Il commento

13 lug 2026
Omicidio a Crema

Un ragazzo è morto nella notte. Gli hanno aperto la pancia con un coltello. In fondo, chi se ne frega? E' più facile scannarsi che unire le forze, no?

A Crema è morto un ragazzo, sabato notte. Accoltellato. Ma a una buona parte di noi non gliene fotte un cazzo di quel giovane. Perché le sue origini erano egiziane. E allora se la sarà cercata. Lui e i suoi connazionali.

E chissenefotte se è morto. Pure se è morto male, dopo aver sofferto, dopo una lunga agonia fino in ospedale.

Chi cazzo se ne frega. Meglio a lui che a me, in fondo. E poi io sono italiano. Lui no. Lui era egiziano. E sicuramente era un criminale. Un delinquente.

E allora chissenefotte se gli hanno piantato un coltello in pancia. Chi cazzo se ne frega se è schiattato in ospedale o forse appena prima di arrivarci.

Colpa sua. Se ne stava al suo paese, e magari a quest'ora era ancora vivo. Dice che forse c'era di mezzo la droga. Forse era un regolamento di conti. Cazzi suoi.

Quello che conta, quello che importa, è mantenere le posizioni.

La sicurezza è di destra. Lo straniero è di sinistra. 

Lo ha detto Nuti tanti anni fa: la Mortadella è comunista, il salame socialista, il prosciutto democristiano, la coppa liberale, le salsicce repubblicane, il prosciutto cotto fascista e la finocchiona è radicale.

E la sinistra, anni fa (meno anni fa rispetto a Nuti), ha fatto un errore grosso come una casa. Ha liquidato la marea montante dell'insicurezza confinandola in quella maledetta, stupida parolina. “Percezione”. 

Una puttanata colossale. Una puttanata che il centrosinistra paga ancora oggi e che pagherà fino al giorno del Giudizio.

Perché la destra ha buona memoria, e ha messo da parte i ritagli di giornale in cui i consiglieri del centrosinistra di Cremona parlavano di percezione e giuravano che no, non c'è nessun pericolo di baby gang, qui. Non c'è nessun problema di sicurezza. 

Non qui.

Qui non è il Bronx. Qui non siamo per le vie di Medellín.

Una cazzata. Però il centrosinistra la paga ancora oggi, che il problema sicurezza ci è esploso in mano. Ci è letteralmente scoppiato in culo a tutti.

Perché scarso presidio, emarginazione e immigrazione senza controllo sono come un combustibile, un ossidante e una scintilla che s'incontrano nello stesso istante. Bum!

Sicché, il centrosinistra ha fatto una cazzata, ma il tempo non si è congelato.

Riusciamo ad andare avanti? Possiamo voltare pagina e mettere per una volta da parte destra e sinistra (e i ritagli di giornale) e pensare ai cittadini? 

Possiamo lasciar perdere i colori? Possiamo crescere, diventare adulti e smetterla di postare nei commenti agli articoli che parlano di sicurezza i vecchi ritagli di giornale in cui lo sventurato consigliere del Pd dichiarava che no, qui non c'è nessun problema di sicurezza?

Perché una volta che abbiamo postato quel ritaglio, una volta che abbiamo fatto notare - ancora una volta - quanto il centrosinistra abbia detto cazzate, quanto ci siamo avvicinati a risolvere il problema?

Zero. Non di un centimetro. Certo, però sai quanto quel post ti fa godere! Perdio, meglio del primo orgasmo.

Ma no, non ne siamo capaci. Nemmeno poche ore dopo che un ventenne è stato ammazzato.

Perché quel ventenne era egiziano. E quindi, a chi cazzo frega se gli hanno aperto il fottuto addome?

La colpa è dei sindaci, che non garantiscono la sicurezza. La colpa è della sinistra che fino a un anno fa sottovalutava il problema. La colpa è dello stato che non manda agenti e quelli che manda sono una goccia in un mare di pensionamenti. La colpa è della destra, che sui social mette le faccine che ridono sotto le notizie di violenze, aggressioni, rapine e furti in città.

La colpa è dei giornalisti che cercano i click. La colpa è della società. La colpa è degli indifferenti. E' degli ignavi. Degli indolenti.

La colpa è di Satana in terra. La colpa è di Dio che è morto.

La colpa è di tutti e la colpa è di nessuno.

E allora, perché mai dovremmo mettere da parte i colori politici e lavorare insieme per affrontarlo il maledetto problema della sicurezza?

Perché mai dovremmo far qualcosa di diverso che star seduti sul divano, sotto allo split del condizionatore, col telefonino in mano a insultarci a vicenda? A rinfacciarci il passato, a rimbalzarci le colpe.

Perché non c'è niente di più rassicurante della noia. La confortevole, carezzevole noia del ripetersi quotidiano di dinamiche fruste.

Perché in fondo c'è l'orto da coltivare. L'orto della politica. 

E se una cosa mi pare buona ma l'ha detta la sinistra e io sono di destra, allora quella cosa diventa una stronzata. E se una cosa mi pare buona ma l'ha detta uno di destra e io sono di sinistra, allora quella cosa è una stronzata.

Perché citare Gaber fa comodo. Bisogna stare attenti, ma se te lo giochi bene lo adatti a seconda della contingenza.

E allora avanti così. Diamoci la colpa l'un l'altro. Teniamo alte le nostre bandierine. Che blaterare dei problemi è sempre meglio che tentare di superare gli ostacoli ideologici e rimboccarsi le maniche per cercare di affrontarli.

Magari insieme al Prefetto. Insieme al questore. Insieme ai parlamentari locali, quegli ectoplasmi che nessuno vede né sente da mesi.

Per dire: che fine ha fatto la mozione strade sicure? L'esercito in stazione. Boh. E' una cosa di destra? Boh. E' un cosa di sinistra? Boh.

Ma in fondo, chi cazzo se ne frega? 

Lamentarsi. Oh, sì. Questo è bello. E' il massimo. Uno contro l'altro. Tu mi fai schifo perché sei di destra; tu mi fai schifo perché sei di sinistra. Come se queste etichette avessero ancora un senso, poi...

Intanto a un ventenne hanno aperto la pancia, sabato notte.

Ma chi se ne frega. Se la sarà cercata, no? Cazzi suoi, in definitiva. 

Che se se ne restava a casa attaccato al cellulare a insultare chi non la pensava come lui sulla sicurezza, a quest'ora era ancora vivo.

L'egiziano.

Federico Centenari

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