L'intervista
22 giu 2026
"Il sindaco voleva dimostrare di essere forte, ma ha mostrato solo la debolezza della sua leadership". Intervista con il presidente cittadino di FDI, Andrea Poggi
Il giro di interviste di Cremona Libera, avviato con Luciano Pizzetti, Simone Bossi, il vescovo Antonio Napolioni, prosegue con Andrea Poggi, presidente cittadino di Fratelli d'Italia.
In questo caso, considerato il tema che da una settimana sta catalizzando l'attenzione della politica locale, le domande hanno toccato sotto più aspetti il serrato confronto sulla rimozione, da parte del sindaco Andrea Virgilio, del manifesto pro-vita davanti all'ospedale.
Un'ultima domanda, tuttavia, ci è sembrato doveroso rivolgere a Poggi in merito all'altro grande tema che fino a pochi giorni fa ha fatto discutere la politica cremonese, vale a dire le nomine in Padania Acque.
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Non entro nella contrapposizione tra pro-vita e aborto perché stando agli ultimi sviluppi, compresa anche un'intervista rilasciata dal sindaco a La Provincia, il tema del manifesto ormai è più politico che altro. Cosa ne pensa?
Sì, direi che il problema è che ormai si è spostato tutto su un altro piano. Sembra che questo manifesto, fondamentalmente, sia stato utilizzato come strumento politico. Il sindaco dice che si deve emancipare dal passato, e quando spiega come intende farlo dice che l'emancipazione passa attraverso le nomine della giunta, che non sono a carico delle civiche e dei partiti, ma del sindaco. Il concetto è: io sono io e io decido. Quindi, sì, possiamo dire che il tema è prettamente politico, adesso. E c'è un problema nel centrosinistra. Un problema in base alle provenienze: l'area cattolica piuttosto che l'area laica.
Abbiamo già scavallato la contrapposizione maggioranza/opposizione e siamo sul campo da gioco del centrosinistra, quindi?
Secondo me sì, ma bisogna anche partire da un assunto. Il sindaco voleva dimostrare di essere forte, ma con questa azione ha finito per dimostrare tutta la debolezza della sua leadership.
Aspetti: Virgilio sconta un difetto di leadership dopo questa vicenda?
Penso proprio di sì. In molte situazioni, negli ultimi mesi, il sindaco è voluto uscire dicendo la sua, ha voluto rimarcare la sua posizione di forza, ma non ne aveva bisogno, proprio perché è il sindaco. Però ci tiene, evidentemente. E l'ultimo avvenimento, la rimozione del manifesto, credo sia partito come scelta amministrativa. Oggi, invece, stando a quello che dichiara lo stesso sindaco, è una questione prettamente politica.
Non a caso Virgilio ha dichiarato che è necessario un confronto all'interno della maggioranza. Come la vede?
Si è reso conto di aver preso una decisione forte, una decisione che ha creato profonde conseguenze, prima di tutto nel suo gruppo. Non sta guardando, secondo me, ai cittadini. In altre parole, il problema, il sindaco, lo sta vivendo nel suo gruppo di maggioranza politica, non tanto sulle sensibilità che possono avere i cittadini. A mio avviso la scelta è stata sbagliata anche sotto un profilo democratico.
Secondo lei come potrebbe venirne a capo, a questo punto?
Allora, se dobbiamo parlare solo ed esclusivamente della vicenda della rimozione del manifesto, in maniera molto semplice, dovrebbe ammettere di aver fatto un errore. Capita a tutti di sbagliare, non c'è niente di grave, lo sappiamo tutti: si può sbagliare. Tuttavia, il fatto che il sindaco continui a difendere una scelta così sbagliata, secondo me rende l'errore ancora più grande.
Posto che non credo che dirà di avere sbagliato, non per orgoglio, ma perché penso che Virgilio sia intimamente convinto della sua scelta, questa vicenda che conseguenze rischia di avere per la maggioranza o per il centrosinistra in generale?
Penso che il manifesto non sia altro che una conseguenza di questo suo sentire di aver bisogno di mantenere la leadership. Di dire: sono io che comando, sono io che faccio, che prendo queste decisioni. Oltretutto decisioni così... estreme, diciamo, nel senso che all'interno della sua coalizione ha una componente moderata, e decisioni come questa possono apparire estreme. Voglio dire, si va a limitare l'opinione altrui... Senza contare che ci stiamo muovendo su un campo estremamente delicato, umano.
