L'inchiesta

24 apr 2026
Inquinamento

Inquinamento e lassismo istituzionale: Regione Lombardia denunciata in Procura per reati ambientali. Ecco la conferma alle inchieste di Cremona Libera

Banalità: la qualità dell'aria in Regione Lombardia è tra le peggiori in tutta Europa. Fin qui, nessuna novità. La vera notizia sta nel fatto che finalmente, alcuni cittadini, anziché continuare a lamentarsi senza poi fare nulla in concreto, hanno deciso di passare alle “maniere forti”.

E lo hanno fatto con una mossa dagli esiti imprevedibili, che potrebbe istituire un precedente molto rilevante.

I componenti dell'associazione senza scopo di lucro “Cittadini per l'Aria”, con base a Milano, hanno infatti denunciato la Regione Lombardia.

Alla base dell'esposto di 61 pagine depositato alla Procura di Milano il 24 settembre 2025 e integrato pochi giorni fa, ossia il primo aprile 2026 con una memoria aggiuntiva, ci sono diverse accuse rivolte alla Regione: anni di ritardi, aver adottato misure insufficienti per contrastare l'inquinamento e aver lasciato che i cittadini venissero sottoposti a un’esposizione prolungata a livelli di inquinamento oltre i parametri di legge.

Che è poi ciò che puntualmente viene certificato da ogni serio studio sulla qualità dell'aria in Italia e ciò che viene rilevato lungo tutto l'anno anche a Cremona.

IPOTIZZATO IL REATO DI OMISSIONE DI ATTI D'UFFICIO

Secondo quanto riportato il 21 aprile dal quotidiano milanese "Il Giorno", a seguito dell'esposto in Procura, "per eventuali accertamenti è stato aperto quindi un fascicolo d'inchiesta a carico di ignoti, che al momento ipotizza il reato di omissione di atti d'ufficio".

Tradotto: lassismo istituzionale di fronte a un problema enorme e ormai decennale.

LE RAGIONI DELLA DENUNCIA

Annota la Onlus in una nota stampa diffusa il 17 aprile: “Anni di ritardi, misure giudicate insufficienti e un’esposizione prolungata dei cittadini a livelli di inquinamento oltre i limiti di legge. È questo il quadro che emerge dall’azione legale promossa da Cittadini per l’Aria, che ha denunciato la Regione Lombardia per non aver garantito una tutela adeguata della qualità dell’aria e, di conseguenza, della salute pubblica”.

Prosegue l'associazione: “L’esposto, depositato alla Procura di Milano il 24 settembre 2025, e la memoria integrativa del 1° aprile 2026, ricostruiscono nel dettaglio un sistema che - secondo l'associazione - non è stato in grado di intervenire in modo efficace sulle principali fonti di inquinamento, a partire dal traffico stradale, indicato da anni come il principale responsabile delle emissioni di biossido di azoto”.

NON SOLO TRAFFICO E INDUSTRIA, ANCHE IL SETTORE AGRICOLO

Secondo gli atti acquisiti dalla Commissione europea e depositati nell’ambito del procedimento, incalza l'associazione, “le misure adottate dalla Regione - che ha una specifica posizione di garanzia in materia - sarebbero state non solo tardive, ma anche poco ambiziose: limitazioni al traffico parziali, applicate solo per alcuni mesi e rivolte a veicoli ormai superati; interventi sul riscaldamento domestico entrati in vigore con anni di ritardo; azioni nel settore agricolo lasciate in gran parte su base volontaria”.

Eh sì, perché nell'esposto compare, tra le concause dell'inquinamento, anche l'agricoltura. Con buona pace dei tanti lombardi convinti che tutto derivi unicamente dal traffico veicolare e dalle industrie.

CITTADINE LOMBARDE FUORI LEGGE

Nel 2025, ricorda ancora la Onlus, “in molte stazioni lombarde i livelli di inquinamento permangono fuori legge per diversi inquinanti come il biossido di azoto (Cinisello Balsamo), ben 16 anni dopo l’entrata in vigore del limite, per il PM10 con un massiccio (17 stazioni) superamento dei limiti giornalieri ben oltre 20 anni dopo la loro attivazione, per il PM 2.5 (Soresina) ed infine per l’ozono che presenta diffusi superamenti di tutte le soglie, anche di allarme. I dati indicano poi un massiccio superamento delle soglie indicate dall’Organizzazione Mondiale della Salute a tutela della salute umana che, pur non essendo ancora inserite nella normativa vigente, rappresentano la vera cartina tornasole del danno a carico della popolazione e della urgenza dell’azione”.

Un punto chiave – si legge ancora nella nota – riguarda “il ritardo strutturale delle politiche regionali”: secondo la documentazione europea, gli effetti delle misure previste sarebbero stati attesi solo nel 2025, cioè fino a vent’anni dopo l’introduzione degli obblighi normativi. Un arco temporale ritenuto incompatibile con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento “nel più breve tempo possibile”. Per l’associazione, si tratta di una responsabilità che va oltre il piano amministrativo”.

L’inquinamento atmosferico — si legge nell’esposto — è associato a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e respiratorie, tumori e riduzione dell’aspettativa di vita, con effetti particolarmente gravi su bambini e soggetti fragili.

LA CONFERMA DI QUANTO SOSTIENE CREMONA LIBERA

"Non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa, ma a un problema noto da decenni - ha commentato Gloria Pellone, coordinatrice di Cittadini per l’Aria -. Le istituzioni avevano dati, strumenti e indicazioni precise su cosa fare. Eppure, le azioni sono state insufficienti, tardive o, addirittura, controproducenti. Nel frattempo milioni di cittadini hanno continuato a respirare aria inquinata, ad ammalarsi e morire".

Tutto questo collima perfettamente con quanto emerso dalle inchieste portate avanti da Cremona Libera in questi mesi e in particolare con l'inchiesta in otto parti curata da Marco degli Angeli e titolata "La fabbrica dell'aria malata". In altre parole, si sa tutto da anni, ma non si interviene.

LE CONDANNE DELLA UE

L'esposto alla Procura si inserisce in un contesto già segnato dalle condanne della Corte di Giustizia dell’Unione europea. Condanne del 2012, 2020 e del 2022, per il superamento dei limiti di PM10 e biossido di azoto, che hanno riguardato anche la Lombardia. 

La rilevanza penale della vicenda – ha osservato l’avvocato Marino Careglio, che assiste Cittadini per l’Aria in questa iniziativa legale – appare configurabile alla luce dei reati ambientali introdotti nell’ordinamento nel 2015, tra cui il reato di inquinamento ambientale colposo, il quale prevede una specifica tutela giuridica penale anche della qualità dell’aria”.

"Non si tratta solo di accertare cosa non ha funzionato — conclude Pellone — ma di evitare che questo schema si ripeta. La qualità dell’aria è una questione sanitaria, non solo ambientale. E non può essere considerata rinviabile".

CITTADINI PER L'ARIA

Dal sito ufficiale: "Cittadini per l’Aria è un’associazione no profit fondata a Milano nel 2015. Difende il diritto di ogni persona a respirare aria pulita attraverso la ricerca scientifica partecipata, l’advocacy istituzionale e l’attivismo legale. In Italia l’inquinamento atmosferico causa ogni anno decine di migliaia di morti premature — un’emergenza sanitaria e ambientale che non può essere ignorata. Cittadini per l’Aria costruisce reti tra cittadini, associazioni, amministrazioni pubbliche e imprese; monitora i livelli di inquinamento con campagne di citizen science; e si batte nelle aule di giustizia perché respirare aria salubre sia riconosciuto come un diritto esigibile".

Federico Centenari

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