Il commento
13 lug 2026
Ultimo Consiglio comunale per Albino Rigoni, per decenni colonna portante della comunicazione del Comune. Buona pensione, collega, amico e bella persona!
"...E questo è Albino. Se ti serve qualcosa che ha a che fare con il Comune, qualsiasi cosa, chiedi a lui. E vedi di compotarti bene con Albino: primo perché è un amico, secondo perché in questo lavoro è prezioso".
Con queste parole - beh, magari non proprio queste, ma il senso era quello - il mio caporedattore Fabrizio Loffi, nell'ormai giurassico 2001, mi presentò Albino Rigoni.
Quella mattina eravamo nell'ufficio stampa del Comune. Seguivo Fabrizio per imparare il mestiere, perché collaboravo con La Cronaca da poche settimane e Fabrizio, col suo modo burbero che da decenni tenta invano di mascherare una grande bontà d'animo, mi presentava a colleghi, addetti stampa e fonti varie per cominciare a mettermi nelle condizioni di muovermi da solo (e di fatto di non rompergli più le scatole seguitando a chiedergli se avesse qualcosa da farmi fare).
A quel tempo, mai avrei immaginato che un giorno avrei scritto un articolo per salutare un collega, un aiuto quasi quotidiano, un supporto costante e un grande professionista. Soprattutto, un amico che se ne va in pensione.
Sì, perché Albino Rigoni, classe 1959, per decenni colonna portante della Comunicazione di Palazzo Comunale, oggi ha preso parte alla sua ultima seduta di Consiglio. Poi sbrigherà le ultime faccende e cesserà il lavoro per godersi una più che meritata pensione.
In Comune come addetto stampa e nei fatti responsabile della comunicazione e dei rapporti con i giornalisti, Albino ha visto passare tutte le ultime giunte. Bodini, Corada, Perri, Galimberti, Virgilio.
I sindaci andavano e venivano, e con loro assessori e consiglieri comunali. Albino restava. Lui e, per un buon periodo, il mitico Beppe Marca.
Gli anni sono scivolati via, ma Albino c'è sempre stato. Per noi cronisti è stato un punto di riferimento. Una memoria storica delle faccende del Comune. Un professionista serio, scrupoloso, sempre disponibile.
Ti serviva un determinato atto pubblico che non riuscivi a trovare nell'Albo Pretorio (un tempo "materiale", oggi virtuale)? Chiamavi Albino e in pochi minuti avevi il documento.
Avevi un dubbio su una certa seduta di Consiglio, su una determinazione della giunta, su un atto pubblico di dieci anni prima? Chiamavi Albino. Tempo pochi minuti e l'informazione era tra le tue mani, verificata, sicura e pronta per finire in un articolo.
Cercavi una foto di com'era piazza Stradivari prima della pensilina? Chiamavi Albino.
Meglio che la chiudo qui, altrimenti finisce che affogo in un mare di nostalgia.
Nostalgia e un po' di preoccupazione per il futuro. Perché, con tutto il rispetto per chi lo sostituirà, domani, quando avrò bisogno di reperire quella delibera; quando mi servirà sapere se il calcestre ai giardini pubblici lo ha voluto proprio Paolo Bodini o se è stato solo consigliato... insomma, a chi lo chiedo io?
Però sono contento. E credo che tutti i miei colleghi lo siano. Perché tutti abbiamo voluto bene ad Albino e siamo tutti felici che sia arrivato a questo traguardo.
Strada ne ha fatta. Ha iniziato l'attività giornalistica nel 1988 come collaboratore de La Provincia, poi è stato assunto come praticante ed è diventato giornalista professionista nel 1992.
Dopo una breve esperienza lavorativa con Cronaca Padana, ha proseguito come libero professionista sino al 1997.
Dal gennaio 1998 Albino ha messo piede in Comune. Letteralmente. Addetto stampa durante il primo mandato Bodini, scelto dopo una selezione. Altra gavetta, poi l'assunzione in pianta stabile a seguito di concorso. Era il primo agosto del 2004.
Acqua, sotto i ponti, n'è passata, ma Albino per noi c'è sempre stato. Professionale, serio, leale.
E benissimo ha fatto oggi il Consiglio a rendere il giusto "tributo" alla colonna portante della Comunicazione di Palazzo Comunale. Perché non solo noi cronisti gli dobbiamo molto: tutta la città ha beneficiato, in questi decenni, del grande lavoro di Albino Rigoni.
Bene hanno fatto il presidente del Consiglio comunale, Luciano Pizzetti, e il sindaco Andrea Virgilio, a ringraziare Albino, senza retorica ma con parole sincere, per il suo fondamentale lavoro al servizio dell'Ente pubblico.
E bene ha fatto, lo stesso Rigoni, a ricordare nel suo intervento - che emozione sentirlo parlare da là, dietro i banchi della giunta, accanto ai quali ha seduto per anni in rispettoso silenzio per stilare i suoi preziosi resoconti delle sedute del Consiglio -, bene ha fatto lo stesso Albino, dicevo, a ricordare che quando arrivò si usava il fax, mentre oggi che lascia abbiamo l'intelligenza artificiale.
Perché nella parabola racchiusa tra questi due estremi c'è tutto il senso, il significato profondo di una professione radicalmente mutata con i decenni, ma nella quale l'elemento centrale, sino ad oggi, è stata l'unicità dell'essere umano.
Perciò, caro amico, dal profondo del cuore un enorme grazie per quanto hai fatto per noi. E che la vita ti possa riservare tutto il meglio per tanti e tanti anni a venire.
Un abbraccio e... a presto, caro Albino!
Federico Centenari
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