E' un dato di fatto che nel centrosinistra ci siano anime molto distanti tra di loro...
Certo, ricordiamo anche la componente cattolica, di fede. Ora, a prescindere dalle idee personali, lui è lì anche per queste persone, è sindaco anche grazie ai voti di quella componente cattolica. E' sindaco grazie anche al sostegno di un programma supportato anche da un nutrito gruppo di persone che fanno riferimento alla fede cattolica. In questo caso, Virgilio ha dato ascolto a una parte minoritaria della sua maggioranza. Ha voluto compiere un atto, a mio avviso, estremo, e adesso si ritrova con la bomba che gli è scoppiata in mano. Perché, mi domando. Voleva rimarcare che è lui a decidere? Voleva compiere un'azione forte di sinistra? Ma tutti sappiamo qual è stata la sua storia politica, la storia che lo ha portato ad essere sindaco, il supporto di cui gode...
Si sta riferendo al supporto di Luciano Pizzetti, immagino...
Certo ma guardi, non è affatto un problema il fatto che ci sia Luciano Pizzetti a sostegno del sindaco.
Ecco, abbiamo superato questa fase, spero...
Ma certo, non mi interessa cercare di creare divisioni dove già comunque ci sono. Quello che voglio dire è che sembra quasi che Virgilio voglia continuare a rimarcare il suo ruolo. Ma non ce ne sarebbe assolutamente bisogno perché è il sindaco e fa il sindaco. Il punto è un altro.
Vale a dire?
Ho letto che ci sarebbe una parte minoritaria che vuole difendere la vita, difendere la donna, che questa parte minoritaria ha questa questa visione... Ecco, secondo me è sbagliato: la parte minoritaria si identifica con chi vuole censurare, perché a Cremona la parte maggioritaria è rappresentata da chi vuole difendere la vita. La legge sull'aborto c'è, ma quella legge non parla solo di aborto: parla anche di aiuto, perché a volte succedono cose drammatiche e una persona ha una necessità e fa una scelta. Insomma, la questione non è giudicare: la questione è dare più possibilità alle persone per scegliere in maniera libera. Questo continuo voler rimarcare una sorta di potere mi dà da pensare...
A cosa, esattamente?
Luciano Pizzetti è una figura che ha coscienza di tutte le dinamiche cittadine e territoriali. Credo che sia ancora oggi il punto di riferimento strategico della maggioranza. E' quello che spinge la maggioranza. Bene, io non riesco a capire perché ci sia questa... non so come spiegarmi... questa sorta di invidia, non so neanche come definirla. Qual è il problema? Io, Virgilio, sono sindaco e Pizzetti fa parte del gruppo... sembra quasi che come sindaco io debba sempre dire qualcosa per distinguermi. Secondo me tutto nasce da questa situazione che si ritrova al suo interno, ecco. Ma qui non è questione di avere un sindaco occulto. Tu sei il sindaco e hai in squadra una persona capace, perché devi prestarti a fare un'azione così denigratoria e umiliante nei confronti della maggioranza dei cittadini cremonesi? Hai vinto le elezioni, adesso governi, punto e basta.
Senta, il tema è sconfinato, però non voglio ignorare l'elefante nella stanza, quindi una domanda diversa gliela voglio fare. Fratelli d'Italia e la vicenda Padania Acque. Tutto finito o dobbiamo aspettarci altre novità?
Guardi, secondo me il grave errore della vicenda Fratelli d'Italia in Padania Acque è stato semplicemente uno: non aver parlato tra dirigenti, ma aver parlato e accusato tramite giornali. Questo è quanto, non si fa politica così.
Insomma, i panni sporchi si lavano in casa.
Sì, ma qui di panni sporchi non ce ne sono. Qui ci sono differenti visioni. Una volta che si apre una questione, non necessariamente bisogna andare a votazione nel gruppo. Si dice: bene ragazzi, dobbiamo fare sintesi. Ma tra di noi, non sui giornali accusandoci l'un l'altro.
Federico Centenari
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