Il commento

06 gen 2026
Autostrada Cremona Mantova

La fiaccola corre, l’autostrada no. Cantieri chiusi e bocche sempre aperte: Cremona-Mantova, l'eterna promessa della politica delle chiacchiere

C’è una strada che non esiste, ma di cui a Cremona si parla da venticinque anni come se fosse sempre dietro l’angolo. Una strada promessa, annunciata, benedetta, rilanciata. Una strada che non collega Cremona a Mantova, ma una legislatura alla successiva, un comunicato stampa al successivo, una campagna elettorale all’altra.

L’autostrada Cremona-Mantova è questo: non un’infrastruttura, ma un racconto. E come ogni racconto che si rispetti ha i suoi personaggi ricorrenti, le sue frasi rituali, i suoi colpi di scena annunciati e mai avvenuti.

Lasciamo a voi lettori l’onere  di attribuire a questo racconto il genere più adatto.

Capitolo ultimo (ma solo per ora)

È il gennaio 2025 quando arriva l’ennesimo annuncio solenne. Si tratta del documento presentato da tutti i deputati del territorio cremonese/mantovano: Andrea Dara (Lega), con cofirmatari Silvana Comaroli (Lega), Antonella Forattini (PD) e gli esponenti di Fratelli d’Italia Carlo Maccari, Alessia Ambrosi, Marco Padovani e Maddalena Morgante nell’ambito della Legge Finanziaria 2025.

Un ordine del giorno che certifica l’importanza dell’autostrada. L’opera non è solo di strategicità regionale ma ha anche l’ok del governo. Gongolano tutti felici.

Strategica, ancora una volta. Come lo era vent’anni fa. Come lo sarà tra altri vent’anni, se il genere letterario reggerà.

Pochi mesi dopo, nel novembre 2025, un consigliere regionale — Marcello Ventura — rassicura: l’opera “non è astratta, è concreta”. È una frase che meriterebbe di essere incisa sulla pietra, perché riesce nell’impresa di definire come concreta un’opera che non ha mai visto un cantiere ed è ferma nei tribunali, senza aver mai visto approvato un piano economico finanziario sostenibile.

La fiaccola e l’autostrada

Torniamo indietro di qualche anno, al 25 ottobre 2021. Qui il racconto tocca il suo apice narrativo.

Luciano Pizzetti annuncia che l’autostrada Cremona-Mantova sarà pronta entro le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. È un’immagine potente: lo sport, il futuro, il mondo che arriva.

Oggi sappiamo che le Olimpiadi si faranno davvero. Sappiamo anche che la fiaccola olimpica passerà da Cremona il 17 gennaio.

Passerà veloce, come la storia. Non passerà sull’autostrada. erché quella, semplicemente, non c’è.

I custodi dell’ottimismo (Lega version)

Nel frattempo, la Regione Lombardia non è mai mancata all’appuntamento con l’ottimismo. L’assessora Claudia Maria Terzi ha ripetuto più volte che l’opera resta prioritaria, che il Tibre è la chiave, che l’intesa è vicina, che la volontà politica c’è.

È una narrazione coerente, quasi religiosa: prima verrà il Tibre, poi — come per miracolo — verrà anche la Cremona-Mantova. Peccato che il Tibre sia, a sua volta, una di quelle opere che esistono soprattutto nei powerpoint.

Anche il governatore Attilio Fontana, nel 2019, parlava di “via libera finanziario”. Parole importanti. Che però non hanno mai trovato traduzione in asfalto.

Vuoi mettere il privato?

2023 - Massimiliano Salini (Europarlamentare Forza Italia): “Il problema degli 8 km mancanti dell’autostrada Cremona-Mantova all’altezza di Calvatone e Bozzolo è risolvibilissimo, anche perché pare che vi sia un soggetto privato, interessato dal punto di vista finanziario e industriale, ad investire e a finanziare il progetto dell’autostrada e non solo di quel tratto".

