Il commento

19 mar 2026
Sanità Regione Lombardia

Sanità lombarda a rischio disavanzo. Fontana: "Stiamo cercando l'equilibrio". Il nuovo ospedale farà la fine dell'eterna incompiuta Cremona-Mantova?

Aiutateci a capire come si fa a insistere nel voler costruire un nuovo ospedale con costi che lievitano ogni giorno (ad oggi siamo a quota 600 milioni di euro) se la sanità lombarda, oltre a far acqua da tutte le parti in fatto di servizi, sembra ora avere pure un “buco” nelle sue casse.

E' un bel dilemma, no? Si prevedono spese enormi per un ospedale che metà città non vuole nemmeno e nel frattempo la sanità ha le tasche bucate. Almeno secondo quanto sta emergendo in queste settimane concitate, nelle quali la notizia del buco nella sanità lombarda corre, ma la Regione nicchia. Mezzo ammette, mezzo nega, prende tempo, il Pd incalza, il governatore butta la palla in tribuna con un “Stiamo cercando l’equilibrio”.

Intanto, noi cittadini si capisce un beneamato. No, perché l'equilibrio o c'è o non c'è e se non c'è... c'è poco da stare allegri.

Ma andiamo per ordine. Da alcuni giorni, grazie a ricostruzioni giornalistiche, si parla di un possibile buco di circa 1,6 miliardi di euro nella sanità lombarda. L'opposizione sta chiedendo conto alla giunta regionale, come riportato ieri dal consigliere regionale del Pd, Matteo Piloni (qui l'articolo).

Ma la giunta non dà risposte precise. “Sono giorni che chiediamo chiarezza sui conti della sanità lombarda, ma, a fronte di un allarme molto serio, le risposte della giunta continuano a essere parziali, contraddittorie e smentite dai fatti”, ha dichiarato ieri Piloni.

Nel frattempo, i segnali provenienti dal Pirellone sono poco incoraggianti e non fanno altro che rafforzare le voci che parlano di problemi economici nel comparto sanitario.

A riportarlo, ieri, è stato il quotidiano milanese Il Giorno: “Che alla fine dell’anno Regione Lombardia possa trovarsi a fare i conti con un disavanzo alla voce sanità sembrano confermarlo le parole scandite ieri dallo stesso Attilio Fontana, che poi ha attaccato l’eventuale revisione dei criteri di riparto del fondo sanitario nazionale così come chiesta e rivendicata dai presidenti delle Regioni di centro-sud e rimarcato come non in tutti i casi un aumento delle risorse si traduca automaticamente in un aumento della qualità della sanità regionale”.

Ma cosa ha detto di allarmante il presidente Fontana? Lo riporta sempre Il Giorno: “Il presidente della Regione Lombardia (...) in risposta alle domande dei cronisti, parte definendo “illazioni”, “voci”, insomma cose non serie, le indiscrezioni relative al rischio di uno scoperto di bilancio sulla sanità riportate nei giorni scorsi. Poi, però, aggiunge quanto segue: “Il Bilancio si chiude a fine anno. Adesso noi stiamo parlando di un budget. E stiamo cercando di trovare un equilibrio all’interno di questo budget”. Tradotto: i conti si potranno fare solo alla fine, come al solito, ma intanto l’equilibrio lo si sta cercando perché una tensione oggi c’è”.

Per quali ragioni vi sia questa “tensione”, Il Giorno lo annota chiaramente: “c’è perché si è già programmato l’uso di soldi che ancora non ci sono, c’è a causa dell’aumento significativo, nell’ordine dei 900 milioni di euro, delle spese per il personale, tra assunzioni e incentivi per ridurre le liste d’attesa, senza contare gli aumenti tariffari varati per alcune prestazioni sanitarie con l’obiettivo di incoraggiare il privato accreditato a garantirle e, in ultima istanza, i circa 200 milioni di euro ai quali la Regione deve rinunciare per il combinato disposto dal payback farmaceutico e i soldi che la Lombardia lascia sul tavolo per aiutare altri sistemi sanitari regionali a stare in equilibrio”.

Insomma, il rischio che la Lombardia possa trovarsi a dover fronteggiare un disavanzo sanitario con spese programmate per servizi fondamentali quali il personale e la riduzione della liste d'attesa, è concreto.

E in tutto questo viene da chiedersi che ne sarà – laddove il disavanzo venisse confermato – del maxiprogetto per l'ospedale di Cremona. Un'opera faraonica che moltissimi cittadini nemmeno vogliono e che cozza con le reali necessità del territorio, vale a dire un servizio sanitario adeguato alle necessità della Regione e all'altezza di quella che era un tempo la sanità lombarda.

Basti pensare che, secondo i dati diffusi dal Movimento per la riqualificazione dell'attuale ospedale, i costi per la futura struttura sono quasi raddoppiati: dai 330 milioni di euro stimati nel 2021 (quando è stato avviato il progetto), ai 606,7 milioni di euro attuali.

Come sono ripartiti questi costi? Ce lo dice sempre il Movimento: il costo per l'edificio principale è passato da 300 a 438 milioni (+46%), il costo per la demolizione del vecchio ospedale e la sistemazione delle aree esterne è passato da 30 a 68,5 milioni (+128%). A questi importi si aggiunge il costo per un secondo edificio (che nel 2021 non era previsto), pari a 100 milioni.

Ora, con i chiari di luna che sembrano stendersi sulla sanità lombarda, siamo proprio sicuri che insistere con il nuovo ospedale senza confrontarsi con i tanti cittadini e con il Movimento per valutare l'opzione alternativa (ossia la riqualificazione dell'attuale struttura, risalente agli anni Sessanta) sia la scelta migliore?

Non è che di qui a qualche anno i cremonesi si troveranno a che fare con l'eterna incompiuta numero due?

La numero uno, ça va sans dire, è l'autostrada Cremona-Mantova. Altro progetto, guarda caso, sul quale la Regione si è incaponita da oltre vent'anni e che ancora oggi non vede uno straccio di spiraglio.

Federico Centenari

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