L'inchiesta

22 gen 2026
Polizia Locale controlli

Sicurezza stradale, c'è ancora molto da fare: a Cremona si registrano meno incidenti, ma più gravi. Tutti i dati che interrogano la nostra provincia

La Lombardia si conferma una delle regioni italiane con i livelli di mortalità stradale più contenuti, ma il quadro che emerge dall’ultimo rapporto PoliS-Lombardia sull’incidentalità nel 2024 racconta una realtà complessa, fatta di luci e ombre. E se il dato regionale è nel complesso positivo, la provincia di Cremona presenta caratteristiche che meritano particolare attenzione.

Nel 2024 sulle strade lombarde si sono verificati 30.068 incidenti con lesioni, con 383 vittime e quasi 39 mila feriti. Rispetto al 2023 gli incidenti sono aumentati del 3% e i decessi dell’1,6%, confermando una crescita dell’incidentalità dopo la fase pandemica, ma su livelli ancora inferiori al 2019. Il tasso di mortalità regionale resta stabile a 38 morti per milione di abitanti, ben al di sotto della media nazionale (52) e di quella europea (46).

Cremona: pochi incidenti, alta letalità

All’interno di questo scenario, Cremona si distingue per un dato controintuitivo. Nel 2024 in provincia si sono registrati 930 incidenti, pari a solo il 3% del totale regionale, con 26 vittime e 1.221 feriti. Numeri assoluti contenuti, che però cambiano peso se letti attraverso gli indicatori di gravità.

L’indice di mortalità, che misura i morti ogni 100 incidenti, raggiunge infatti quota 2,8, più del doppio della media lombarda (1,3) e uno dei valori più elevati dell’intera regione. Ancora più significativo l’indice di gravità, che a Cremona è 2,1, contro l’1,0 regionale: significa che, quando un incidente avviene, ha molte più probabilità di avere conseguenze letali rispetto ad altre province

Non è un caso isolato. Province come Mantova e Pavia mostrano dinamiche simili, mentre le aree più urbanizzate – Milano e Monza Brianza – concentrano moltissimi incidenti, ma con esiti mediamente meno gravi.

La spiegazione principale sta nella tipologia di rete stradale. Cremona, come buona parte della bassa lombarda, è caratterizzata da una forte presenza di strade extraurbane, dove la velocità di marcia è più elevata e gli errori si pagano di più.

A livello regionale, le strade extraurbane concentrano solo il 17% degli incidenti, ma oltre il 40% delle vittime, con un indice di mortalità di 3 morti ogni 100 incidenti, quasi quattro volte quello urbano

In contesti come quello cremonese, fatti di lunghi rettilinei, traffico agricolo e collegamenti intercomunali, il rischio non è tanto la frequenza dello scontro, quanto la sua severità.

Non sorprende quindi che rettilinei e curve extraurbane risultino le localizzazioni più pericolose, così come gli scontri frontali e le fuoriuscite di strada, che registrano gli indici di mortalità più elevati.

Il rapporto mette in evidenza anche un altro elemento chiave: la centralità del fattore umano. Nel 2024 le cause più frequenti degli incidenti in Lombardia sono state la guida distratta, il mancato rispetto della precedenza e l’eccesso di velocità. Proprio quest’ultima assume un peso decisivo nelle aree extraurbane, dove margini di errore e tempi di reazione si riducono drasticamente

In questo quadro, la sicurezza stradale non può essere letta solo come un problema infrastrutturale, ma come una questione culturale, che riguarda stili di guida, controlli e prevenzione.

Gli incidenti stradali non producono solo dolore umano, ma anche un impatto economico enorme. Nel 2024 il costo sociale dell’incidentalità in Lombardia è stato stimato in oltre 2,8 miliardi di euro, con la quota più rilevante legata ai feriti.

Una cifra che dà la misura di quanto la sicurezza stradale sia anche una priorità economica e di sostenibilità, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.

In alto, immagine di repertorio relativa a controlli stradali da parte della Polizia Locale.

Marco Degli Angeli

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