Il capitolo leghista – ruspe e cantieri

In questa saga non poteva mancare Matteo Salvini, che tra il 2018 e il 2021 ha inserito la Cremona-Mantova nel grande libro delle opere “da fare subito”.

Basta no, basta ritardi, avanti con le infrastrutture. Lui non è mica come quelli che vogliono bloccare tutto! Una retorica muscolare che funziona benissimo nei comizi e un po’ meno nei cantieri.

Salvini è ancora ministro, i governi sono cambiati (la Lega governa da anni la Lombardia ed è  ancora al governo con Giorgetti al bilancio e lui alle infrastrutture), la strada è rimasta dov’era. Nel mondo delle promesse e dei fallimenti politici. Ma la colpa è sempre dei giudici, dei magistrati rossi e di quelli del no a prescindere...

Il momento della grande previsione

Il 31 agosto 2020, Carlo Vezzini, presidente di Stradivaria, presenta il progetto definitivo. È un momento solenne: numeri, chilometri, tracciati. E soprattutto una data: 2027-2028. “Se tutto andrà per il meglio”.

La strada, finalmente, ha un orizzonte temporale. Poi quell’orizzonte si è spostato. Come sempre. Gli intoppi.

L’ottimismo è il sale della vita (Pd version)

Dicembre 2018 - Matteo Piloni e Antonella Forattini (PD): “A Regione Lombardia abbiamo chiesto di chiarire una volta per tutte quali saranno i tempi di realizzazione e le risorse disponibili di fronte ai 400 milioni di euro mancanti e oggi la Regione ha garantito di mettere a disposizione le risorse per avviare l’opera entro 5 anni”.

Si fa quel che si può

2015 –  Alessandro Sorte (ex assessore Regione Lombardia): “Va assolutamente realizzata e faremo il possibile a livello politico per portare a compimento il progetto”.

I pionieri

2007 - Autostrada Cremona-Mantova, firmata la convenzione. "E' stata firmata oggi in Regione Lombardia alla presenza del presidente Roberto Formigoni e dell'assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo, la convenzione per la realizzazione della prima autostrada regionale, la Cremona-Mantova".

"Si tratta di una infrastruttura - ha sottolineato il presidente Formigoni - assolutamente necessaria, richiesta dal territorio e sulla quale Regione Lombardia è stata capace di costruire un ampio consenso. Anche in questo campo, la Regione ha saputo capire in anticipo i bisogni ed è intervenuta con azioni innovative, precorritrici dei tempi, prima criticate e poi imitate da tutti".

"Con la realizzazione della Cremona-Mantova - ha detto l'assessore Cattaneo - Regione Lombardia si dimostra ancora una volta pioniera nel campo delle infrastrutture, come 81 anni fa, con la realizzazione della prima autostrada con pedaggio, la Milano-Varese".

Le origini del peccato

Ma per capire davvero questa storia bisogna tornare all’inizio, ai primi anni Duemila. Quando tutto nasce da studi di traffico generosi, da una concessione fragile, da un project financing che già allora mostrava crepe evidenti.

È lo stesso modello che ha prodotto Brebemi e Pedemontana: opere pensate come miracoli del mercato e finite come problemi pubblici. Un modello che non si è mai voluto mettere in discussione.

Mai, ad esempio, si è fatto un confronto serio con l’alternativa più banale e forse più sensata: riqualificare la SS10. Mai una vera analisi costi-benefici comparativa. Si è deciso prima, e si è discusso dopo. Come oggi accade con il nuovo ospedale di Cremona.

Epilogo (provvisorio, come tutto il resto)

L’autostrada Cremona-Mantova è diventata una metafora. Della politica bipartisan che promette e non realizza. Della programmazione che ignora i dati. Della modernità evocata e mai costruita.

Una strada che non unisce due città, ma decenni di annunci. Una strada che non esiste, ma che continua a essere raccontata.

E forse è proprio questo il suo destino: non essere mai fatta, ma essere sempre promessa.

Marco Degli Angeli

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