L'intervista

05 lug 2026
Virgilio collage

Grandi cambiamenti urbanistici, intervista al sindaco: "Abbiamo ridotto le aree degli insediamenti. Portesani e la destra? Disinformati, fanno confusione"

In settimana sono emerse notizie molto rilevanti per Cremona. Non necessariamente positive: dipende dai punti di vista.

Anzitutto il passo avanti verso la possibile approvazione, da parte della Regione, del polo commerciale "Cardaminopsis" (sessantamila metri quadri tra la Paullese, via Sesto e via Picenengo).

L'operazione, è bene ricordarlo ancora una volta, risale al 2001 e all'epoca sia il Comune che la Provincia si opposero, salvo poi soccombere davanti al TAR e al Consiglio di Stato. 

Altre due grosse notizie sempre in ambito urbanistico sono state pubblicate in esclusiva da Cremona Libera: la bocciatura da parte della Regione del Polo Logistico a San Felice (qui l'articolo), e il via libera all'ampliamento del Polo Logistico da 50 mila metri quadri di Katoen Natie nell'area compresa tra via Riglio e via Bastida, in zona Porto Canale (qui l'articolo).

Proprio con l'intento di rendere queste notizie più chiare ai cittadini, abbiamo intervistato il sindaco Andrea Virgilio, che non solo ha commentato queste tre operazioni ma ne ha ricordate altre due ancora in campo.

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Sindaco, è stata una settimana rovente. E non parlo del clima, ma del fronte urbanistico. Tre gosse notizie. In almeno un caso, il Polo Logistico di San Felice, inattese e clamorose. Cosa ne pensa?

Le riassumo lo scenario. I grandi poli di espansione, quelli storici ormai consolidati nei Piani Urbanistici, sono tre. Il primo è appunto l'area di San Felice, dove è prevista la possibilità di una funzione produttiva o logistica e dove il centrodestra, questo è bene ricordarlo, aveva previsto, durante l'amministrazione Perri, anche insediamenti di carattere commerciale. Insediamenti che erano stati oggetto di un grande scontro con l'opposizione, con il commercio locale e anche all'interno dello stesso centrodestra, che dovette registrare alcune defezioni su questa vicenda. Ora, si trattava di una quota commerciale che avrebbe dovuto fare da volano, anche con agevolazioni, all'area produttiva. In altre parole: nel loro schema c'era l'ipotesi di utilizzare quote di commercio per fare da volano agli insediamenti produttivi. Quando siamo arrivati noi al governo della città abbiamo modificato questa cosa applicando un piano attuativo. Alla fine abbiamo stralciato l'aspetto commerciale proprio per favorire invece la logistica. Tutto questo per chiarire quali sono le posizioni in campo a livello politico.

La interrompo: adesso, però, al di là dell'aspetto commerciale che avete stralciato, la Regione ha bocciato il Polo Logistico...

Sì, certo, ma il punto è un altro. Io sto parlando della competenza del Comune per quanto attiene la destinazione urbanistica. Dopo, ovviamente, nel momento in cui parte l'ipotesi degli insediamenti, c'è tutto il percorso procedurale che non investe soltanto il Comune: investe anche la Provincia e in questo caso anche la Regione. Credo che la bocciatura del Polo logistico di San Felice sia dovuta a procedure che ormai vanno oltre il ruolo del Comune, che tuttavia ha lavorato nel corso di questi anni su San Felice per chiedere delle compensazioni ambientali. Parliamo di circa 50.000 metri quadri di piantumazioni, poi compensazioni viabilistiche, come l'ampliamento della rotatoria. Va detto che la procedura non si esaurisce con il Comune, è una procedura complessa perché stiamo parlando di suolo consumato. Mi spiego: anche se dal punto di vista urbanistico è suolo edificabile, è comunque suolo consumato e quindi sono necessarie procedure molto rigorose. A quanto pare la Regione per adesso ha bloccato il percorso, come avete riportato.

