L'intervento

04 mar 2026
Paola Tacchini referendum

Tacchini (M5S): "Referendum, ecco perché voterò No. Si decide se si vuole tornare indietro nel tempo, a una giustizia forte con i deboli e debole con i forti"

È un referendum molto tecnico, non è semplice esaminare e capire i tecnicismi della legge, come potranno incidere sulle nostre vite di cittadini italiani. Tuttavia ci sono diverse strade da seguire per capire come affrontare il voto di un referendum, la prima è informarsi da chi ne sa e ne capisce di più

Ecco perché sono stata all’incontro pubblico con il magistrato Gherardo Colombo, celebre per le sue inchieste che portarono alla scoperta della Loggia P2, l’inchiesta “Mani Pulite”, e consulente parlamentare nelle inchieste di mafia. 

Ho seguito i dibattiti di diversi magistrati che hanno combattuto l’illegalità e le mafie, e recentemente ho ascoltato il Video del Senatore ed ex Magistrato e Procuratore Roberto Scarpinato che annovera fra i suoi processi quello contro il senatore Giulio Andreotti e il numero tre dei Servizi segreti civili Bruno Contrada.

Quello che è importante è non fermarsi alle sole parole, ma alla storia che c’è dietro. Ricordiamoci il “piano di rinascita” del fondatore della loggia massonica P2, Licio Gelli, che prevedeva esattamente la separazione delle carriere, la scissione del CSM, progetti di controllo sui mass media, tutte proposte che vorrebbero inserire con questo nuovo decreto legge.

Se non bastassero le prese di posizione nette di Nicola Gratteri, Nino Di Matteo, Gian Carlo Caselli, che hanno ricoperto in modo eccellente i loro ruoli di magistrati, giudici, pubblici ministeri, o quelle di professori universitari studiosi di storia come Alessandro Barbero, di giornalisti che considero liberi, come Marco Travaglio, Luca Sommi, Gianni Barbacetto, e per finire dei portavoce politici in cui mi identifico, partendo dall’avvocato e Presidente del M5S Giuseppe Conte a tutti gli altri parlamentari, mi rimarrebbe comunque il più basilare buon senso, quello che utilizzo per parlare con le persone che incontro.

I primi a convincermi di quanto sia un errore avallare questa riforma sono proprio gli esponenti politici di questa attuale maggioranza. Le loro uscite, contraddizioni, mezze verità, oltre ad essere imbarazzanti, fanno capire che a loro del nostro benessere non importa nulla. Non le cito, perché le potete trovare ovunque, le migliori sono scritte nero su bianco nel libro del ministro Nordio… 

Carriere separate (che di fatto è già così dalla legge Cartabia), doppio CSM (Consiglio Superiore della Magistratura), più un ulteriore organo con funzioni disciplinari chiamato l’Alta Corte. Praticamente un raddoppio di concorsi, personale, edifici per i due CSM e addirittura triplicare alcuni costi per l’AC. Questi aggravi economici, ovviamente presi da risorse pubbliche che stanno già lautamente togliendo da sanità, istruzione e ricerca… Tutto questo porterà benefici a noi cittadini? La risposta ovvia è NO.

Hanno già tolto l’abuso d’ufficio, le intercettazioni, sono già intoccabili parlamentari e ministri con condanne a loro carico, e tutti questi personaggi invitano a votare per il Sì, ovvero a lasciarli sempre più impuniti.
Vogliamo anche entrare nell’ottica di cosa comporta scegliere a sorte e non per meriti chi deve ricoprire il ruolo di “tutelatore” della giustizia?

Dicono che in Italia la maggior parte dei cittadini che ancora va a votare lo fa come delle “tifoserie di partito”, eppure questa volta, quando parlo con persone di diversi schieramenti, mi accorgo che per molti, sia di centro destra che di centro sinistra la Costituzione è una cosa seria, frutto del lavoro di tante menti eccellenti che in sinergia avevano trovato dei giusti compromessi che tutelassero per primi noi italiani.

La vera posta in gioco è un appuntamento con la storia. Si dovrà decidere se si vuole tornare indietro nel tempo… ad una giustizia forte con i deboli e debole con i forti, quando la sfiducia popolare nei confronti della giustizia era motivata, perché era inflessibile ed ingiusta se doveva tutelare i poveri contadini dai latifondisti, oppure gli operai che scioperavano per salari da fame e orari disumani, mentre i potenti venivano trattati con i “guanti di velluto”.

Tutto questo, ricordiamocelo, è la nostra storia prima dell’avvento della Costituzione della Repubblica Italiana (1948). 

Concludo con un pensiero forse banale, ma che trovo ineccepibile per la gente comune: in questi ultimi tre/quattro anni è mai stato fatto qualcosa di utile, costruttivo, migliorativo, premiante per noi comuni cittadini?

Rispondiamo con onestà intellettuale e mettiamo questa risposta sulla scheda referendaria.

Ecco perché io voterò NO!

Capogruppo Consigliare Movimento 5 Stelle & Cremona Cambia Musica

Paola Tacchini

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