendo allo stato delle cose. La sera si gira col sospetto a far da ombra. Nelle case si lasciano le luci accese quando si esce.
E' vita questa? O è percezione di una vita che meriterebbe maggiore consapevolezza e dichiarazioni anche scomode ma veritiere?
Chiudiamo per un po' i fascicoli con i grafici e le statistiche che mettono Cremona sul piano di Milano, Roma, Napoli e guardiamo in faccia la realtà?
Che dite, senza allarmismi, ma possiamo uscire dal cono d'ombra delle prediche e guardare in faccia la realtà?
In alto, panorama di Cremona, foto per gentile concessione di Mauro Gaimarri - Officina Foto.
Federico Centenari
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