E questo come si traduce in concreto? Cosa pensa di fare il comune?

Bloccare il percorso significa andare a ridefinire tutto l'iter. Il Comune ha definito la destinazione urbanistica di un'area che nasce col PGT Soregaroli (Daniele, ex assessore all'Urbanistica dal 1999 al 2009, giunte Bodini e Corada; ndr), quindi è un'area che ha 20 anni. Un'area che prima aveva una vocazione produttiva, poi mista, commerciale e produttiva, e adesso solo logistica. Ora il Comune deve continuare a salvaguardare le sue esigenze di compensazione, sia nel comparto sia su tutta la città, proprio alla luce dell'impatto di quel contesto. 

La vera domanda è: il Polo Logistico di San Felice non si fa più?

Dopo che la Regione ha detto così, di certo non si può procedere con questo intervento in questo momento. Ma la partita non è chiusa del tutto, nel senso che dipende anche dall'investitore e dalle richieste di compensazione. Quello che le diceva l'assessore Paolo Carletti a proposito di Cardaminopsis (qui le dichiarazioni a cui fa riferimento il sindaco; ndr) è che di fronte a situazioni in cui ci sono destinazioni già affermate da tempo, il compito dell'amministrazione, insieme ad altri enti, è quello di mettere in atto una serie di richieste a accompagnare il processo. Non è che dopo che il buon Zanacchi (Luca, assessore al Commercio; ndr) ha detto: vabbè, la logistica porta 800 posti di lavoro, allora tutto va a posto. E' vero, ci sono degli elementi a favore sulla bilancia, è ovvio che rispetto a un impatto così importante è necessario portare a casa più compensazioni e ricadute positive possibili, però occorre sempre valutare se poi gli enti sovraordinati accettano questa cosa o rilanciano. E a quanto pare la Regione non è stata soddisfatta... 

Esatto, i documenti lo dicono chiaramente. Passiamo al discorso Cardaminopsis: altro grande insediamento, stavolta commerciale.

In questo caso si parla dell'unico grande spazio per la grande distribuzione. E' presente nei Piani Urbanistici ormai da molto tempo, credo quando ancora c'erano i Piani Regolatori, sì, dai tempi del Piano Regolatore di Massimo Terzi (compianto ex assessore all'Urbanistica ai tempi della prima giunta Bodini; ndr)...

: il progetto è stato presentato nel 2001, vale a dire 25 anni fa. Comune e Provincia si opposero ma persero prima al TAR, poi innanzi al Consiglio di Stato.

Allora, c'è questa ipotesi di insediamento e qui stiamo parlando di due aree, una produttiva e una per la grande distribuzione. Sta partendo quella per la grande distribuzione. E' più piccola rispetto all'area di San Felice, però è sempre un'area importante. Anche in questo caso l'amministrazione si muove nella logica delle ricadute sulla viabilità, perché è ovvio che un nuovo polo porta più traffico, quindi erano previsti degli interventi sulla tangenziale, poi sulla rotatoria dell'Ipercop, tanto che si era valutato di utilizzare un'arteria per rendere più fluido il traffico. E anche in quel caso ci sarebbero state delle compensazioni di carattere ambientale. E' ovvio che il tipo di compensazioni, a volte, va oltre il Comune, perché quando devi realizzare dei boschi, ad esempio, agisci anche sui comuni collocati nella cintura attorno all'area dell'insediamento. In alcuni casi monetizzi la compensazione verde per andare a creare una ricaduta positiva. Però anche in questo caso non è che l'amministrazione su questi processi fa i salti di gioia: gestisce dei percorsi urbanistici, e dentro i percorsi urbanistici devi portare a casa tutto quello che puoi portare a casa dal punto di vista delle ricadute positive e delle compensazioni ambientali. 

Chiudiamo con Katoen Natie. Altro Polo Logistico, stavolta un ampliamento di un'area da 50 mila metri quadri.

