Il commento
14 mag 2026
Padania Acque, la guerra delle poltrone spacca il centrodestra. La Lega si impunta su Bignami ma il fronte trasversale vuole il rinnovamento
Doveva essere la stagione del rinnovamento, della rappresentatività allargata e della condivisione tra le principali forze politiche del territorio.
Così era stato presentato il nuovo corso di Padania Acque dopo le modifiche allo statuto e al regolamento della più importante società pubblica della provincia di Cremona. Una riforma raccontata come necessaria per garantire maggiore pluralismo nella governance.
Ma il primo vero banco di prova ha già fatto emergere una realtà politica molto diversa.
Dietro il tema della “rappresentanza delle minoranze”, infatti, si starebbe consumando soprattutto una battaglia per difendere equilibri consolidati e figure storiche presenti da anni nei ruoli chiave della società. Su tutte, quella di Andrea Bignami, uomo simbolo della Lega all’interno degli organi di controllo di Padania Acque da alcuni lustri.
Ed è proprio attorno al suo nome che, secondo le ricostruzioni politiche delle ultime settimane, si sarebbe spezzato il tavolo che avrebbe dovuto portare a una sintesi condivisa tra le principali forze politiche provinciali.
Il nodo Bignami blocca l’accordo
Da mesi, attorno alla nomina del Collegio Sindacale, si trascinano tensioni e rinvii. Una situazione che ha rafforzato, tra molti amministratori locali, la convinzione che fosse ormai necessario introdurre un reale principio di rotazione negli organi di controllo della società.
Nelle interlocuzioni tra Partito Democratico e Lega, il Pd avrebbe insistito sulla necessità di aprire una fase nuova, superando logiche considerate troppo legate alla conservazione degli assetti di potere.
Ma il confronto si sarebbe rapidamente arenato davanti a un punto giudicato irrinunciabile dalla Lega: la permanenza di Andrea Bignami.
Secondo diverse indiscrezioni, il segretario provinciale del Carroccio avrebbe persino aperto alla possibilità di ridiscutere altri equilibri interni alla società, ma non la presenza del proprio uomo storico all’interno dell’organo di controllo.
Un atteggiamento che molti sindaci giudicano emblematico: da una parte si invoca il cambiamento delle regole, dall’altra si continua a difendere la permanenza delle stesse figure nei ruoli strategici della governance pubblica.
Forza Italia segue la Lega. E nel centrodestra cresce il malumore
In questo quadro si inserisce quella che molti amministratori definiscono ormai una “strana alleanza” tra Lega, Forza Italia e parte dell’attuale governance societaria.
Forza Italia, pur comprendendo le ragioni di chi chiedeva discontinuità, avrebbe scelto di non rompere l’asse costruito negli ultimi anni con la Lega.
Una scelta che va ben oltre Padania Acque e che si inserisce nella più ampia partita interna al centrodestra cremonese. Da tempo, infatti, Lega e Forza Italia sembrano perseguire una linea politica finalizzata a contenere la crescita di Fratelli d’Italia, oggi sempre più forte tra amministratori locali e sindaci del territorio.
Una strategia che starebbe alimentando crescente insofferenza proprio nel mondo del centrodestra provinciale. Sempre più sindaci e amministratori vicini all’area moderata e civica mal sopporterebbero infatti l’atteggiamento dei vertici provinciali di Lega e Forza Italia, accusati da anni di non favorire una reale ricomposizione con Fratelli d’Italia.
Secondo molti amministratori, questa chiusura starebbe producendo soltanto tensioni, divisioni e un progressivo indebolimento dell’intero centrodestra cremonese.
Le due liste certificano lo scontro
La rottura è diventata ufficiale con l’invio ai Comuni soci della documentazione per l’elezione del Collegio Sindacale, prevista nell’assemblea del 20 maggio.
La prima lista è stata presentata dal sindaco di Bonemerse, Luca Ferrarini, ed è sostenuta da un fronte ampio e trasversale che punta sul rinnovamento. Capolista e candidato presidente è Matteo Romagnoli, indicato da Fratelli d’Italia e considerato professionista autorevole nel territorio cremonese.
La seconda lista rappresenta invece l’asse Lega–Forza Italia ed è stata presentata dal sindaco di Castelvisconti, Alberto Sisti. Qui il candidato presidente è proprio Andrea Bignami.
I numeri raccontano già molto
Le candidature dovevano essere sostenute da soci rappresentanti almeno il 20% del capitale sociale. Ed è politicamente significativo che la lista favorevole al rinnovamento sia stata sottoscritta, in maniera trasversale, da ben 32 Comuni oltre all’Amministrazione Provinciale.
Un segnale che fotografa un malcontento crescente verso dinamiche percepite da molti amministratori come troppo autoreferenziali e legate alla conservazione del potere.
Perché il vero tema politico ormai non sembra più soltanto la nomina del Collegio Sindacale, ma il modello stesso di gestione delle società pubbliche del territorio.
I civici saranno decisivi
Ora gli occhi sono puntati soprattutto sull’area civica, da sempre decisiva nelle grandi partite provinciali.
I sindaci indipendenti potrebbero infatti diventare l’ago della bilancia di uno scontro che va ben oltre il rinnovo del Collegio Sindacale e che assume sempre più i contorni di una prova generale in vista della partita più importante: il rinnovo del Consiglio di Amministrazione previsto il prossimo anno.
Il voto del 20 maggio rischia così di trasformarsi nel primo vero test dei nuovi rapporti di forza politici nella provincia di Cremona.
Il pungiglione
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