L'intervista

02 lug 2026
Andrea Badioni e Cardaminopsis

Nuovo polo commerciale: pensare che 25 anni fa Comune e Provincia si opposero. La rabbia dei commercianti. Badioni (Ascom): "La reazione sarà durissima"

Non è certo da ieri che le associazioni del Commercio di Cremona sono sul piede di guerra contro il grande insediamento commerciale Cardaminopsis, alle porte della città. Sessantamila metri quadrati nell'area compresa tra la Paullese, via Sesto e via Picenengo, tanto per intenderci (qui l'articolo).

Oggi, a esattamente 25 anni da quando è stata presentata la richiesta del proponente, ossia Cardaminopsis Società Agricola, sembra che l'iter sia in dirittura d'arrivo.

E le associazioni locali del commercio promettono che non manderanno giù in silenzio, come ha più volte dichiarato e ribadito ancora ieri a Cremona Libera anche Andrea Badioni, Presidente di Confcommercio Cremona (nella foto in alto).

LA STORIA DELL'INSEDIAMENTO COMMERCIALE

Prima di entrare nel vivo delle dichiarazioni di Badioni, può essere utile inquadrare l'operazione. La prima richiesta per la realizzazione del grande insediamento commerciale tra la Paullese e via Picenengo è stata preentata nel 2001

Esattamente 25 anni fa. Epoca del secondo mandato di Paolo Bodini sindaco. Ma attenzione: quello che forse non tutti ricordano e che per dovere di cronaca va segnalato, è che all'epoca sia l'amministrazione comunale che l'amministrazione provinciale opposero un netto “no” alla richiesta.

La società proponente, però, fece ricorso al TAR contro il Comune e la Provincia e ottenne l'annullamento dell'atto attraverso il quale il Comune di Cremona di fatto negava l'apertura del maxi-insediamento commerciale.

Contro la decisone del TAR Comune e Provincia fecero a loro volta ricorso al Consiglio di Stato nel 2003, ma non ci fu niente da fare: il ricorso venne respinto e la società proponente uscì doppiamente vincitrice rispetto agli enti locali.

Attorno al 2005 l'intero progetto registrò una battuta d'arresto, ma l'iter di fatto non si è mai fermato del tutto e negli ultimi anni ha ripreso vigore, sino ad arrivare alla conferenza dei servizi del 10 giugno 2026, penultimo passaggio prima del definitivo via libera, tanto che si prevede l'inizio dei lavori per il nuovo insediamento commerciale nella primavera del 2027.

IL COMMERCIO SUL PIEDE DI GUERRA

Dopo il recente aggiornamento emerso a seguito della conferenza dei servizi, le associazioni del Commercio sono tornate in fibrillazione. E lo sconforto, come si evince facilmente dalle parole di Badioni, è pari solo alla rabbia.

Non partecipiamo più nemmeno alle conferenze dei servizi – spiega il presidente di Confcommercio – perché ci aspettavamo di avere un supporto dalle istituzioni su una partita così importante, e invece...”.

Lei ha definito più volte questo progetto “immorale”. Un termine forte.

Sì, perché è l'ennesimo sfregio al commercio. Inoltre nel Piano di Governo del Territorio era prevista una limitazione dell'utilizzo del suolo. Senza contare che non abbiamo mai visto un piano di compensazioni a livello commerciale a favore del centro storico”.

Sono previste diverse opere di compensazione a beneficio dei comuni interessati, come Picenengo...

Sì, ma nessuna opera di compensazione a livello commerciale per lo sviluppo del centro, come ho detto. Anche per questo non partecipiamo alle conferenze di servizio: dovremmo farlo per parlare a orecchie sorde. Sarebbe una perdita di tempo. Ma stia sicuro che quando partiranno i lavori la nostra posizione sarà durissima”.

Ascolti, cosa intende esattamente per compensazioni a livello commerciale?

Un esempio? La riqualificazione dell'arredo urbano del centro. Una cosa di cui beneficerebbe tutta la città. Poi una modifica alla viabilità. Abbiamo una ZTL che rende difficile percorrere la città, abbiamo mezzi di trasporto poco fruibili, poco appetibili per orari e tragitti. Tuto questo penalizza ulteriormente il commercio in città e mai abbiamo visto l'intenzione concreta, da parte delle varie amministrazioni, di mettersi attorno a un tavolo e fare valutazioni insieme a noi”.

Lamenta quindi una sorta di “disinteresse” da parte degli enti locali?

Lamento la totale assenza della volontà di mettere a regime un progetto compensativo per far fronte a questi insediamenti. Abbiamo il progetto Cities, che accorpa urban data in grado di intercettare le esigenze della città. Ma i dati vengono sempre presi solo per sbandierare gli arrivi dei turisti a Cremona... Come possiamo risolvere le cose in questo modo? Che poi, pensando agli oneri urbanistici... a Cremona non abbiamo il mare, il lago o la montagna, ma la cultura. Ecco, perché non puntare su questo tornando a organizzare grandi eventi di alta qualità? Vede, quello che lamentiamo, tornando alla domanda, è lo scarso confronto con le varie amministrazioni su questi temi. Come associazioni veniamo coinvolti quando le cose sono ormai già avviate”.

Cardaminopsis però è un progetto che risale a molto tempo addietro...

Certo, lo sappiamo bene, ma al netto di questo, si è sempre proseguito a dare licenze a queste attività che di fatto sottraggono clienti ad altre attività. E tutto questo senza tenere conto dei grandi cambiamenti sociali ed economici di questi ultimi vent'anni. La città, così come la società, è molto cambiata e non si può più procedere su una linea ormai vecchia, senza tenere conto di questi mutamenti economici e sociali”.

Federico Centenari

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