Il commento

25 mar 2026
Daniela Santanché

Sono ore decisive per il futuro politico di Daniela Santanchè, la "ministra del lusso" eletta in Parlamento ormai da decenni grazie ai voti dei cremonesi

Sono ore roventi e probabilmente decisive per la ministra del Turismo Daniela Santanchè, da decenni legata a Cremona in virtù dei complessi meccanismi elettorali che la conducono puntualmente a Roma. In gergo è la "catapultata" o "paracadutata".

Sì, perché Daniela Santanchè, nata a Cuneo, mai stata residente a Cremona, con la città del Torrazzo ci azzecca come la Nutella su una pizza ai quattro formaggi. Eppure deve molto a Cremona. Le deve molto per il semplice fatto che Cremona rappresenta il collegio uninominale grazie al quale la “ministra del lusso” stacca regolarmente un biglietto di sola andata (in prima classe, ça va sans dire) per un seggio in Parlamento.

E mica da ieri: da decenni ormai, da quando ancora militava tra le fila di Alleanza Nazionale. L'ultima volta? Alle elezioni del 2022, quando ha vinto nel collegio uninominale di Cremona per il Senato strappando il 52,17% dei voti contro il 27,3% dell'economista Carlo Cottarelli, candidato per il Pd.

Insomma, da sempre di casa (si fa per dire) da queste parti, dove raccoglie i voti, Garnero Santanchè ringrazia e si invola per la Capitale. Qui la si rivede in genere per un passaggio alla Fiera Zootecnica Internazionale e, al massimo, per qualche capatina in campagna elettorale. Fine del rapporto con la città, che la signora Santanchè probabilmente nemmeno saprebbe individuare su una mappa geografica.

Ad ogni modo, sono ore difficili per la ministra luisvuittoniana, si diceva.

Già, perché dopo la legnata del referendum, il governo pare essersi reso conto che sulla giustizia qualcosa da fare in effetti c'è. E non riguarda tanto la riformulazione di sette articoli della Carta Costituzionale, quanto le “pulizie” di primavera. Perché si sa mai: la questione giustizia/legalità in fin dei conti un pesuccio ce l'ha, e l'anno prossimo, putacaso, si vota.

Sicché, devono essersi detti, sarà il bene fare un po' ordine in casa.

E alè: in un colpo solo au revoir alla capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, e al sottosegretario Andrea Delmastro, il volto sorridente e disteso nelle foto in pizzeria spuntate dopo lo scoop de Il Fatto Quotidiano. 

Ma mica è sufficiente, perché qualche problemuccio con la giustizia ce l'ha pure la “nostra” Garnero Santanchè, a processo per falso in bilancio nel caso Visibilia, a rischio di rinvio a giudizio per la vicenda della presunta truffa ai danni dell'Inps, quando in piena emergenza Covid avrebbe ottenuto la cassa integrazione per alcuni suoi dipendenti, e alle prese con altre grane di varia natura, come la bancarotta di Ki Group e Bioera, a titolo di esempio.

E così, ieri sera, preso atto delle dimissioni di Bartolazzi e Delmastro, la premier Giorgia Meloni ha rotto gli indugi e da Palazzo Chigi è partita una nota alle agenzie: “Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione. Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè”.

Le prossime ore saranno dunque decisive per conoscere il futuro politico di Daniela Santanchè, alle prese con l'ardua decisione: dimissioni “spintanee” o mozione di sfiducia?

Cremona attende trepidante di conoscere il destino della sua “candidata/paracadutata” per eccellenza.

Federico Centenari

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