Il commento

23 lug 2026
Portesani

Fermi tutti: sul manifesto provita Portesani ha fatto "l'operazione verità". Poi vai a vedere e scopri che è tutta fuffa. Povera Cremona. Ma poteva andare peggio...

Un mese e mezzo senza dire una sola parola su 'st'argomento. Lui, il parvenu della politica cremonese. Alessandro, la penna più veloce di Sala Quadri. Nemmeno il tempo per il sindaco di andare al cesso durante una seduta di Consiglio, che è pronta l'interrogazione, vidimata e bollata, s'intende. 

"Quanto tempo ci è stato? E' la seconda o la terza volta da quando è cominciata la seduta? Perché ci va così spesso? Virgilio ha problemi di prostata? Esibisca immediatamente il referto dell'ultimo consulto urologico!".

'somma, per farla breve: un mese e mezzo in religioso silenzio (no, “religioso” non è un termine usato a caso) sulla vicenda del manifesto pro-vita rimosso. Manco una riga, e sì che grafomane è grafomane, il soggetto.

E invece no. Mentre pure i sanpietrini di piazza Duomo dicevano la loro sul manifesto divenuto ormai più celebre della Campbell's Soup Cans di Warhol, lui muto.

Oggi scopriamo il perché di cotanto ascetico mutismo.

Appuriamo perché in tutto questo tempo il Salvini ai tre brodi, il recordman di interpelliinterrogazionimozioniordinidelgiorno, il leader dell'opposizione, la plastica rappresentazione dell'opposizione fine a se stessa, buona tutt'al più a raccattare titoli di giornale, ha tenuto chiusa la bocca e ferme le dita.

Alessandro Portesani stava lavorando per noi!

E noi, ahinoi, reietti e ingrati cittadini, giornalisti e consiglieri non degni d'allacciare, al Salvini piccolo, non si dica una scarpa, bensì un mocassino, che di lacci non ne ha; noi poveri cittadini, giornalisti e consiglieri comunali apprendiamo oggi il Verbo.

Alessandro Portesani in queste lunghe settimane ha lavorato per noi. Per tutti noi.

Sempre sia lodato il Bob Woodward della politica cremonese, che dal misero Watergate ci eleva ad un ben più sostanzioso “Prolifegate”.

Che fenomeno, il Portesani!

Mesi di silenzio mentre i cittadini dicevano la loro sulla rimozione del manifesto provita, mentre i suoi colleghi consiglieri si spaccavano le ossa per cercare di saperne di più.

Mentre consiglieri come Matteo Carotti, il primo a ficcare il naso nella vicenda, Maria Vittoria Ceraso, donna metodica col grave difetto d'esser brillante e pacata; Chiara Capelletti, esperienza da vendere, basso profilo e le idee sempre in linea col suo nome di battesimo; ecco, mentre tutti costoro si davano da fare per ricostruire l'accaduto, per capire per quale ragione il sindaco Andrea Virgilio – che tutto può esser definito fuorché stupido e inesperto – avesse fatto quel che ha fatto, mentre tutti dibattevano e mentre s'allestiva un ordine del giorno-monstre per una riunione della Commissione Vigilanza senza precedenti, decisa, questa sì, a far le pulci al sindaco manco fosse Nixon in mezzo al Watergate, mentre accadeva tutto questo e pure questo sfigato d'un cronista che qui scrive, codesto pezzente che altro non ha da fare se non mettere in piedi un'inchiesta per dire chi è davvero questa “Nostra Signora degli Aborti” che da Salerno è riuscita far rimuovere un manifesto a Cremona...

ecco, mentre tutto questo accadeva, Portesani lavorava per noi.

E raffazzonava alla meglio, un po' con accessi agli atti che oggi suonan vecchi come un comò di fine Otto, incollacciava un po' come viene viene, buttava tutto insieme robe che saltan fuori anche da codesto lavoro dei suoi stessi colleghi consiglieri, dal lavoro del cronista sfigato e chi più ne ha più offra, e confezionava quel che oggi ha comunicato in pompa magna alla città.

Azz.

L'operazione verità sul manifesto rimosso!

Tremano i polsi. Bisogna che mi fermo un momento altrimenti non ce la fo a scrivere tutto.

Ok mi sono ripigliato.

