Il commento

24 giu 2026
Forte Fortissimo locandina

"L'opposizione vuole vederci chiaro sui fondi pubblici erogati all'evento Forte Fortissimo: ecco perché la questione non è politica ma amministrativa"

Dietro lo scontro politico sulla rassegna Forte Fortissimo (qui l'articolo; ndr) potrebbe nascondersi una questione molto più rilevante del semplice confronto tra maggioranza e opposizione.

Perché qui non si sta discutendo della qualità degli eventi, del gradimento del pubblico o del valore culturale delle iniziative proposte. Si sta discutendo delle regole utilizzate per assegnare oltre 350.000 euro di risorse pubbliche.

Ed è un tema che merita attenzione.

La contestazione avanzata dalla Commissione Vigilanza si fonda infatti su un principio molto semplice: quando vengono distribuiti contributi pubblici, soprattutto se di importo rilevante, l'amministrazione dovrebbe poter dimostrare in modo trasparente come sono stati individuati i beneficiari e secondo quali criteri.

Non si tratta di una formalità burocratica. Si tratta di uno dei principi cardine dell'azione amministrativa.

L'articolo 97 della Costituzione parla infatti di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione. La Legge 241 del 1990 impone trasparenza, pubblicità e predeterminazione dei criteri nell'assegnazione di contributi e vantaggi economici.

Il Codice del Terzo Settore, inoltre, disciplina gli strumenti di coprogettazione e coprogrammazione prevedendo percorsi che garantiscano pubblicità e partecipazione.

Naturalmente ogni procedura ha caratteristiche differenti. Esistono casi in cui l'affidamento diretto è consentito. Esistono casi in cui è possibile valorizzare soggetti già operanti sul territorio. Esistono progetti che nascono da collaborazioni consolidate.

Ma proprio per questo sarà importante comprendere quale sia stato il percorso seguito dal Comune di Cremona.

La questione sollevata da Capelletti e Ceraso ruota infatti attorno a una apparente contraddizione. Per distribuire circa 30.000 euro destinati agli eventi collaterali sarebbe stato pubblicato un avviso pubblico.

Per il progetto principale da oltre 350.000 euro, invece, l'opposizione sostiene che non vi sia stata alcuna procedura aperta.

Se questa ricostruzione fosse confermata, la domanda diventerebbe inevitabile. Per quale ragione si è scelto un modello aperto per la quota minore e un modello diverso per quella maggiore?

È una domanda tecnica prima ancora che politica. E merita una risposta tecnica. Anche perché il problema non riguarda soltanto chi ha ricevuto il finanziamento. Riguarda chi non ha avuto la possibilità di candidarsi.

Un avviso pubblico non serve infatti soltanto a selezionare un vincitore. Serve a consentire a tutti gli operatori culturali potenzialmente interessati di presentare proposte e progetti. Serve a garantire pari opportunità.

Serve a evitare il rischio che il sistema culturale locale si chiuda sempre sugli stessi soggetti.

Per questo motivo il tema supera ampiamente la polemica politica del momento.

Nessuno mette in discussione il valore di festival storici o di associazioni che negli anni hanno dimostrato capacità organizzativa. Ma proprio la loro qualità dovrebbe consentire loro di confrontarsi serenamente anche all'interno di procedure aperte e trasparenti.

La Commissione Vigilanza avrà ora il compito di verificare se le procedure adottate siano state pienamente conformi alle norme e ai regolamenti applicabili. 

Ed è giusto che lo faccia. Perché quando si amministrano risorse pubbliche la trasparenza non serve a mettere sotto processo qualcuno. Serve a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

E se le procedure adottate saranno risultate corrette, l'amministrazione avrà l'occasione di chiarire ogni dubbio. Se invece emergeranno criticità, sarà compito della politica affrontarle. In entrambi i casi il risultato sarà utile alla città. 

Perché il vero tema non è Forte Fortissimo. Il vero tema è garantire che ogni euro pubblico venga assegnato attraverso percorsi chiari, comprensibili e verificabili da tutti.

Luigi Mastrofilippo

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