Il commento

23 giu 2026
Volantinaggio (IA)

"Se davanti a tre euro l’ora continui a prendertela con lo sfruttato anziché con lo sfruttatore, non stai combattendo il problema, lo stai alimentando"

Tre euro l’ora per volantinaggio porta a porta. Questo succede nella piccola provincia lombarda di Cremona, nel 2026, in una notizia emersa pochi giorni fa (qui l'articolo).

Tre euro l’ora. E già questo dovrebbe bastare. Perché qui parliamo di sfruttamento brutale. Eppure in questo settore il contratto nazionale esiste. Ed è di 8,55 euro l’ora.

Certo, non abbastanza. Ma ben più di tre euro.

Quindi partiamo da un dato semplice: qui il problema non sono i sindacati. E non sono i contratti bassi.

Il contratto c’era già. È stato aggirato.

Leggendo questa notizia mi è tornato in mente uno dei commenti ricevuti negli ultimi contenuti, quando parlavo di immigrazione: i clandestini sono la causa dell’abbassamento del costo del lavoro.

Ma qui il problema non sono nemmeno i “clandestini” che abbasserebbero il costo del lavoro.

Perché il salario non si è abbassato da solo. Si è abbassato perché qualcuno ha usato la ricattabilità per abbattere i costi e sfruttare i lavoratori.

Tre euro l’ora non li fa il migrante. Li fa chi sfrutta. Li fa un sistema di subappalti usato per fare profitto. Li fa una politica che rende alcune persone più vulnerabili, più ricattabili, più facili da usare.

E poi succede la cosa più miserabile di tutte. Si colpevolizza lo sfruttato e non lo sfruttatore.

Prima il migrante viene usato come manodopera da pagare meno. Poi viene usato come capro espiatorio per spiegare perché i salari sarebbero bassi. E infine viene usato come nemico interno per solleticare la paura.

Prima lo rendi fragile. Poi lo sfrutti. Poi usi quello sfruttamento per dire che il problema è lui.

E in mezzo ci infilano pure un’altra bugia: la colpa sarebbe del sindacato che firma contratti bassi.

Solo che qui, come in tanti altri casi, il contratto c’era. È stato semplicemente ignorato.

Qui non si abbassa il salario per contratto. Si abbassa con lo sfruttamento.

E allora bisogna andare un po’ più a fondo.

Sfruttamento e ricatto non sono figli di una presunta “immigrazione incontrollata”. Sono l’effetto di una gestione che rende alcune persone più fragili, più esposte, più facili da usare. E che poi protegge chi ne trae vantaggio, spostando la rabbia sul lavoratore sfruttato invece che su chi lo sfrutta.

Se davanti a tre euro l’ora il tuo bersaglio è lo sfruttato e non chi decide di sfruttare, non stai difendendo il lavoro. Stai difendendo lo sfruttamento.

Ed è così che funziona questa destra, in tutto: forte con i deboli, debole con i forti.

Urla contro chi è più esposto. Lascia stare chi guadagna sul lavoro nero, sul subappalto, sui salari da fame.

Parla di sicurezza. Ma il ricatto economico, quello vero, lo alimenta, lo protegge, lo cavalca.

Perché non difende gli italiani. Non difende il lavoro. Difende chi sul lavoro da fame ci guadagna.

E se davanti a tre euro l’ora continui a prendertela con lo sfruttato invece che con lo sfruttatore, allora non stai combattendo il problema.

Lo stai alimentando.

 

(Immagine generata con Intelligenza Artificiale a scopo meramente illustrativo)

Paolo Losco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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