L'intervista

17 mag 2026
Padania Acque e Pizzetti

"Ma quale liaison? Il nodo è il conflitto nella destra per contenere Fratelli d'Italia. Ancorotti? Eviti la sindrome di Stoccolma". L'analisi di Pizzetti su Padania Acque

Cremona Libera ha intervistato proprio in questi giorni il presidente del Consiglio Comunale, Luciano Pizzetti, toccando svariati temi di rilievo per la città. Una delle domande ha riguardato i supposti accordi tra Fratelli d'Italia e Pd; in particolare la vicenda che sta scuotendo la politica cremonese in questi giorni, ossia il dibattito interno all'assemblea di Padania Acque.

In considerazione del rumore che il tema sta creando, abbiamo deciso di anticipare la parte di intervista relativa a Padania Acque, non prima di aver chiesto un veloce aggiornamento a Pizzetti alla luce degli ultimi sviluppi.

L'intervista integrale verrà pubblicata all'inizio della settimana entrante.

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Alcuni dicono che tra PD e FDI c'è un filo rosso che passa per Luciano Pizzetti. C'è davvero un feeling con Fratelli d'Italia a Cremona? Parto dalle polemiche su Padania Acque, ma la domanda è a tutto tondo.

Rossonero caso mai. È ridicolo. È il leit motiv costruito sull’ipocrisia e la menzogna. Il cambiamento dello Statuto di Padania Acque, il vero nodo gordiano, è stato affrontato anche in Consiglio comunale ma ovviamente qui esprimo una personalissima opinione che prescinde totalmente dal ruolo. Vado in libertà. Dicono che tra il PD e Fratelli d'Italia c'è una liaison? C'è una tale liaison che alle elezioni a Soncino Fratelli d'Italia sostiene Gabriele Gallina, segretario provinciale di Forza Italia. Non Vittore Soldo (candidato del centro sinistra e già segretario provinciale PD; ndr). Fratelli d'Italia è il partito cardine del centrodestra. Il punto è che Lega e Forza Italia cremonesi non vogliono riconoscerlo e lo considerano intendenza che deve seguirli. Un cagnolino al guinzaglio. La questione è tutta lì, esclusivamente di equilibri e conflitti nella destra per contenere il partito principale. E le differenti reazioni all’interno di quest’ultimo a tale intendimento vincolante.  

Va bene, ma al netto di questo, c'è o non c'è un accordo tra Pd e Fratelli d'Italia su Padania Acque?

Ma quale accordo! I sindaci sono 113. Quelli iscritti al PD sono dodici. Quelli iscritti a Fratelli d'Italia sono quattro. 16 su 113, quand’anche fossero insieme, e non lo sono, dove andrebbero? A sbattere. La gran parte dei sindaci che hanno sottoscritto la lista per il rinnovamento sono espressioni locali apartitiche. Hanno posto un tema rilevante, quello appunto del rinnovamento. In altre parole, pur dando un giudizio positivo sulla gestione di Padania Acque alla cui performance tutti hanno concorso, pensano sia sbagliato che le stesse persone ricoprano per un tempo lunghissimo il medesimo ruolo. Tanto più in un'azienda in cui tutti i soci sono pubblici e hanno vincoli di mandato. Porre il tema di garantire il rinnovamento è porre una questione fondamentale di regole, non di avversione individuale. Altro che patto tra PD e FdI che alternativi sono e alternativi restano. 

Dunque il tema è solo il rinnovamento? Perché se è così, in effetti non vedo cosa ci sia di scandaloso nella ricerca di una convergenza...

Certo. Chi è da fustigare? Chi sostiene di evitare che per molti anni si stia lì inamovibili o chi vuol tutelare l'inamovibilità? Molti sindaci sostengono la prima opzione. Sono di centrodestra, di centrosinistra e di nessuno. La prima proposta che è stata fatta è stata questa: siccome è una società che vede partecipi tutti i sindaci, si faccia un’intesa corale. La risposta è stata sì, purché rimanga tizio a continuare a presiedere il Collegio dei Revisori. Uguale a quel che accadde in Provincia. Uniamoci purché tizia sia Presidente. I protagonisti esosi sono sempre gli stessi. Vanno all’arrembaggio e accusano gli altri di pirateria. E in quest’opera spero non agiscano persone che sono pure dipendenti della società, magari con telefonate di pressione ai sindaci. Insisto. È un tema strutturale quello che tanti sindaci hanno posto. Personalmente ho un ricordo antico, quello che disse Enrico Berlinguer ad Armando Cossutta quand’era responsabile di organizzazione del PCI: "Hai molto potere, non ne hai mai abusato ma è giusto che ci sia un ricambio". Tutto qui. Non mi pare difficile da comprendere se si è intellettualmente onesti. Il tema dunque è quello del rinnovamento in progress. Per come la vedo io, penso sia un bene imprescindibile per evitare incistamenti patologici, tant’è che nella mia vita ho sempre, e dico sempre, rispettato i limiti temporali nei diversi ruoli e non ho mai, proprio mai chiesto deroghe. 

