Il commento

17 lug 2026
Vicolo Patecchio sbocco

Ciclista investito in via Tibaldi: quando le amministrazioni non ascoltano i cittadini. Situazione analoga in vicolo Patecchio: aspettiamo l'incidente?

L'amministrazione comunale ascolti maggiormente i cittadini: sono loro i primi a conoscere in profondità i problemi della città. I problemi quotidiani che li toccano da vicino.

Questo potrebbe essere il “messaggio nella bottiglia” legato all'incidente avvenuto ieri, giovedì 16, nella stretta via Tibaldi, la strada che collega piazza Marconi con via Ettore Sacchi, per poi proseguire in direzione della chiesa di San Pietro.

Prima i fatti.

Poco dopo le 16 di ieri, un furgoncino ha investito un ciclista in via Tibaldi. Lo scontro tra l'automezzo e la bicicletta è avvenuto all'incirca a metà della via, a poca distanza dall'asilo nido comunale “Sacchi”, affacciato sulla parte opposta della carreggiata.

Stando a quanto appurato in prima battuta, un diciannovenne era sulla sua bicicletta, affiancato da un amico anch'egli in bici, e stava immettendosi in via Tibaldi dalla laterale in fronte all'asilo, quando è avvenuto l’impatto con il mezzo in transito.

L’urto ha coinvolto entrambi i ciclisti: uno è rimasto illeso, mentre il diciannovenne ha riportato conseguenze gravi.

Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto il personale del 118 che ha prestato le prime cure e disposto il trasporto in ospedale in codice rosso. Le sue condizioni sono state definite serie.

Il punto è che da parecchi anni i residenti di via Tibaldi segnalano al Comune (e dunque alle varie amministrazioni che si sono sin qui succedute negli ultimi 10 almeno) la pericolosità di via Tibaldi. La carreggiata in fatti è molto stretta e lambisce i marciapiedi sui quali si affacciano gli ingressi di abitazioni e uffici.

Senza contare che, come detto, a metà della via c'è anche l'asilo nido, con il consegiente transito di persone e mezzi che questo comporta.

Chi scrive, queste cose le sa bene, avendo abitato all'inizio di via Tibaldi per ben 15 anni.

Ora, negli ultimi anni qualcosa è stato fatto: sono stati installati separatori in metallo (regolarmente “cioccati” dalle auto), ed è stato istituito il senso unico.

Ma i problemi non sono mai venuti meno, complice soprattutto la mancanza di responsabilità di moltissimi autisti che imboccano la via a velocità elevata, in particolare nei giorni di mercato, quando si formano ingorghi e code davanti all'ingresso dell'autosilo e molti, esasperati, imboccano via Tibaldi a tutta velocità per lasciarsi la coda alle spalle.

Ma l'elemento che maggiormente fa irritare residenti e cittadini che transitano nella zona e la scarsità dei controlli. Anche nei giorni di mercato, sono pochissimi gli agenti di Polizia Locale che presidiano la via.

Peggio ancora nelle altre giornate, quando i controlli sono quasi del tutto assenti nonostante la pericolosità della via sia ampiamente conosciuta negli uffici del Comune.

Però non si interviene. E due giorni fa quasi ci scappa il morto.

Il che fa riflettere, perché una situazione non simile ma per certi versi analoga si registra nel centralissimo vicolo Patecchio, che collega via Beltrami con via Platina.

Anche in questo caso, diversi residenti sono in “lotta” con le amministrazioni, prima con la giunta Galimberti, poi con l'attuale perché il problema si trascina.

Le segnalazioni riguardano la pericolosità dell'imbocco di vicolo Patecchio da via Platina. Normalmente l'ingresso sarebbe vietato (si passa per la parallela via Sicardo e svoltando a destra in via San Girolamo le auto possono percorrere vicolo Patecchio in direzione via Baldesio).

Attualmente, però, per cantieri e lavori e per il fatto che il ristorante “La Sosta” è stato autorizzato dagli anni del Covid anni a piazzare il plateatico nei mesi estivi proprio in via San Girolamo, le auto imboccano regolarmente vicolo Patecchio da via Platina.

Risultato? Lo strettissimo vicolo Patecchio è diventata una strada a doppio senso di marcia.

Per chi percorre il vicolo in direzione di via Platina, va da sé, il problema c'è eccome.

E non a caso, anche per poter far fronte ai “furbi” che imboccano vicolo Patecchio al contrario infischiandosene della segnaletica (lavori o meno, plateatico o meno), alcuni residenti hanno chiesto al Comune di installare alla fine del vicolo, proprio prima dell'uscita su via Platina, uno specchio

Non una serie di telecamere a infrarossi di ultimissima generazione con collegamento diretto alla CIA. Non un presidio fisso di Polizia Carabinieri Digos Polfer Esercito Marina militare Aeronautica Esercito della Salvezza Legione Straniera. 

Uno specchio.

Niente di che. Un piccolo aiuto, una mano concreta per contenere il rischio incidenti.

Risultato: la richiesta giace da anni in Comune, è stata oggetto di confronti, interlocuzioni, interessamenti anche da parte del Comitato di Quartiere ma nulla da fare: dello specchio manco l'ombra.

Dicono che non è cosa che si possa fare con uno schiocco di dita, perché c'è di mezzo la Sovrintendenza. Roba da far trasecolare. La Sovrintendenza per un palo?

Un paletto sarebbe così devastante sotto il profilo architettonico? Ma siamo all'interno della Basilica di San Pietro o in una viuzza del centro? 

E soprattutto, viene prima un marciapiede e o la sicurezza dei cittadini?

Ecco perché il recente episodio di via Tibaldi deve far riflettere l'amministrazione. Quando i cittadini si documentano, chiedono, sottopongono problemi a chi governa la città, non lo fanno per partito preso. Lo fanno a ragion veduta e sulla base delle esperienze che vivono sulla propria pelle.

Talvolta le richieste sono esagerate o irrealizzabili. Talvolta no. Sono richieste legittime, dettate da esigenze reali e accoglibili. A patto che ci sia la volontà di ascoltare e la voglia di passare dalle scartoffie all'operatività.

Al Comune va detto a chiare lettere: non aspettiamo l'incidente. Affrontiamo il problema ed evitiamo che qualcuno possa un domani dire: “Io ve lo avevo detto”.

Perché quando questo accade, è una sconfitta per tutti.

Federico Centenari

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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