Il commento

15 mag 2026
Ancorotti e Meloni

La vicenda Padania Acque toglie il sonno al senatore Ancorotti, che scende in campo con violenza estrema. E tutto per cosa? Perché si vuole il rinnovamento

Per taluni caratteri fumantini, incarnare il ruolo di senatore della Repubblica deve essere particolarmente stressante. Non si spiega altrimenti il nervosismo che da mesi affligge l'imprenditore cremasco Renato Ancorotti.

Capitano d'industria, re indiscusso del mascara, imperatore del Polo della Cosmesi e, ahilui, senatore della Repubblica Italiana grazie all'amicizia di vecchia data con Daniela Santanchè e, soprattutto, grazie all'invito esplicito (così ha raccontato lui stesso, non ci si inventa niente, sia chiaro) della premier Giorgia Meloni.

Fatto è che il tycoon cremasco, ultimamente, è un filo nervosetto. Come gli tocchi i Fratelli d'Italia parte in quarta, smette l'abito gessato a favore dell'armatura e cala sul campo di battaglia con inusitata veemenza.

Lo ha fatto qualche tempo fa con il sottoscritto, reo d'aver pubblicato un commento risultato indigesto all'imprenditore. E lo ha fatto oggi, attraverso un comunicato pubblicato – per ora – da Cremona Sera e dal blog di Vittoriano Zanolli.

Tema: vicenda Padania Acque e presunto “inciucio” tra una parte di Fratelli d'Italia e il Pd.

Svolgimento: un massacro totale, un profluvio di invettive che francamente difficilmente ci si attenderebbe da un senatore e da un imprenditore della bellezza (la cosmesi). Un frullato verbale di astio, livore e durezza in fin dei conti fine a se stessa.

Insomma, il re del mascara ha sparato ad alzo zero contro il Pd e contro una parte di Fratelli d'Italia. La stessa parte che ha attaccato nella querelle con Cremona Libera e che il senatore si guarda bene dall'identificare apertamente facendo nomi e cognomi.

Per la miseria, qualche goccia di Xanax. Mica è morto nessuno!

Il tema, s'è detto, è Padania Acque. Legittimo. Da ieri non si parla d'altro. Il punto qual è? Il solito: la frattura tra chi vorrebbe un rinnovamento (grazie alla modifica dello statuto che introduce il limite di mandato per gli amministratori) e chi invece quel rinnovamento non lo vuole.

Sì, lo so, l'ho messa giù semplice. Ma a conti fatti la questione è tutta qui. Padania Acque è un ente che lavora egregiamente, ma è retta di fatto da un monarca e dal momento che in Italia ci si lamenta ogni tre per due del fatto che nulla cambia e tutto è ingessato, aprire le porte al cambiamento non mi pare – parlo a titolo personale – tutta questa porcata.

E invece. E invece per Ancorotti, per la Lega e per Forza Italia è tutta una porcata. Oh, lo dice lui stesso:  “Io da questo accordo “spazzatura” prendo le distanze nel modo più netto possibile. Nessuno mi ha avvisato, nessuno mi ha coinvolto (tralascio la maleducazione e l’ignoranza istituzionale). È un accordo opaco, lo respingo con forza e aggiungo che lo trovo repellente. La stessa porcheria che era successa durante le elezioni per il  Presidente della Provincia: gli stessi attori, lo stesso film inguardabile e orribile”.

Urca. Ma a parte quei ragazzacci del PD, chi sono questi “delinquenti” di Fratelli d'Italia che inciucerebbero con il centrosinistra, attenzione attenzione, non per rubare i soldi dalle tasche dei cremonesi, ma per fissare dei limiti al mandato del monarca di Padania Acque? 

Boh. Ancorotti mica fa nomi. No. Si limita a parlare di “échappés  de la Maison”. Scappati di casa. Si sa, il francese, specie se accompagnato da un gessato di pregio, fa sempre la sua porca figura.

E insomma, oggi si aprono alcuni giornali (vediamo se il comunicato arriverà anche agli altri media, esclusa Cremona Libera, ovviamente, perché è brutta sporca e cattiva) e si prende atto della montagna di fiele che il tycoon riversa su una parte non meglio identificata del suo stesso partito.

Qui siamo davvero davanti ad una deriva politica – tuona Ancorotti –, che va fermata subito perché, evidentemente, è sfuggita ad ogni controllo. (…) Collaborare per il bene della collettività è una cosa seria e sacrosanta. Fare accordi sottobanco è un inciucio. Io non voto per il PD ed il PD non vota per me. Berlinguer si rigira nella tomba. È vero che Almirante andò al funerale di Berlinguer, gesto di rispetto umano e istituzionale, ma i due non fecero mai inciuci politici”. 

Apperò, mi scomoda pure l'Enrico! Ma continuons, perché sempre parlando a nuora perché suocera intenda, il capitano d'industria annota: “Oggi ci sono cardinali rossi che si credono dei Richelieu, in realtà sono la brutta copia dei capibranco della balena bianca e parlano di rinnovamento mentre loro occupano ruoli apicali nel partito da quando io portavo i pantaloni corti”.

Qui il destinatario è facile da individuare, sebbene Ancorotti preferisca come sempre parlar per metafore e far ricorso a figure retoriche. Il Richelieu cui si riferisce è Luciano Pizzetti, già senatore e persona di ben altra caratura, che in decenni di politica – lo si ammiri o meno – mai s'è permesso una scivolata così grezza e violenta come quella di Ancorotti, che ci sta abituando a interventi politici che paiono scritti da uno scaricatore di porto più che da un imprenditore. 

E va be', questo è quel che passa oggi il convento.

Ma tu guarda un po' l'ironia: per una volta che la politica cremonese (una parte, quantomeno) magari trova la forza di dialogare per il bene della comunità e abolire la monarchia, arriva il conservatore più conservatore che si può e giù legnate.

Triste. Ma a uscirne con le ossa rotte è la politica cremonese. Che sta offrendo ai cittadini uno spettacolo indegno.

PS - Precisazione per il senatore Ancorotti sulla scorta del nostro passato "amorevole scambio d'opinioni": questo è un commento, non una notizia. Quanto scritto parte dai fatti ma riflette il pensiero del cronista.

Federico Centenari

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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