Ha appena ricordato le famigerate elezioni provinciali. Parliamone.

Sono elezioni di secondo livello ormai. La casa dei sindaci. Anche lì, come ho detto, venne avanzata l'ipotesi di una lista comune che desse voce a tutti i sindaci com’è accaduto in altre province. Non se ne fece nulla per la condizione pregiudiziale posta che ho richiamato prima. 

Sicché, tornando a Padania Acque, c'è un'intesa che comprende anche molti sindaci non ascrivibili ad alcuno schieramento, che vuol far applicare la norma sul limite di mandato. Il sunto è corretto?

È ben questa la questione dirimente. C’era chi la voleva e chi no. Alla fine Lega e Forza Italia l’hanno subita, ma stanno tentando la furbata di farla valere a lunga distanza, per estendere il periodo della permanenza in loco a chi c’è già da molto tempo. Siamo sempre lì. Perciò la veemenza di queste ore contro il cambiamento. Un accanimento particolare davvero curioso e da approfondire.  

Ecco, "veemenza". Posso capire il punto di vista del senatore Renato Ancorotti, ma la sua uscita l'ho trovata eccessiva. Politicamente violenta.

Vede, Ancorotti è un imprenditore capace ma non basta essere nominato senatore da Giorgia Meloni per governare i processi fuori dall’azienda. Ed è in palese contraddizione. Venerdì sera al Teatro Ponchielli ha molto valorizzato il lavoro svolto insieme alla senatrice del PD Simona Malpezzi per sostenere il Monteverdi Festival. Un lavoro comune per un bene comune, ha detto. A Padania Acque ci sono sindaci di centrodestra, di centrosinistra, di nessuno schieramento; civici che insieme hanno aderito a una lista per innovare la Società, non per costruire un fantomatico e indicibile progetto Frankenstein. Dove stanno innaturalezza e mercificazione? Perché per il finanziamento del Festival Monteverdi si può sostenere oltre gli schieramenti e innovare le regole di Padania Acque no? Col senatore Ancorotti si è parlato. Lui sul tema del rinnovamento costruito trasversalmente si era dichiarato d’accordo. Non solo, si era impegnato a parlare con i dirigenti nazionali e regionali della Lega per rimuovere le impuntature ad personam sul presidente di lungo corso del Collegio Revisori. “Ci parlo io” disse.

E com'è andata?

Riscontro mai pervenuto. Se fosse stato positivo tutto ciò non andrebbe in scena. Perciò, invece che lanciare strali a volte offensivi, dovrebbe riflettere sulla propria inadempienza. Ovviamente nulla toglie alla considerazione per il lavoro da lui fatto in Parlamento a sostegno del Festival Monteverdiano e del Teatro Ponchielli, appunto con la collega del PD. Un buon lavoro, non un inciucio, come non lo è a Padania Acque. Come non lo
è il sostegno di Giorgia Meloni all’ex segretario del PD Maurizio Martina a presidente della FAO. Come non lo sono i diversi atti importanti del Consiglio comunale votati insieme da centrodestra e centrosinistra. Quello del senatore Ancorotti è un giusto e meritevole impegno istituzionale per Cremona a prescindere da chi la governa pro tempore. Criterio che io stesso ho praticato con convinzione ai tempi della Giunta Perri. E mai ho pensato di togliere sostegno istituzionale per dissensi di tipo politico.

Nell'intervento dell'imprenditore c'era anche un passaggio indirizzato a Richelieu. Ci si rivede?

Battuta per battuta, Ancorotti non deve temere le inesistenti balene rosse, ma i voraci squali bianchi. Evitando il contagio da sindrome di Stoccolma, sono certo gli verrebbe semplice.

Federico Centenari

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