Spetta, com'è che ha detto? Qua, lo copio da CremonaOggi, che tanto il comunicato è uguale e l'ha mandato alla locale stampa, urbi et orbi (no agli orbi, che siam noi di questo giornale no, perché ci abbiamo scazzato col Salvini cremonese e non ci si parla più... e va be' pace, c'è di peggio nella vita. Pure di meglio, a dir vero).

Ognimodo, così dice il Portesani: “Il Sindaco e la maggioranza non si sono presentati alla Commissione di vigilanza, impedendone la costituzione. Hanno evitato il confronto e impedito ai consiglieri di porre domande. Facciamo allora noi l’operazione verità che Virgilio ha rifiutato, spiegando ai cittadini che cosa emerge dai documenti ufficiali”.

Spetta che mi tocca fermarmi per l'applauso. Anzi, da che ci sono mi metto sull'attenti davanti alla scrivania, la mano sul cuore. Poi gli faccio l'applauso.

Spetta.

Fatto.

Dicevo. Mesi di silenzio mentre gli altri lavorano e Portesani che fa? Oggi esce col Verbo. Altro applauso.

Spetta, va'.

Ok, fatto.

Dicevo.

Esce con l'operazione verità. A beneficio dei suoi suddit... ops, cittadini, cittadini. I cittadini cremonesi.

Allora vai a leggere il Verbo. Te lo leggi tutto. Un profluvio di accessi agli atti.

Uno dice: minchia, questo già che c'era ha risolto i Grandi Misteri della storia. Ha beccato nell'ordine: il mostro di Firenze, ha appurato l'identità di Jack lo Squartatore, ha capito chi e come han costruito le piramidi, ha sgamato ogni cono d'ombra del tradimento di Efialte alle Termopili, ha inchiodato il vero assassino di Kennedy, ha la prova non solo ontologica ma materiale dell'esistenza di Dio e soprattutto - soprattutto! - ha scoperto perché cazzo dobbiamo tutti abbassare l'autoradio mentre facciamo manovra per parcheggiare l'auto.

E invece.

Invece no. Leggi il roboante comunicato e scopri che il Salvini con mostarda alla fine ha fatto il compitino (magari s'è fatto dare una mano dell'Intelligenza Artificiale? Boh, vai a sapere).

E niente, alla fine della suonata l'operazione verità che per un momento ha fatto tremare anche Donald Trump e tutto lo staff presidenziale e della quale – pare – si fa menzione pure negli Epstein Files – si rivela uno Zibaldone di roba già uscita, già nota, già letta, già vista.

Il compitino del Capitanino, via.

Informazioni che le zelanti Ceraso e Capelletti, senza gridare al vento, avevano già messo nero su bianco in vista della Vigilanza. Le informazioni che Matteo Carotti ha raccolto e inserito nelle sue interrogazioni e nei suoi interventi.

L'inchiesta che il sottoscritto cronista sfigato ha pubblicato ieri su “Nostra Signora degli Aborti”, la non misteriosa donna di Salerno che ha inviato al Comune la segnalazione sul manifesto.

Argomento, questo, che il Salvini con le scaglie di torrone intorno ha messo in principio del compitino.

Ora rivendica che è tutto suo. Come Mazzarò nella novella di Verga, "La roba". Tutto suo. E' la sua operazione verità.

Vai sereno, fenomeno: il pallone è tuo e ci giochi tu. Qui nessuno ha intenzione di togliertelo.

Però spetta un momento. Adesso mi fermo. E' mica per un applauso. E' che mi devo asciugare le lacrime, stavolta.

Che se penso a come è messa questa città, se penso che te sei il leader dell'opposizione mi viene da piangere. Mica tanto, eh. Però un po' mi viene.

Niente di che. Mi è entrato un manifesto nell'occhio, ecco.

Però alla fine ci penso un attimo e sì, mi dico che non tutto è perduto. Perché come dice Marty Feldman in Frankenstein Junior: “Potrebbe andar peggio. Potrebbe piovere”.

E sì, insomma, voglio dire: a quest'ora al posto di Virgilio, a guidare 'sta città, oggi potresti starci tu.

Però non ha piovuto.

E un po' di speranza rimane.

O, come direbbe De Gregori: “E qualcosa rimane, fra le pagine chiare, fra le pagine scure”...

Federico Centenari

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