Sì, quella è un'area che possiede naturalmente quella funzione, perché si colloca all'interno della ZLS, Zona Logistica Semplificata. E' un'area che per vocazione ha esattamente quella funzione. Poi ci sono altri posti di logistica, mi riferisco all'area ex SCAC (in via Sesto; ndr). In quel caso, però, si tratta di un'area antropizzata, nel senso che quella non è un'area agricola, è un'area che insiste su un contesto dove c'è già del costruito, quindi è anche funzionale. Quando ti muovi in quel genere di contesti, è anche funzionale perché garantisci una bonifica del territorio per far nascere una realtà che, da quello che mi hanno detto, non è che incida dal punto di vista viabilistico. Si tratta di un contesto abbastanza limitato e che può riordinare quel comparto. Perché se ipotizzi l'insediamento davanti all'Ocrim, dietro quell'area, quegli insediamenti ti consentono di dare un ordine anche viabilistico a un intero comparto. 

Cos'era previsto per l'area ex SCAC? Ricordo che era una partita sulla quale si era speso anche il centrodestra durante la giunta Perri...

Nell'ex SCAC era previsto un insediamento produttivo e commerciale. Il Pgt di Malvezzi (Carlo, ex assessore con il sindaco Perri; ndr) aveva garantito in alcuni ambiti di trasformazione molte 'mixité' con funzioni commerciali. Allora, io dal punto di vista ideologico non sono contrario, perché in alcuni casi il commercio fa da traino rispetto a tutto il resto. Tuttavia, il fatto che poi siano loro, il centrodestra, a darci lezioni, quando all'interno del PGT loro stessi avevano previsto la possibilità di aprire a medie strutture di vendita da 2.500 metri quadri... Ecco, la cosa lascia perplessi. Noi abbiamo ridotto questa possibilità a strutture da 1.200 metri quadri. Per esempio, l'ex SNUM. Inizialmente era previsto un intervento su 2.500 metri quadri. Noi l'abbiamo ridotto a 1.200. Bene, adesso, sentire lezioni dal centrodestra, che, indignato, mi chiede conto di riferire in Commissione, per decidere che cosa non lo so... O meglio, per decidere cose che loro stessi hanno già deciso a suo tempo... Be' la cosa mi fa ridere. Vuol dire essere analfabeti dal punto di vista urbanistico. 

Su questi temi si sta sbracciando il consigliere Alessandro Portesani, tanto per cambiare. Ma a sentire quel che dice fa solo una gran confusione che non aiuta i cittadini...

Esatto. Ad esempio dimentica che l'urbanistica non può entrare nel merito delle dinamiche della concorrenza. E lui chiede anche l'impatto economico! Ma un ente pubblico non può entrare in queste dinamiche, piaccia o non piaccia, visto che siamo in un contesto di liberalizzazione. Noi non possiamo dire: qua non può nascere questa struttura perché ha un impatto economico su altre attività imprenditoriali. Non funziona così. Senza dimenticare che su Cardaminopsis, Portesani sembra non voler capire che l'operazione è del 2001, non di oggi...

Transeat. Ascolti, c'è qualche altro grande insediamento che dimentico?

C'è via Sesto, l'area logistica. L'altro pezzo credo sia fermo in Provincia, ma anche quella è logistica. E' l'ampliamento dell'attività già esistente. Ma anche in questo caso parliamo di un'area destinata esattamente a quello ormai da molto tempo. In buona sostanza, sono i tre grandi ambiti della città. Poi gradualmente tutti gli ultimi PGT, compreso quello di Malvezzi, sono andati in riduzione delle previsioni edificabili in città. Quindi la città, rispetto ai grandi piani regolatori di Massimo Terzi, giusto per fare un esempio, è andata gradualmente in riduzione, sotto questo punto di vista. Noi stessi abbiamo operato in riduzione.

Federico Centenari

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